Minutemen -Bean-Spill EP
Costante evoluzione, inarrestabili miglioramenti di un materiale eccellente già in partenza. Si sente che questo EP del 1982 è stato registrato quando il secondo disco "lungo" (si fa per dire, sono i Minutemen), "What Makes a Man Starts Fires" (che fu un ulteriore passo avanti rispetto ai primi due ep e "The Punch Line") era già bello che pronto e soltanto rimandato. In 6 minuti (per cinque scheggie sonore) c'è una varietà di stili impressionante e l'Hardocre-Punk è sempre più un frammento soltanto della ricchissima portata. Ai testi irriverenti e sarcastici questo geniale trio di SanPedrini affiancano una fantasia musicale dove in pochi secondi una ritmica jazz può fare l'amore con lo sferragliare noise-punk irregolare della chitarra ("Split Red") dove uno strepitoso basso sempre flirtante col funk (Mike Watt sempre più strepitoso, che qui se la canta pure in tre brani su cinque) si unisce ad aperture melodiche o riff e linee chitarristiche post-punk e oltre a questo altre piccole cosucce, tante. In 6 minuti di durata complessiva. Uno dei gruppi più particolari e di straripante inventiva della loro generazione. di più
The Chieftains -The Chieftains 1
Ragazzi, che vi devo dire. Questo disco è l'Alfa e l'Omega della musica tradizionale irlandese-celtica, del revival folk delle terre di smeraldo, il Big-Bang del suo genere, nei suoi anni. Il centro di tutto e il punto di partenza (anche se bisognerebbe fare tutto un discorso su Sean O' Riada e i Ceoltóirí Chualann, certo). Pietra miliare assoluta. Tradizionali di ogni tipo (Slow Air strazianti, Jig, Reels, Polche, soli di Uillean Pipes, chi più ne ha ne metta, danze e lacrime) suonati e arrangiati da questi rigorosissimi e scatenati archeologi di musica irlandese, ficcati in Medley che hanno la capacità magica di trasportarti in una Irlanda lontana nel tempo ma che con loro diventa vicinissima nello spazio. Sensazioni indescrivibili. Tradizionali suonati tra l'altro da una band di musicisti straordinari non solo per spirito e cuore ma anche per tecnica e capacità strumentale, dei veri virtuosi del loro strumenti, capaci di esaltare danze e melodie strappacuore come pochi altri, capitanati dall'immenso Paddy Malone (arrangiatore, immenso suonatore delle uillean pipes e thin whistle) e che rispondono ai nomi di Sean Potts (e il suo straordinario thin whistle, che potrei ascoltare per giorni senza staccarmene mai) Martin Fay (fiddle) Michael Tubridy (flauto e la concertina) e David Fallon (il bodhràn, il tamburo irlandese). Una delle più grandi band (folk di sicuro, ma anche oltre) di tutti i tempi per me. di più
Paolini
Manca assai, rendeva il telegiornale più divertente, ora c'è quello scemo con la penna in bocca... di più
Sting
Lascio 4 e non 5 perché da solista non mi ha mai convinto in pieno, a parte qualche pezzo azzeccato qua e là. Ma coi Police è stato veramente grande ed importante; 5 splendidi ed ispiratissimi dischi, senza contare il fatto che ha una voce unica. di più
Bon Jovi
Insopportabili, tra le cose più odiose mai "udite" dall'essere umano. Brani come It's My Life o Always mi fanno venire l'orticaria solo a sentirli nominare. di più
The Police
Una manciata di splendidi dischi (Ghost in the Machine e Reggatta de Blanc rimangono i miei preferiti) e una valanga di brani memorabili. Musicisti grandiosi. Meno di 5 non riesco. di più
Andrew Stanton
Un maestro dello storytelling a cui sarò devoto finché non tiro le cuoia di più
99 Posse
99 Posse che Posse la volta 'bbona che ve sciogliete di più
Daniele Silvestri -Il latitante
Riascoltandolo, mi rendo proprio conto che come album funziona a stento. Va troppo di palo in frasca qualitativamente, si passa da brani di spessore come Mi persi o Sulle rive dell'Arrone a roba veramente spiccia come Che bella faccia (una critica al berlusca sterile e per nulla interessante) e nel mezzo canzoni carine, simpatiche ma che non ti rimangono ed è decisamente strano per un album di Silvestri, anche i brani meno interessanti di solito rimangono. 5 tondo, vi consiglio di ascoltare solo i singoli estratti, non vale granchè la pena prendersi un'oretta libera per ascoltare questo album di più
Corrado Augias
La spia che la Rai strapagava. di più
Max Pezzali
Morto di Figa di più
Juventus
Rubentus et Dopandus di più
Canzone per Seveso
Quel "e allora ammazzateci tutti" fa ancora venire i brividi di più
Inter
L'Internazio-anale Milano, ripescata dalle fogne dall'Ei Fu Guitto Rossi di più
Minutemen -Joy
Pazzesco come i Minutemen riuscissero a suonare così completi, così pieni, allo stesso tempo feroci, taglienti, sarcastici e persino "raffinati", musicalmente stimolanti e il tutto in canzoni tra i 40 e i 70 secondi di durata. Questo secondo EP è il massimo dell'urgenza, 3 frammenti di Hardcore-Post-Punk per 3 minuti complessivi di durata e in questi tre sputi di canzone c'è TUTTO. Tutto quel che deve esserci, compresa la capacità tecnica dei musicisti, in comunione con l'urgenza comunicativa del Punk-Hardcore, i testi al vetriolo e il cantato (pure molto "post" punkoso) dissonante di Boon. "Black Sheep" in un minuto ha dentro tutto. Perfetta, piena, cicciosa. Eppure termina prima che tu ti accorga che sia partita. Mike Watt e George Hurley comunque sono una sezione ritmica da lacrime e mani nei capelli, la mia preferita di tutti gli anni '80, personalmente parlando ci mancherebbe. Che band. di più
Lucio Dalla -Viaggi Organizzati
Si è ancora un capolavoro. Quando ho riascoltato Aquila ho quasi pianto. di più
Lucio Dalla -1983
La mia storia con questo album ancora oggi è complessa: due anni orsono passai dal considerarlo decente per poi riascoltarlo e vedere quanto in realtà avesse da offrire. Oggi...è rimasto un bell'album. Pecorella e Noi come voi rimangono abbastanza sullo stomaco al sottoscritto, soprattutto Pecorella, ma il resto è validissimo. Mi sono sprecato abbastanza sulla title track, tanto sapete circa tutti che è fantastica, Solo mi ha abbastanza stracciato l'anima e non me l'aspettavo, L'altra parte del mondo molto bellina così come Camion. Si, bell'album di più
Isao Takahata
E' colui che ha messo al mondo il mio film preferito di sempre e uno dei miglior film sulla seconda guerra mondiale. Takahata è stato un personaggio prezioso per il cinema mondiale e continuerò a dirlo finchè non stirerò le zampe di più