Copertina di Diamanda Galas Guilty Guilty Guilty
pluto77

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Per appassionati di musica d'avanguardia, fan di performance vocali intense, amanti del jazz e delle cover reinterpretate, pubblico interessato a temi profondi ed emotivi.
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LA RECENSIONE

Il connubio voce-piano è sicuramente una forma spiccatamente "autoreferenziale" per un musicista con un minimo di carriera: fa scintillare i pregi dell'interprete ma ne mostra anche i limiti nero su bianco. La Galàs si presenta in questa veste da 15 anni (salvo brevi interruzioni note al grande pubblico), eppure ancora oggi emoziona e incide in profondità, seppur sempre nella "solita" gamma a cui ci ha abituati.

Registrato live come sempre, Diamanda ci delizia delle sue improvvisazioni jazzate turbolente e di linee vocali assolutamente imprevedibili, anche se siamo ben lontani dalle spericolatezze di "Malediction & Prayer" (1998) e dalla cupa teatralità di "The Singer" (1992). Sicuramente la scelta dei brani (tutte cover, praticamente irriconoscibili dalle originali) rende giustizia al precedente album della Signora ("La Serpenta Canta", 2003), un recital che assomigliava più ad un greatest hits assemblato in tutta fretta che ad un concept a se stante.

Amore, sesso, vita e morte: questi sarebbero i temi principali in sintesi. Cosa c'è di nuovo in questa cantante d'avanguardia (lo è ancora?).

 La Galàs finge di fare delle semplici "homicidal love songs", ma quando canta

"Shall I wait by the grave
For my lost lover's kiss?

Stop the bell! Stop the bell!!
I've no tears left to cry
Must I stay here in hell?
Lord above, let me die...

Heaven have mercy!"

come possiamo liquidarla così, in un istante, e dire -è solo amore- ?

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la performance dal vivo di Diamanda Galas in Guilty Guilty Guilty, evidenziando l'intensità emotiva e le improvvisazioni jazzate. Pur mantenendo la sua abituale gamma stilistica, l'artista riesce a emozionare profondamente con cover originali e temi universali come amore, vita e morte. Il lavoro si distingue per autenticità e interpretazione teatrale.

Tracce video

01   8 Men and 4 Women (07:38)

02   Long Black Veil (05:38)

03   Down So Low (04:12)

04   Interlude (Time) (04:25)

05   Autumn Leaves (06:39)

06   O Death (09:00)

07   Heaven Have Mercy (04:25)

Diamanda Galás

Diamanda Galás (San Diego, 1955) è una vocalist, pianista e compositrice greco‑statunitense. Figura centrale dell’avanguardia, è nota per l’estensione vocale estrema e per lavori che intrecciano sperimentazione, poesia e denuncia sociale (in particolare sull’AIDS). Tra gli album chiave: The Litanies of Satan, la trilogia Masque of the Red Death, Plague Mass, The Singer e Vena Cava.
16 Recensioni