Copertina di Diamanda Galas live @Auditorium - Milano 27.11.06
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Per amanti della musica sperimentale e blues, appassionati di performance vocali intense e teatrali, pubblico alternativo e cultori di arti performative
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LA RECENSIONE

Diamanda Galas, se la senti anche solo una volta, non la dimentichi. Una voce che esprime tutti gli abissi dell'animo umano, e ancora, una voce che strida le pene dell'inferno in terra, e ancora, una voce in grado di stendersi per quattro ottave con uguale potenza, limpidezza e cupezza assieme. "Diamanda Galas", diceva qualcuno, " non è per tutti", tanto sono difficili, intensi e indigesti molti dei suoi lavori (lo splendido "Vena Cava" su tutti, comunque al limite dell'inascoltabilità). "ma tutti dovrebbero ascoltarla".

Diamanda Galas è una vera artista, non è solo una cantante, è un'artista contraddittoria, e complessa, che come tutti i grandi artisti, sa scuotere la parte piu' profonda dell'animo di una persona. Dopo aver defezionato la data estiva di Bologna, con un affettuoso pensiero al pubblico italiano, Diamanda è tornata in Italia per due date in teatro, in cui presentava il suo spettacolo "Guilty guilty guilty", canzoni e ballate di amori e omicidi. Ballate di morte. Questo è il massimo del pop che Diamanda vi concede. Il teatro è gremito, si spengono le luci e il palco si colora di rosso sangue (e di che colore, sennò?), e Diamanda entra, vestita da sera, lunghi capelli neri, come una diva d'altri tempi. Si siede dentro il pianoforte a coda e inizia a cantare "I am empty/without you babe..." è un blues catacombale, assoluto, la voce è grave, e poi spicca in acuti che lancinano le orecchie. Ma del resto, il blues potrebbe essere meno di questo? Insomma, quando si cantano gli struggimenti, non lo si può fare a cuor leggero, e Diamanda sa esprimere dentro di sè, tutta la sofferenza del mondo, e in una maniera che atterrisce. Le canzoni si susseguono, e io neanche so i titoli, perchè il blues, dico quello vero, quello che ha un che di luciferino, di beffardo, quello che contempla ridendo gli affanni degli uomini, chi l'ha scritto? Tutti o nessuno. L'intensità dell'interpretazione di Diamanda Galas è straordinaria, alcuni dicono che è come se fosse la Callas di ritorno dall'inferno, ma per me è Medea, è il ventre della terra, è qualcosa di unico. E la sua voce è un mostro che le divora la gola, è un prodigio e una maledizione. Lascia tutti di sasso.

Il concerto finisce con una canzone di Edith Piaf, suonata con la cattiveria e la malinconia che la sua interprete originale avrebbe sicuramente apprezzato, e poi la signora esce, salutando con la mano. Il pubblico inizia a battere le mani e a gridare il suo nome, e allora lei, esce e raccoglie i fiori che le hanno lanciato sul palco, si inchina, e se ne va. Ma il calore del pubblico è così grande che ci regala ancora due canzoni. Si riaccendono le luci, alcune persone si alzano, e se ne vanno, ma gli irriducibili rimangono a gridare il suo nome, per dieci lunghi minuti. Lei non è una cantante, è una diva, e si deve far desiderare. Allora esce, si inchina, si siede e intona la canzone dell'inizio "I am empty/without you babe"... un ragazzo tra il pubblico, mentre canta, le urla "we love you". E Diamanda, cambia l'ultima strofa, e sussurra "I love you too". Che momento. Che artista. Che donna.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la performance dal vivo di Diamanda Galas a Milano, evidenziando la sua voce potente e inquietante, capace di esprimere le profondità dell'animo umano. Lo spettacolo 'Guilty Guilty Guilty' si presenta come un'esperienza intensa, quasi teatrale, che lascia il pubblico senza fiato. La cantante si conferma un'artista unica e irripetibile, capace di commuovere e affascinare.

Diamanda Galás

Diamanda Galás (San Diego, 1955) è una vocalist, pianista e compositrice greco‑statunitense. Figura centrale dell’avanguardia, è nota per l’estensione vocale estrema e per lavori che intrecciano sperimentazione, poesia e denuncia sociale (in particolare sull’AIDS). Tra gli album chiave: The Litanies of Satan, la trilogia Masque of the Red Death, Plague Mass, The Singer e Vena Cava.
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