Ho solo "Third" purtroppo e mi muovero' a cercare anche gli altri album . Se la qualita' e' come quella di questo disco... di più
Ci vorrebbero 6 stelle, un Gigante assieme a pochi altri di più
Quanto godo a vedere un sacco di esperti di musica che non smettono di farsi seghe pensando che un gruppo arcinoto e pieno di fan imbecilli come i Nirvana debba per forza far cagare. Loro scandalosamente sopravvalutati da alcuni aspetti (Nevermind), decisamente sottovalutati da altri (il grandissimo Bleach ad esempio). Io stesso ho dovuto ricredermi, inizialmente li giudicavo davvero insulsi. di più
The Black Saint and the Sinner Lady. E ho detto tutto. di più
E' fin troppo facile ed evidente per me considerare questo primo disco degli anni novanta della band irlandese come l'ultimo capolavoro; a seguire un crollo verticale inesorabile che non sembra aver fine. Tornando ad "Acthung Baby" la produzione è affidata a Brian Eno e Daniel Lanois, con in aggiunta Flood che proietta il loro sound nel futuro. Un album dove abbondano canzoni indimenticabili, con la mia preferita che rimane ancora e per sempre "Acrobat" : dark, crescente, penetrante...ADDIO... di più
Ska, Beat, Pop e Soul: con una enorme carica di fiera spensieratezza ed impegno sociale. Dal vivo uno delle band più divertenti; e poi omaggiano il Grande Torino essendo accesi tifosi granata!!!...NON CAMBIARE MAI... di più
Negli anni a venire I Rolling Stones avrebbero attraversato la psichedelia, avrebbero creato quell'altro superbo capolavoro che è "Beggars Banquet", avrebbero traghettato il rock nei Settanta immolandosi infine nell'ultimo loro grande album: "Exile On Main Street" (1972). Ma questa è un'altra storia. Questi dieci (o quattordici) pezzi trasudano freschezza e ancora oggi parlano alle nuove generazioni, a cui sono in grado di insegnare cosa significhi fare della musica un'arte di più
La rivoluzione del ’68 sarebbe potuta accadere due anni prima se soltanto la gente avesse compreso il suono dei Monks di più
L'epopea della coppia d'oro del folk-rock: due ragazzi, due anime, una voce. Un viaggio attraverso l'America dei Sixties di più
Tralasciando la solita faccenda"Band per ragazzini ... etc. etc." secondo me non hanno fatto niente di così eccezionale, oltre al fatto che a me la voce di Kurt Cobain fa davvero vomitare. di più
Un'opera esagerata, che cerca di imitare i maestri Emerson, Lake and Palmer (evidenti nei titoli i richiami alla mastodontica "Karn Evil 9") perdendo la loro magia. Il terzo incontro è il migliore, con una straordinaria introduzione, ripresa poi nell'epilogo. Pecca di superbia. Lodevole lo sforzo profuso da Leone anche nei testi, ma quel cantato non fa per me. di più
Cofanetto con quattro cd, pubblicato nei primi novanta, quando ero in pieno innamoramento cremise, che ritrae la migliore formazione dei nostri amati e ci regala composizioni eseguite con grande perizia tecnica e personalitá nei dettagli che rendono le esecuzioni sempre differenti le une dalle altre. Nelle parti improvvisate si possono trovare sprazzi di materiale che andranno a formare Red. Insuperabili! di più
Sono nella tua area, insegnando a nuotare alle cagne di più
Quattro palle solo per vedere almeno una volta Robert Fripp sorridente, è una cosa rara, neanche al suo matrimonio penso... A parte le battute, un disco vivace, divertente, lontano dai fasti dei King Crimson ma valido. Fripp dimostrerà di lì a poco tutte le sue grandi capacità strumentali, ma qui si intravedono già qui e là tra le tracce. Un buon ascolto... di più
Vocalità da folksinger, gusto da outsider, talento da grande autore. Uno dei grandi dei nostri tempi. Ce ne accorgeremo. di più
Trovo questo progetto di Damon Albarn per prima cosa divertente; ed anche molto libero nella proposta musicale. Elettronica, dance, hip hop, rock ed una ovvia spruzzata pop che rimanda ai geniali Blur...CLINT EASTWOOD... di più
e gliel'ho buttato! di più
"Vi riproducete come ratti, non guardate dietro di voi siete già dall'inizio morti". Si apre con questo urlo terribile il primo album sulla lunga distanza, uscito nel 1989, della "Carne di Dio". Un suono industriale claustrofobico, ripetitivo, ossessivo nelle sue opprimenti linee di basso; la chitarra di Justin, allora ventenne, capace di costruire riff glaciali, terrificanti nella loro pesantezza. La stordente drum machine amplifica il tutto; la voce è un growl da bolgia dantesca...MICIDIALI... di più