Copertina di Dredg Live At The Fillmore
ilvinox

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Per appassionati di rock progressivo, fan dei dredg, amanti della musica live di qualità
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LA RECENSIONE

Dopo i primi 3 album in studio (fenomenali) dei Dredg, cosa potevamo aspettarci se non un fantastico Live album??

Intitolato semplicemente "Live At Fillmore", il disco contiene i migliori brani (e sono tanti) composti dal 1999 al 2006.

Con grande precisione esecutiva e tecnica propria solo dei grandi gruppi, ci vengono proposte una dopo l'altra, in una sequenza davvero molto emozionante, Bug Eyes, Ode To The Sun e Same Ol Road, song costituite da suoni, ritmi maestosi dense di un estro artistico di cui ben raramente andiamo a conoscenza.

Il disco prosegue, senza calare minimamente di intensità con Sanzen, e i disegni ritmici di Triangle per aprire alla potenza di Tanbark Is Hot Lava.

Seguono altri pezzi, a mio parere delle migliori song ascoltate dall'inizio del nuovo millennio, Whoa Is Me, Not That Simple, Cathc Withour Arms e Sangreal che lasciano l'ascoltatore quasi stordito.

L'album si conclude con un estratto dal primo album, Yataheze che sfuma in un finale letteralmente vertiginoso.

Da avere.

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Riassunto del Bot

Dopo tre album in studio considerati fenomenali, i Dredg offrono un live album straordinario con 'Live At The Fillmore'. L'esecuzione tecnica e l'intensità emozionale delle tracce come 'Bug Eyes' e 'Tanbark Is Hot Lava' confermano la maestria del gruppo. L'album racchiude i migliori brani dal 1999 al 2006 e si chiude con un finale vertiginoso. Un disco imperdibile per gli appassionati.

Tracce testi

01   The Warbler (02:16)

06   New Heart Shadow (01:39)

08   The Tanbark Is Hot Lava (03:38)

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10   Whoa Is Me (05:28)

11   Walk in the Park (01:46)

14   Catch Without Arms (04:20)

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16   The Ornament (03:04)

17   The Canyon Behind Her (07:12)

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19   90 Hour Sleep (02:14)

dredg

Dredg è una band californiana di rock alternativo/progressivo nota per l’equilibrio tra melodia, intensità e cura dei dettagli, con la voce di Gavin Hayes in primo piano.
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