Molto spesso ci sono albums che difficilmente si riesce a descrivere in maniera precisa e diretta, riuscendo anche a dare un'idea precisa del loro contenuto, vuoi perché sono troppo complicati a livello stilistico oppure emozionale, vuoi perché ci siamo particolarmente legati e non riusciamo a palesare le sensazione che ci suscitano e via di questo passo.
Fortunatamente vi sono anche casi in cui è la stessa proposta musicale a renderci il tutto più semplice, ed uno di questi è proprio "Metal Discharge" dei teutonici Destruction, un lavoro che mi sento di descrivere come un roccioso e quadrato megalite di puro Thrash Metal "old school". La band, come molti di voi ben sanno, non è certo nota per la sua attitudine progressive ed atmosferica, anzi la loro fama è nata proprio dall'essere veloci, diretti e semplici, senza però scadere nel banale o nel già sentito e questa loro opera non smentisce certo tal reputazione, infatti appena inserito il supporto digitale nel lettore si viene subito investiti da quella furia cieca di "The Ravenous Beast", un ottimo biglietto di presentazione, caratterizzato da un riff veloce e tagliente come un rasoio ed una voce abrasiva come non mai (ascoltate "Vendetta" e sentirete il buon Schmier "schiarirsi" la gola con una "grazia" mai fino ad ora sentita).
Il resto delle tracce è praticamente sulla scia di quella appena citata, anche se una freschezza nella fase di songwriting e una certa dose di esperienza dei nostri rendono il tutto particolarmente accattivante, scorrevole e non noioso, come testimonia quello splendido esempio di "infiamma folle" che risponde al nome di "Desecrators Of The New Age", un inno marziale e sfrontato, con una chitarra stoppata ed un refrain che si stampano immediatamente nella testa (ascoltare per credere!).
In definitiva un capolavoro, quindi, ed invece una piccola nota dolente c'è e se avete letto la mia disamina forse mi avrete già anticipato, infatti mi riferisco all'aspetto dell'opera di cui ho volutamente sorvolato fino ad ora, cioè la batteria che, nonostante l'ottimo lavoro del buon Marc Reign, ha un suono che non mi piace molto, infatti incappa spesso un uno "sdeng" (scusate la pessima onomatopea, ma spero di essermi spiegato) che può risultare fastidioso e che scompare nel disco bonus contenente splendide cover di Iron Maiden ( "Killers", con un Mike stellare nel riprodurre il classico "maideniano" senza stravolgerlo), Metallica ( "Whiplash" ) e The Exploited ("USA"), oltre ad altre piccole chicche. In conclusione un lavoro davvero eccellente, fresco, divertente e maledettamente coinvolgente che consiglio di ascoltare a tutti gli amanti del buon Thrash Metal di stampo tedesco.
Uh-oh! Ci fanno notare che questa recensione compare anche (tutta o in parte) su truemetal.it e ci è stato chiesto di rimuoverla.