nei momenti piu` luminosi della sua carriera c`e` da dire che e` stato superbo di più
Debutto coi fiocchi e secondo disco riuscito, da lì discesa precipitosa nel ciarpame. di più
Bravi nel loro genere negli anni '80. Poi hanno prodotto alcuni dei dischi più imbarazzanti della storia del rock. di più
Tamarri iperprodotti come gli ultimi U2, lagnosi come il peggio dei Radiohead, più pacchiani dei Queen anni '80 di più
Miscela sonora innovativa. Album positivo. di più
Pazzo ... Come ogni vero genio che si rispetti. di più
L'unica cosa panc che hanno è il non saper suonare. di più
Aprile 1992; la band di Robert Smith ci regala l'ultimo capolavoro. Disco che rappresenta l'esatta sintesi tra la ricerca Pop di "Kiss Me Kiss Me Kiss Me" e la solenne oscurità di "Disintegration"; sessantasei minuti di Musica, dove maturità artistica ed equilibrio sonoro raggiungono vette solenni, come nel brano che apre la raccolta "Open" o nelle riflessive e cupe "Apart" e "Trust". Ma è la lunga e drammatica "From The Edge Of The Deep Green Sea" a consacrare l'immortalità della band...END... di più
Il gruppo di Rob Flynn parte da dove si era conclusa la carriera dei Vio-lence, storica band della By Area di San Francisco: Thrash Metal diretto, con un tocco di giusta modernità come nel capolavoro rappresentato dal disco d'esordio del 1994 "Burn My Eyes". Non sapranno più ripetersi a quei livelli esplosivi, pur proseguendo una dignitosa e lunga carriera...A NATION ON FIRE... di più
Sinceramente non capisco proprio la gente che dice " eh li ascoltavo sempre da piccolo meglio di tanta merda che c'è oggi" cioè è merda questa e merda quella che c'è oggi. Sono sicuro che tra qualche anno appariranno le definizioni di Fabri Fibra che diranno " eh meglio di tanta merda che c'è oggi" di più
Per molti critici è stato un flop... Wasteland (per non citare quelle più famose...) superba!! di più
Brillante la scelta delle covers... di più
Cosa dire? E' già stato detto tutto... anche troppo... di più
Testi incantevoli. Complimenti anche a Alberto Radius per gli arrangiamenti. di più
Fondamentale... di più
Un sussulto al cuore... di più
Grandissimo disco, il 4 è da intendere molto abbondante. Anderson e soci tornano ad essere emozionanti e coinvolgenti com'erano stati fino a tre anni prima, con brani e melodie ispirate e convincenti. Non ci sono pezzi deboli anzi, è tutta roba ottima, dallo splendido terzetto iniziale (title-track in primis) fino ai 16 minuti ottimi e molto scorrevoli di Baker St. Muse, passando per due gioielli acustici come "Requiem" e "One White Duck". Per me bellissimo, e molto vicino al 5. di più
Stravolgono i canoni classici del jazz e ognuno suona negli spazi lasciati dagli altri. di più
Li trovo estremamente fighi. di più