Furboni. Hanno capito tutto del business della musica: mirare sul fascino, ottica pacchiana alla High School Musical, testi struggenti per tredicenni alle prese col primo ciclo,…mettete tutto nel forno e….COMPLIMENTI, AVETE IL GRUPPO PLASTIFICATO PERFETTO! di più
Ovvero come reinterpretare Battisti-Mogol in salsa beat-psichedelica, con tanto di chitarra hard-blues e di organi pesanti. Title-track, "Sole Giallo, Sole Nero" e le due parti di "Questo Folle Sentimento" non si dimenticano, ed un plauso ulteriore per la musica di "Perché, perché ti amo" scritta dai fratelli Bennato. Grandissimi musicisti, soprattutto Alberto Radius. di più
Autore impegnato, musicista, filosofo, pensatore, teatrante, comico, intellettuale. Una Personalità completa (notate la maiuscola) ed uno dei più grandi personaggi del secondo dopo guerra italiano. L'unico che scinde dal concetto semplice di "cantautore", che gli è strettissimo. Un genio! di più
Un' odissea nello spazio, nuovo pianeta per una nuova vita. Tutto questo progettato dalla mente di Paul Kantner, che cambia ragione sociale della sua celebre band e si inventa questo ottimo album, coadiuvato dalla splendida Grace Slick e da ospiti eccezionali quali ad esempio Garcia, CSN e molti altri. Ho sempre preferito i miei amati Jefferson Airplane ma quest'album è un ottimo ascolto. di più
Ottimo album, che definisce già molto bene lo stile che intraprenderà la band nei successivi lavori. A mio parere i successivi "Moonhead" e "In The Spanish Cave" risultano migliori e più completi, ma averne di esordi così. Un piacere ascoltarlo... di più
Dopo l'ottimo ma ancora un po' acerbo esordio omonimo del '73, Latimer, Bardens e soci se ne escono fuori con questo gioiello, forse la loro opera più completa, almeno a mio gusto. Da sottolineare bene le due favolose suite "Nimrodel/The Procession/The White Rider" e la conclusiva "Lady Fantasy", eccezionali quanto a tecnica esecutiva ed ispirazione. Grande album. di più
"Ma tu che stai, perché rimani? Un altro inverno tornerà domani, cadrà altra neve a consolare i campi, cadrà altra neve sui camposanti". Questo è il brano che prediligo di tutta la Poesia in Musica di Fabrizio...INVERNO...L'ASSOLUTO... di più
dal momento che non ha mai fatto una cazzo di canzone sua, parleremmo del clone del clone di più
L'album più "invernale" dei Tull non poteva che essere citato in questo periodo. Grande il folk-rock dell'opener che va a chiudere il capitolo folk iniziato con l'incredibile "Songs from the Wood" di appena due anni prima. Anche in questo caso, sfuriate di puro hard rock si alternano a momenti acustici più malinconici e sublimi. C'è anche spazio per le prime sperimentazioni elettroniche; non ancora invadenti e inserite con molto buon gusto. L'ultimo grande album della band. di più
Sfiora la perfezione. Pochi dischi dei Tull riescono a superarlo. Durissime le parti elettriche (considerando i canoni stilistici della band); è inoltre un lavoro in cui la dimensione acustica prende un posto di rilievo nel songwriting, cosa che succederà anche col successivo "To Old to Rock n Roll: Too Young to Die", senza però lo stesso coinvolgimento. Album che si riassume in un unica parola, scontata ma necessaria: capolavoro! di più
Vivacità ritmica di più
il disco della consacrazione di più
Ottimo album, classe 1971 ed ultimo prima della nascita degli ELO, con i quali ottennero successi stratosferici nel decennio successivo... di più
Gaber inizia a prendere le distanze dai movimenti di sinistra, cominciando a fiutare puzza di grande illusione ("L'odore"). Ne viene fuori uno spettacolo molto più retorico e disilluso al livello contenutistico, anticipando le tematiche dei due successivi. Malgrado ciò il pezzo finale (ed uno dei più belli in assoluto del signor G), ovvero "C'è solo la strada", lascia ancora aperto un barlume di speranza. "Ci siamo murati dentro" (Il febbrosario) di più
= culurgiones di più
Difficile anche per i maestri californiani replicare i tre precedenti epocali dischi; ma Greg (2), Jay, Brett ed il nuovo batterista Bobby non vogliono saperne di abdicare e sanno dove colpire, come muoversi. La partenza è affidata a due brani che dal vivo hanno sempre mietuto vittime (provare per credere!): "Generator" e "Too Much Too Ask" dove la velocità esecutiva raggiunge limiti micidiali. Ma la mia canzone preferita è quella che apre il lato B del mio consumato vinile: ATOMIC GARDEN... di più
"Valhalla, I'm Coming! Mi basta citare questo versetto per definire i Led Zeppelin; autentici fuoriclasse e per me al di fuori di qualsivoglia giudizio...IMMIGRANT SONG... di più
Attraverso una serie di pagine spoglie ma indescrivibilmente commoventi, l'epitaffio di un cantautore capito troppo tardi. di più
Siamo nel 1989 e, dopo qualche prova un po' sottotono, Bob ci piazza in un solo disco Political World, Where Teardrops Fall, Ring Them Bells, The Man in The Long Black Coat, What Good Am I, What Was it You Wanted. Oh, Grazie. di più
Esperimento elettronico interessante. Evidentemente non riuscito, ma non l'ho mai considerato il pattume di cui molti parlano. Forse il più violento della loro carriera. "Sexecution" e "Wind" sono pezzi riusciti. (5.5) di più