Copertina di Dio Killing The Dragon
CycoCiccio

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Per appassionati di hard rock e metal classico, fan di ronnie dio e musica anni '80, ascoltatori critici di album nostalgici
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LA RECENSIONE

Due anni dopo “Magica” (lavoro ispirato palesemente agli anni settanta dei Rainbow) veniva annunciata l’uscita di “Killing The Dragon”. Si è trattato, negli intenti del suo ideatore, del disco che doveva rispolverare l’approccio stilistico al rock d’assalto. Una sorta di revival hard‘n’heavy in stile “Holy Diver”.

Tempo fa lessi un’intervista al singer nella quale spiegava di essere un pessimo chitarrista, ammettendo la sua dipendenza compositiva da coloro con cui collaborava di volta in volta. Detto ciò si spiegano le incertezze ed il piattume di “Killing The Dragon”. Via Craig Goldie (del quale quest’album porta ancora la firma in alcuni brani) viene assoldato Doug Aldrich, axe-man tanto virtuoso quanto artisticamente bolso e sorpassato (e pensare che fu presentato da Ronnie come l’erede stilistico di Viv Campbell... mah...). Aggiungiamo che Simon Wright ha oramai sostituito in pianta stabile dietro le pelli l’imponente Vinny Appice, ed in alcuni pezzi, causa forse i suoi trascorsi negli AC\DC, contribuisce non poco ad appiattirne la sezione ritmica (soprattutto quelli tirati).

Le riviste specializzate scrissero “un disco per i fan”. Pappa per polli, tradurremo noi. Mi duole dirlo, perché Ronnie Dio ha contribuito alla storia di un genere, ma i fatti sono che questa oramai è gente anziana, che ha campato di musica per tutta la vita e desidera continuare a farlo anche adesso. Da ciò, questa affannosa scelta di un ritorno al passato. Ad oggi, in effetti, sono tantissime le band storiche del metal e dell’hard rock che, per un pugno di dollari in più, hanno imboccato la via del riciclaggio all’infinito dei propri celebri trascorsi.

Tuttavia, anche lasciando da parte i discorsi di purezza artistica, il punto è che questo disco non prende nè al primo, né al centesimo ascolto. Si, la titletrack è accattivante, c’è qualche altro spunto apprezzabile qui e lì, come i “riffoni portanti” di “Scream” e “Push”, ma a parte ciò, il resto non regge per niente il confronto con i capolavori della prima metà degli anni ottanta (e neanche con quelli più sperimentali della decade successiva). Tanto per citare qualche episodio: “Rock‘n’Roll” è a tratti un caso di plagio legale, “Better In The Dark” suona pure tra l’abusato ed il già sentito. Infine, per la serie “cavoli a merenda”, c’ è “Throw Away The Children” che vorrebbe essere un pezzo ispirato. Il brano soffre in realtà la presenza di Aldrich, che rovina le atmosfere con quel maledetto suono lustrato a mo’ di glamster anni ottanta (almeno i suoni potevano aggiornarli). Ed avanti ancora più o meno così per tutto il disco, tra un riff scopiazzato, un assolo impegnativo fine a se stesso e tante idee vecchie come il cucco.

Fa tristezza dirlo, il dragone forse non è ancora morto, certo è che non ruggisce più. Un disco figlio del mercato della nostalgia.

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Riassunto del Bot

Killing The Dragon, album di Dio del 2006, tenta un revival hard rock ma delude per composizioni scontate e un sound datato. Nonostante qualche spunto interessante, il disco appare lontano dalla freschezza e qualità degli anni '80. Il contributo dei musicisti, in particolare Doug Aldrich, non convince, con una sezione ritmica appiattita e atmosfere poco ispirate. Complessivamente, un prodotto più rivolto ai fan nostalgici che a un pubblico alla ricerca di innovazione.

Tracce testi video

01   Killing the Dragon (04:26)

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02   Along Comes a Spider (03:33)

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04   Better in the Dark (03:42)

05   Rock & Roll (06:13)

08   Throw Away Children (05:35)

09   Before the Fall (03:48)

11   Fever Dreams (live) (feat. Deep Purple) (04:24)

12   Rainbow in the Dark (live) (feat. Deep Purple) (04:50)

Dio

Dio è una band heavy metal/hard rock guidata dal cantante Ronnie James Dio, descritta nelle recensioni come formazione iconica e centrale nella scena rock/metal.
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