Copertina di Eliza Wren Payne Bending Light
NickGhostDrake

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Per amanti del folk acustico, appassionati di musica indipendente, ascoltatori di cantautrici intimi e raffinati, fan di nick drake e woody guthrie
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LA RECENSIONE

Artista di talento puro Eliza Wren Payne, giovane donzella che qualche tempo fa si sposta in Inghilterra da quella desolata processione di canyon, pescatori, repubblicani e pistoleri che prende il nome di Utah (U.S.A.). Con nient'altro che una chitarra e qualche soldo una straniera in terra di stranieri: insomma la solita storia di chi parte e pure di chi resta.

I primi anni li passa a suonare nella metropolitana di Londra: per allietare i velocissimi businessmen della city (capaci di raggiungere le 20 miglia orarie in orario di chiusura dei conti) i buskers ricevono autorizzazione dal comune dopo una rigida selezione su chi dimostra più talento nel mendicare.

Una favola ancora non a lieto fine ma almeno adesso s'è spostata nei piccoli club (per il momento quelli sparsi nell'isola) e se vi capita ne è fortesemente consigliata la visione.

Un disco e un e.p. fin'ora la materia musicale a cui accompagna doti di pittrice (suo lo splendido lavoro di copertina di "Utah", un mini di 6 tracce) e la passione per la fotografia (gli scatti di "Bending Light", dischetto di cui intessiamo le lodi in questa pagina).

Tra l'uno e l'altro c'è pure tempo per un progetto con Simon Mills ("Nottingham Project"), losco figuro già col blasonato baraccone a nome "Bent", che quelli con la memoria più lunga ricorderanno in quel mezzo fiasco/capolavoro elettronico di "Programmed to Love".

A metà strada (o più in là?) di altre sensibili anime viaggiatrici come Joanna Newsom, Mirah, Elizabeth Anka Vajagic e mille giovani fanciulle con una voce d'angelo che sarebbe impossibile elencare, Eliza Wren Payne ne condivide leggerissime canzoni in pericoloso bilico tra Nick Drake e Woody Guthrie, con una chitarra acustica e qualcosa da raccontare che non ci faccia addormentare (e il rischio c'è sempre).

Musicalmente non ci sarebbe null'altro da aggiungere. Suonano tutte uguali e quello che cambia e la qualità: con la stragande maggioranza di loro al termine dell'ascolto degno di ulteriore attenzione resta solo un bel visino (o una paio di chiappe per i più attenti).

Quest'anno la migliore di tutte le migliori è Eliza, la canzone è "Whisper" e il segreto la depressione cantata con un sorriso, che almeno ci sentiamo un po' meno soli.

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Riassunto del Bot

Eliza Wren Payne, giovane cantautrice americana trasferitasi a Londra, racconta emozioni e solitudini attraverso il suo folk intimo e delicato in Bending Light. Con una voce angelica e una chitarra acustica, riesce a distinguersi in un panorama affollato di voci simili. Il disco viene apprezzato per la qualità musicale e il racconto che non annoia, tra influenze di Nick Drake e Woody Guthrie. L'autrice si mostra anche pittrice e fotografa, arricchendo la sua arte con immagini suggestive. Un disco consigliato per chi ama atmosfere soffuse ma sincere.

Tracce

01   Whisper (00:00)

02   Better Way (00:00)

03   Interlude (00:00)

04   Sunset Song (00:00)

05   So Goes Time (00:00)

06   This Day (00:00)

07   Dance Song (00:00)

08   Running (00:00)

09   Tell Someone (00:00)

10   I Do (00:00)

11   Bending Light (00:00)

12   Alleluia (00:00)

13   Tip Of My Tongue (00:00)

Eliza Wren Payne

Cantautrice folk originaria dello Utah (U.S.A.), trasferitasi in Inghilterra; ha pubblicato l'album Bending Light e l'EP Utah, e ha suonato come busker a Londra secondo la recensione di DeBaser.
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