Copertina di Delta Goodrem Innocent eyes
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Per appassionati di pop melodico, amanti della musica con pianoforte, chi cerca pop autentico e raffinato lontano dagli stereotipi commerciali
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LA RECENSIONE

Chi l'ha detto che il pop deve per forza di cose essere banale? Nel caso siate interessati al genere, allontanate parzialmente dalla vostra testa pregiudizi e paragoni azzardati con stelline del calibro di Hillary Duff o Britney Spears al vostro primo sguardo verso la copertina di quest'album. Misconosciuta in Europa (continente nel quale il secondo album "Mistaken identity" non è nemmeno stato pubblicato), Delta Goodrem è una delle più grandi big sensation di questi ultimi anni in Australia.

Piccolo talento musicale che è rimasto nascosto dietro a un contratto che prevedeva la partecipazione della stessa ad una serie televisiva di successo in madrepatria, la giovane Delta raggiunge la possibilità di esordire nel mercato discografico nel 2003, anno in cui la major Sony dà alle stampe il debutto "Innocent eyes". Piccolo talento che in tutte le tracce dell'album suona il pianoforte (strumento studiato sin dall'infanzia) ed incanta con tonalità vocali che ricordano quelle della più blasonata (ed attempata) Céline Dion. Musicalmente siamo a metà strada tra gli ultimi album della citata cantante canadese e il pop-rock di Tori Amos. Timidi afflati emotivi prendono vita in episodi leggeri, dalla tempra primaverile. Tra malinconia, riflessività e spensieratezza, Delta propone 14 tracce dalle quali emergono forzature evidenti, inevitabili concessioni commerciali in un album prodotto per un mercato tipicamente "usa e getta" come quello del pop odierno. Stiamo parlando infatti della musica più piatta ed insulsa esistente sulla faccia del pianeta, di una musica che viene registrata e composta soltanto per ricavarne profitti economici, i cui fautori, in caso di tentativo fallito, spariscono presto nel dimenticatoio. Esplicativo da questo punto di vista è il nome di colui che ha prodotto il disco: Gary Barlow, recentemente tornato in auge grazie alla reunion dei Take That, la capostipite tra le boy band costruite a tavolino da furbi discografici, di cui nessuno sentiva il bisogno.

Tuttavia, se spesso viene abusato il detto "non è tutto oro ciò che brilla", in questo caso calzerebbe meglio la simpatica parodia "non sono tutti escrementi quelli che puzzano". Proprio così; come recita il titolo dell'album, dagli angelici occhi azzurri, dal look sobrio e minimale, dalla voce vellutata ed estensivamente valida, dal pianoforte incantato di Delta (accompagnato per lo più da strumentazione prevalentemente acustica come archi, chitarre e mai invadenti bassi e percussioni), assoluto co-protagonista dell'album, emergono infatti soltanto innocenza e sincerità. È dunque una contaminazione avvenuta soltanto in maniera parziale, quella del music bussiness nei confronti della giovane cantante.

Così, accanto ad innumerevoli e scontati episodi pop (ma mai fastidiosi grazie al prezioso e costante apporto di Delta al piano e ad un lavoro sopraffino in fase d'arrangiamento) come le spensierate e vivaci "Throw it away" e "My big mistake", la malinconica "Lost without you" e il singolo di lancio "Born to try" trovano spazio parentesi romantiche ed intimistiche. Degne di nota sono la profondità commuovente di "Not me, not I", la purezza di "In my own time" e "Will you fall for me" (interamente scritta ed arrangiata dalla cantante, disarmante dimostrazione di quale direzione avrebbe preso l'album se fosse stato dato più spazio a questa piccola rivelazione in fase compositiva) e la carica vocale di "Predictable", episodio pop-rock che la patetica Avril Lavigne potrebbe soltanto invidiare. Per il genere in questione dunque, e per questo piccolo talento sfruttato nel peggiore dei modi da discografici assetati di successo, la sufficienza è un voto generoso, ma meritato. È tuttavia ovvio che chi vive di paraocchi o non è alla ricerca della delicatezza e della semplicità non troverà nulla di piacevole all'interno di questo album e, per certi versi più che comprensibilmente, continuerà a pensare a Delta Goodrem come all'ennesima ragazzina reclutata dalle case discografiche per attecchire su un pubblico musicale adolescenziale, inesperto ed avido dell'ennesimo status-symbol da idolatrare.

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Riassunto del Bot

Delta Goodrem esordisce con Innocent Eyes, un album pop che riesce a distinguersi per talento e raffinatezza nonostante alcune forzature commerciali. La cantante, abile pianista, propone tracce delicate e ben arrangiate, lontane dagli stereotipi del pop usa e getta. La produzione di Gary Barlow aggiunge un tocco commerciale, ma la sincerità e l'innocenza emergono con forza. Un lavoro dai momenti emozionanti che premia la semplicità e la genuinità.

Tracce testi

03   A Little Too Late (03:31)

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04   Last Night On Earth (04:10)

05   Flawed ~埋まらないパズル (04:27)

06   Almost Here (Duet with Brian McFadden) (03:51)

07   Extraordinary Day (04:17)

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10   Never Fades Away (03:36)

Delta Goodrem

Cantautrice e attrice australiana, emersa con l'album di debutto Innocent Eyes (2003); suona il pianoforte ed è nota per brani pop melodici.
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