Elton John
Rock of the Westies

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Voto:

23 maggio 1975: viene pubblicato "Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy"; 4 ottobre 1975: viene pubblicato "Rock Of The Westies". Pochi mesi separano le due date, ma è come se fossero passati interi anni tale è la distanza a livello artistico e stilistico che separa questi due album di Elton John, entrambi registrati al Caribou Ranch: "Rock Of The Westies" è l'opera di un artista che dopo aver sfornato capolavori a getto continuo per cinque anni comincia ad avvertire le prime avvisaglie di stanchezza e soprattutto indecisione sulla strada musicale da seguire, aspetto che si accentuerà ulteriormente nel confusionario "Blue Moves" del 1976.

"Rock Of The Westies", registrato senza Dee Murray al basso e Nigel Olsson alla batteria, sostituiti da Kenny Passarelli e Roger Pope è un album che può piacere o meno, ma sicuramente si tratta di un caso unico nella discografia di EJ, che ne prima ne dopo proporrà un sound così decisamente orientato al rock, un rock ritmato dalle influenze funk e soprattutto psichedeliche dal gusto molto personale, e l'esperimento dà anche ottimi risultati, come ad esempio "Medley (Yell Help/Wednesday Night/Ugly)", che a dispetto del nome è un unico discorso musicale sorretto dagli incalzanti riffs della chitarra di Davey Johnstone, che nel finale rallenta assumendo tinte psichedeliche fino a chiudersi in un bizzarro crescendo dominato dai cori del trio Labelle: stranamente mai suonata dal vivo, questa è sicuramente la performance di maggior spessore di "Rock Of The Westies", una canzone trascinante e orecchiabile anche se tutt'altro che radiofonica, che mostra un Elton John decisamente in palla che riesce ad entrare nel mondo del rock mantenendo intatta la propria originalità.

Dopo la piacevole sorpresa dell'opener l'album si mantiene su ottimi livelli con la stralunata "Dan Dare (Pilot Of The Future)", che riprende le sonorità vagamente lisergiche di "Medley" caratterizzandosi per l'interpretazione roca e raschiata di EJ, completamente diversa dal suo cantato più tradizionale, mentre "Grow Some Funk Of Your Own" è un bel glam rock "pestone" che rientra nello stesso filone di "Saturday Night's Already For Fighting" e "The Bitch Is Back", completando il novero dei pezzi migliori del disco insieme alla scanzonata e poppeggiante "Island Girl", dal retrogusto esotico e ad "I Feel Like A Bullet (In The Gun Of Robert Ford)", l'unica ballata di "Rock Of The Westies", grande canzone ammantata di sognante malinconia, e nonostante il suo grande valore poco conosciuta e considerata.

Peccato che, oltre alle cinque canzoni che ho citato, che comunque valgono a "Rock Of The Westies" un meritato voto positivo, le rimanenti quattro sono abbastanza anonime e prive di spunti interessanti: EJ si incaponisce nel voler essere un cantante rock tout-court, pur non avendone la vocazione, ed il risultato finale è un album che si divide nettamente in due tra un'ottima prima parte ed una seconda puramente riempitiva che purtroppo condiziona il risultato finale del primo disco "alla cocaina" di Elton John che, pur con la sua originalità e le sue sottovalutate gemme, rimane senza dubbio l'album di minor spessore di un decennio che ha visto EJ toccare vette ben più alte e inarrivabili.

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