Copertina di Ekseption Beggar Julia's Time Trip
the green manalishi

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Per appassionati di musica progressive, jazz-rock, classical crossover e cultori della musica anni '70
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LA RECENSIONE

Gli Ekseption: la band a cui l'etichetta symphonic calza a pennello come a poche altre! La loro musica è infatti essenzialmente incentrata sulle tastiere classicheggianti del grandioso Rick van der Linden, che interagiscono principalmente con il lavoro dei due fiatisti Rijn van der Broek (tromba, sassofono) e Rik Remelink (flauto traverso, sax), prendendo come grandi ispiratori i Nice, simbolo di una perfetta fusione fra la musica classica e la musica contemporanea. Ma gli Ekspetion si spingono quasi oltre: i loro vengono definiti come veri e propri pastiches di musica classica, riarrangiamenti e accostamenti che sono in realtà trasposizioni, molto adatti al grande pubblico e alla filodiffusione (ciò che fecero più moderatamente anche gli ELP con "Pictures At An Exhibition", riscuotendo un notevole successo). Perciò la chitarra è quasi completamente assente nella musica degli Ekseption, così come le parti cantate, spesso lasciate in mano al primo session-man di passaggio, mentre basso (Cor Dekker) e batteria (Dennis Whitbread) fungono meramente da base ritmica, per garantire la presenza di un sound più rock-oriented.

Il risultato è dunque una musica molto particolare (la si ama o la si odia), spesso criticata su due fronti: da un lato l'inorridimento dei classicisti, che vedono "storpiati" i grandi classici dalla nuova contaminazione, dall'altro la noia destata nella critica moderna del tempo, definendoli poco personali ed originali. Di qui, le pesanti critiche nei confronti dell'album di esordio omonimo del 1969, che ebbe però una grande presa fra i giovani di tutta l'Olanda: al numero 1 andò difatti il brano The 5th, riarrangiamento della 5° di Beethoven. Questo successo caricò che gli Ekseption che tornarono in studio immediamente.

Arriviamo finalmente al 1970, anno in cui gli Ekseption sfornarono "Beggar Julia's Time Trip", definito il loro capolavoro. L'album contiene trame vagamente concept, forse più smaccatamente per la moda del tempo e per il gusto di farlo, che non per una vera voglia di avere un filo conduttore. Si apre con l'Ouverture, dai toni mediovelaggianti, ed ecco finalmente la prima vera propria canzone, Julia, l'unica cantata dall'anonimo cantante Michel van Dijk, essenzialmente un pezzo pop per piano e organo. Poi Adagio, un grazioso riarrangiamento di Albinoni, la hit Italian Concerto, basata sul primo movimento di Bach e Concerto, che altro non è che Tchaikovsky in chiave moderna. Pop Giant è un'ottima song rock/jazz scritta da Rick van der Linden, in pratica un buonissimo virtuosismo geniale. Anche Feelings è una ballata barocca stupenda, dove i fiati mettono i brividi, sfociando in arrangiamenti jazz. Infine il Finale- Music for Mind - Julia Theme, uno psichedelico, classicheggiante gran finale con tanto di organo di chiesa.

"Beggar Julia's Time Trip" è un disco pretenzioso, un po' pomposo, ma comunque di ottima qualità, rovinato soltanto dai troppi intermezzi di circa mezzo minuto fra una canzone e l'altra (Flying Power, Space 1, Space 2, Space 3) e dalle parti narrate da Linda van Dijk in Prologue ed Epilogue, che rendono l'ascolto leggermente discontinuo e denotano una trama concept che, come già detto, è molto debole. In pratica è la storia di una mendicante del Medioevo che ritrova la propria strada e la voglia di vivere fuori dal suo mondo di violenza e povertà, attraverso un viaggio nel tempo che oserei definire più psichedelico e hippy che non classico/medioevale.

Ad ogni modo, con questo disco gli Ekseption acquistarono una piccola nicchia di popolarità all'estero, particolarmente in Francia ma soprattutto in Italia, dove intrapresero una tourneé, suonando fra l'altro oltre ai pezzi propri, anche alcune cover, come ad esempio Dharma For One dei Jethro Tull. "Beggar Julia's Time Trip" vincerà anche un Edison, l'equivelente olandese del Grammy award, come miglior musica dell'anno 1970, il che è tutto dire!

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Beggar Julia’s Time Trip', capolavoro symphonic rock degli olandesi Ekseption del 1970. L'album fonde classica, jazz e rock con raffinati arrangiamenti, guidati dal talento di Rick van der Linden. Nonostante qualche intermezzo superfluo, il disco è di alta qualità e ha conquistato una nicchia significativa, vincendo anche un premio Edison. Un lavoro ambizioso e innovativo, ideale per appassionati di fusion e musica colta reinterpretata.

Tracce testi video

01   Ouverture (03:22)

02   Prologue (02:21)

03   Julia (02:21)

04   Flying Power (00:31)

05   Adagio (03:45)

06   Space I (00:43)

07   Italian Concerto (05:02)

INSTRUMENTAL

08   Concerto (03:53)

09   Space II (00:25)

10   Pop Giant (03:54)

11   Space III (00:21)

12   Feelings (03:07)

13   Epilogue (00:56)

14   Finale (03:58)

Ekseption

Ekseption è una band olandese nota per i riarrangiamenti di brani classici in chiave rock, guidata dal tastierista Rick van der Linden.
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