Copertina di Dexter Gordon Our Man In Paris
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Per appassionati di jazz, musicisti, collezionisti di vinili, cultori della musica anni '60, studenti di musica
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LA RECENSIONE

"Our Man In Paris" è un gioiellino di sette brani inciso a Parigi nel 1963. Etichetta Blue Note. Dexter Gordon, una sorta di messia del sax tenore, accompagnato dal maestoso ed irrequieto Bud Powell (piano), Pierre Michelot (esperto contrabbassista) e Kenny Clarke alla batteria. I nomi sono in evidenza sulla copertina dell'opera dove campeggia un pensoso Dexter Gordon.

Negli anni sessanta, tra i grandi protagonisti del sax tenore, primeggiavano fenomeni come Coleman Hawkins e Lester Young e la loro influenza stilistica era piuttosto determinante. Gordon deve essere dunque considerato come un grandissimo, dal momento che riuscì comunque ad imporre il proprio talento ed il proprio stile.

Il giovane Gordon si era destreggiato nelle orchestre di Lionel Hampton, e Louis Armstrong e già dalle prime incisioni si percepiva la sua intenzione di coniugare le linee classiche del sax e le influenze estetiche alla Charlie Parker.
Il suo sound era potente, impetuoso, in linea con Coleman Hawkins, ma in sintesi riuscì a coniugare più estetiche fino a diventare, in una sola parola, attuale. Gli stessi John Coltrane e Sonny Rollins ad esempio furono molto influenzati dal suo stile.

Nei dischi della Blue Note Dexter appare nel pieno delle sue facoltà (negli anni '50 ebbe problemi con la droga) e in questo album la sua interpretazione di "Scrapple From The Apple" e " A Night In Tunisia" ne denotano lo swing, il dinamismo e la fantasia melodica.

"Broadway" è un omaggio alla prorompente allegria del maestro Lester. Il suo modo magistrale di interpretare le ballate con tono profondo, economia e commovente lirismo (ha sempre insistito sul fatto che per poter raccontare una storia, conoscere la musica di una canzone è altrettanto importante conoscerne il testo) che è palese su "Willow Weep For Me" e su "Starway To The Star".

Se non altro, un grande contorno di Bud Powell, più la modernità della batteria jazz di Kenny Clarke, che imprimono saggezza e sicurezza al lavoro, più l'esperienza di Michelot al contrabbasso fanno di quest'album, come detto all'inizio, un gioiellino.

Un gioiellino da fruire con pazienza e dedizione, perché lo stile di Dexter è molto profondo, di una saggezza impressionante, iniettato di una malinconia disarmante, mai un punto debole, ed invita all'ascolto ripetuto e concentrato sui dettagli. La limpidezza di questo quartetto di abominevoli professionisti in pieno possesso dei loro mezzi è un esempio di come questo jazz anni sessanta sia all'apice dell'intensità stilistica.

Negli anni ‘80 Gordon ricevette anche una nomination all'Oscar per la sua partecipazione a "Jazz Around Midnight" uno dei più importanti film sul mondo del jazz.

Gordon scompare nel 1990 e pur non essendo stato in vita un massimo esponente, rientra oggi come oggi, a pieno titolo, tra i geni immortali che hanno scritto la storia del jazz.

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Riassunto del Bot

Our Man In Paris è un album del 1963 che mette in luce il talento unico di Dexter Gordon, accompagnato da icone jazz come Bud Powell e Kenny Clarke. L'opera si distingue per la fusione tra tradizione e modernità, evidenziando uno stile profondo e malinconico. Un gioiellino da ascoltare con attenzione per cogliere ogni sfumatura del quartetto. L'album è un esempio d'eccellenza del jazz anni '60 targato Blue Note e conferma Gordon tra i grandi maestri del sax tenore.

Tracce video

01   Scrapple From the Apple ()

02   Willow Weep for Me ()

04   Stairway to the Stars ()

05   A Night in Tunisia ()

Dexter Gordon

Dexter Gordon (Los Angeles, 1923 – 1990) è stato un tenorsassofonista jazz statunitense, figura chiave tra bebop e hard bop. Nei Sessanta firmò per Blue Note capolavori come Go! e Our Man in Paris, visse a lungo tra Parigi e Copenaghen e, tornato negli USA, ottenne una nomination all’Oscar come attore per ’Round Midnight (1986).
05 Recensioni

Altre recensioni

Di  Wanderer

 The Sophisticated Giant: quale miglior definizione per l'altissimo, filiforme ed elegante tenorsassofonista Dexter Gordon.

 Quel 23 Maggio 1963 a Parigi, tutti questi presagi avversi si dissolvono come neve al sole ed il quartetto di Gordon sforna sette standard praticamente perfetti.