Emmanuel Carrère
L' avversario

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Dopo la lettura di questo libro la domanda che dovrebbero porsi tutti è: Ma siamo davvero convinti di conoscere bene le persone che ci circondano? Il nostro vicino di casa, l’amico delle superiori, il nostro collega di lavoro e, si, anche nostro marito, nostro padre o nostro figlio. Probabilmente sarà stato anche l’interrogativo di tutti coloro che prima del 9 gennaio 1993 conoscevano l’integerrimo Jean-Claude Romand, medico stimato e padre e marito esemplare, cresciuto come un ragazzino calmo e ubbidiente ma che in quel giorno decide di sterminare totalmente la sua famiglia, moglie, figli e genitori, prima di tentare di togliersi inutilmente la vita.

Ma paradossalmente ciò che colpisce di questa storia non è l’esito finale per quanto scioccante, ma come un uomo possa costruire la sua intera esistenza sulla menzogna. Una menzogna tenuta su da innumerevoli altre bugie, un castello di carte che inevitabilmente finisce per cadere con il più tragico dei finali. Un uomo che sceglie l’orrore piuttosto che l’ammissione delle proprie colpe. Quanto tempo può un uomo mantenere la propria maschera? Può una persona fingere ogni giorno della sua vita per anni? Un equilibrio fragile, una linea sottile infranta solo per caso ma che precipita quell’uomo oltre i confini dell’inferno.

Libro scritto magistralmente da Emmanuel Carrère, scrittore, regista e sceneggiatore francese che riesce ad avere la possibilità di intervistare Jean-Claude Romand nel tentativo di guardare nell’oblio di un uomo e la sua follia. Di capire cosa si cela dietro “l’avversario”, il Satana biblico, travestito da persona perbene.

Un libro a tratti angosciante ma intenso. La ricostruzione minuziosa di uno dei fatti di cronaca nera più inquietante degli ultimi anni.

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Commenti (Cinque)

Pinhead
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Ci vuole un gran talento a "romanzare" la vita, per quanto straordinaria possa essere, e Carrere quel talento ce l'ha. Questo, come "Limonov" e " Vite che non sono la mia" per me sono libri bellissimi.
BËL (02)
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Stanlio
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M'avete incuriosito non poco tu & Pineddu così son corso a scaricarmialcuni ebooks di Emmanuel Carrère e niente...
BËL (00)
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Stanlio
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Mi fa sempre piacere scoprire libri interessanti e con questa tua iniziale recensione m'hai sorpreso, bravo e benvenuto nel club.
BËL (00)
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marcoantonio: Grazie mille. Quando un libro merita diventa facile.
caesar666
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L'ho letto 2 volte tanto sono rimasto colpito dalla vicenda. E' il caolavoro di Carrere. Ho visto anche il film con Daniel Auteuil
BËL (00)
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odradek
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Per me il suo migliore, senza dubbio (buono anche il film). Ma non mi convincono lui, l'insieme della sua opera, spesso la sua scrittura. E' vero quel che dice @[Pinhead] a proposito di quel genere di talento, ma nel suo caso si palesa a tratti, spesso fagocitato dall'ego smisurato dell'autore. E anche la qualità della scrittura è spesso deludente. Limonov, ad esempio, letto appena uscito, è "pittoresco" e ruffiano, leggerlo tempo perso o al più un intrattenimento a tratti curioso.
BËL (00)
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Stanlio: uh, zio Ody se è così deludente fai scappare la voglia di leggerlo... no scherzo, a volte il contenuto diventa più interessante della qualità...
Pinhead: Beh, è francese, è ovvio che abbia un ego smisurato. Battute a parte, mi piace il suo essere quasi un romanziere prestato al giornalismo, un autore di reportage (come lui stesso si definì, mi pare di ricordare).
odradek: Mah, ego per ego quello di Houellebecq, per dirne uno francese, mi pare più onesto. - Le definizioni di sé stesso del Carrere potrebbero essere pubblicate in antologia, probabile abbia anche usato quella.

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