Vicini allo scioglimento... "disbanded"... di più
Mah ... Mi ha fatto conoscere tanta bella roba senza dubbio ma ormai la homepage è piena solo di Gigi D'Alessio, Binocoli, Samurai, e band inventate e le definizioni sono infestate da whocares/lovernot/Shark etc. etc.... Ci sto perdendo gusto di più
Tra i più grandi di sempre... Troppo breve la loro carriera ma in 5 album (anzi 6 con First and ....Last, ) hanno scritto buona parta della storia del rock... Chi non conosce Free Bird... poi Simple Man , Sweet Home Alabama ecc... ecc... Dopo la tragedia dovevano cambiare nome, e non continuare sotto il nome Lynyrd Skynyrd! di più
Sicuramente un futuro regista italiano che, accumulando più esperienza, potrà sorprenderci con la sua creatività che mostra quotidianamente sul suo canale Youtube.
Si è attirato su di sè diverse antipatie, ma lo sappiamo, l'invidia è una brutta bestia. di più
un bel crogiuolo di più
Molti si sono ispirati a loro. di più
Coraggioso ai tempi, oggi rimane un unicum monumentale nella loro discografia (perlomeno, dei S. che contano). Anche se sulle prime la durata te lo rende estenuante. Difficile da digerire tutto all'inizio, specie per chi tipo me che non è abituato a certi suoni sulla lunghissima distanza. Ma poi... di più
Fra i Gruppi-cardine della storia musicale di Manchester (e dintorni). Che poi sarebbe anche una "discreta" Storia musicale. di più
Disco non solo bello, ma molto, molto di più; è il leader Johan Edlund a guidare la sua fidata band in territori Gothic-Doom da brividi infiniti. Siamo nel 1994 e tutto ha un sapore, un gusto, un sound onirico e celestiale; dopo l'omonima e breve traccia strumentale d'apertura, arrivano due pezzi da novanta "Whatever That Hurts" e "The Ar" con il loro incedere ipnotico ed avvolgente, in calde spire maestose. Un album visionario, un capolavoro senza tempo: il migliore della band svedese...GAIA... di più
Se "Minstrel in the Gallery" li aveva riportati su livelli solo poco meno alti dei fasti dei primi 5 anni, con questo disco i Tull toccano il punto più basso della loro carriera nei '70, per me il loro unico disco mediocre in quel decennio. Moscio, nessun pezzo memorabile, noioso, stanco. Ricordo con piacere solo la title-track e "Big Dipper" ma è troppo poco per salvarlo. Come ha fatto Anderson solo l'anno dopo ad uscirsene con un disco strepitoso come "Songs From the Wood" lo sa solo lui. di più
La sua anima disperata, il suo cantare sofferto, la sua fine drammatica sconfitto, ucciso dai suoi demoni interni e spaventosi: ci resterà per sempre quella voce enorme, intrisa di oscura e fragile malinconia..."Wake Up Young Man, It's Time To Wake Up"... di più
Mi ammazzerei per sentirli dal vivo di più
Erano "avanti"... di più
Non solo MOVE ON UP... di più
Ascolterei "Ten" "Vs" e "Vitalogy" tutto il giorno senza mai stancarmi... senza dimenticare "Yield" , "No Code" e "Backspacer"... di più
Poveri illusi che cercano di copiare i Dissection. di più
Qualcosa non ha funzionato però lo "salvo"... di più
Metter su una band stellare di Jazz Rock mentre imperversava il Punk fu una scommessa per Bill, ma Allan Holdsworth, Jeff Berlin, Dave Stewart erano li' per lasciare a bocca aperta: la sexy-chanteuse Annette Peacock e il veterano Kenny Wheeler due camei scintillanti. E ancora Canterbury regnava in quel sound. C'e' solo da accomodarsi e godere. di più