Copertina di Embryo Embryo's Rache
Eliodoro

• Voto:

Per appassionati di jazz rock e progressive degli anni '70, amanti della musica etnica e sperimentale, e chi cerca sonorità ricche e culturali.
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LA RECENSIONE

C'è già una rece ma non sono riuscito a creare il collegamento. Tedeschi di Monaco nati nel '69 e questo è il loro 2° con sonorità orientate verso un jazz rock spruzzato di prog da tastiere e flauto. La formazione dal loro primo Opal è molto rimaneggiata con, tra gli altri, Hansi Fischer al flauto e sassofono ex Xol Caravan, Roman Bunka alla chitarra ed un grande James "Jimmy" Jackson alle tastiere che compare sotto il nome di "Tabarin Man" e che ricordiamo aver partecipato a Tanz Der Lemminge e Wolf City degli Amon Düül II. Con questa loro uscita si cominciano a sentire una maggiore ricchezza sonora che vira verso il jazz rock dalla componente etnica amplificata da Roman Bunka che suona strumenti esotici e percussioni nella seconda parte del disco. Un gruppo che inizia ad esplorare i territori musicali delle sonorità mediterranee svolgendo il compito con profondo rispetto verso le culture dei luoghi che esplorano lasciandosi naufragare nelle loro sonorità. In Change mi ricordano molto i Can più tribali mentre ascolto con piacere You Can't Wait con un violino tra rock ed est europeo associato ad un flauto molto tulliano. Non manca la componente politica presente in Spain Yes, Franco Finisched che non ha bisogno di spiegazioni visto che siamo nel '71 e che la dittatura spagnola durerà fino al 1975. Disco ricco che non ha portato alla band molto successo commerciale ma altamente apprezzato dalla critica del settore, una band superba che merita approfondimenti.

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Riassunto del Bot

Embryo's Rache, secondo album della storica band tedesca nata a Monaco nel 1969, unisce jazz rock e prog con influenze mediterranee ed etniche. La formazione vede grandi musicisti come Hansi Fischer e Roman Bunka, arricchendo il sound con strumenti esotici. Il disco esplora tematiche culturali e politiche, offrendo una produzione sonora ricca e profonda, molto apprezzata dalla critica nonostante il limitato successo commerciale.

Embryo

Collettivo tedesco fondato a Monaco nel 1969 dal batterista/vibrafonista Christian Burchard, pioniere nel fondere krautrock e jazz-rock con forti influenze di world music. Line-up fluida, attività dal vivo e in studio protratta per decenni.
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