Breathing

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Per fan dei depeche mode, appassionati di musica elettronica e synth-pop, collezionisti di singoli e album, cultori di musica alternativa anni 2000
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LA RECENSIONE

Allora, che dire? Sono stato assente per mesi da questo mitico database e mi ritrovo già con il miglior gruppo del mondo a sfornare nuovo materiale sotto pressione della Mute. Ah ah ah!

Allora, da dove cominciamo? Finito il tour dei tour, quello dell’Angelo, i virili quarantenni di Basildon si ritrovano a pubblicare materiale per un “Best of” che vedrà la luce a novembre, e che non è altro che il volume 1 di una raccolta delle più grandi hits che hanno portato quei “technopoppari sopravvalutati” (secondo alcuni esseri popolanti il pianeta Terra) in un Olimpo concreto e tangibile. Molti fan sono stati polemici e sono tuttora scazzati perché in tracklist c’è “New life” e manca “Stripped”, ma a me non me ne può fregar de meno, anche perché quelle perle le possiedo già nei più rari e svariati formati (sborone di un Breathing!).

Ma veniamo all’inedito che figurerà assieme a tanti capolavori… … Esso viene direttamente dalle sessioni dell’ultimo album “Playing the Angel”, quello prodotto dall’occhialuto Ben Hillier. E si sente che è un affiliato dei brani dell’Angelo, sia perché ricorda gli stessi brani nell’inconfondibile sound, sia perché somiglia, secondo alcuni, molto alle B-sides “Free”, “Newborn” e “Better days”. Mah, io dico che è un brano dalle grande potenzialità, che fa del technopop la sua ragion di vita, e che fonde un sensazionale riff di chitarra alla miglior tradizione sintetica. Sarà sicuramente oggetto di remix, più o meno orrendi, ma quel che conta è il brano come l’hanno concepito Gore e la produzione.

Sono ancora i Depeche Mode, quelli senza Wilder, è chiaro, ma ancora alle prese con musica sintetica come nella miglior tradizione. Lo stile però è diversissimo da quello dei pezzi d’annata. “Martyr” si presenta come un brano prepotente, è può piacere così come risultare insignificante. Da notare però la voce del Gahan che sembra dare sfogo a tutta la sua potenza vocale cimentandosi con rabbia in una superba interpretazione.

Su Youtube si può ascoltare la radio version a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=xBOPJJkV4js

Si ballerà si ballerà…

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Riassunto del Bot

La recensione celebra ‘Martyr’ come un brano forte e dalle grandi potenzialità, fedele allo stile synth-pop di Depeche Mode pur con energia nuova. Nonostante piccole polemiche sulla tracklist della raccolta ‘Best of’, l’autore apprezza la potenza vocale di Dave Gahan e il mix tra chitarra e sintetizzatori, evidenziando il legame con l’album ‘Playing the Angel’.

Tracce

01   Martyr (Paul van Dyk remix edit) (07:18)

02   Martyr (Alex Smoke Gravel mix) (06:40)

03   Never Let Me Down Again (Digitalism remix) (04:38)

Depeche Mode

Depeche Mode sono una delle band più importanti e longeve nate in Gran Bretagna all’inizio degli anni ’80, pionieri del synth-pop, trasfiguratori di elettronica, interpreti di epoche oscure e paladini di esistenze notturne dai club al rock da stadio. La formazione storica include Dave Gahan, Martin Gore, Andrew Fletcher e in gran parte degli anni ’80 e ’90 Alan Wilder.
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