Visto sugli scaffali il nuovo disco degli Enigma, la prima cosa che mi sono detto è stata “guarda che forte la copertina”. Un artwork scarno, se non nullo, invitante e magnetico. Se avessi saputo che la copertina voleva solo mascherare il nulla contenuto all’interno, il mio portafoglio sarebbe senz’altro più gonfio.
Io non godo nel fare recensioni volte a stroncare i dischi, ma stavolta mi sento il dovere morale di mettere tutti in guardia dal buttare via il denaro (se proprio volete spendere, spendete bene, giusto?).
Quest’album non sa assolutamente di nulla, non ha spunti interessanti, è noioso quanto basta ed è finto ambient, finto disco e finto gothic…è un album, insomma, programmato a tavolino, ma programmato male. Non so quali fossero le intenzioni di Cretu, ma più che un album innovativo sembra un’accozaglia di generi messi lì senza un filo logico. Il punto più basso del disco è “Incognito” che inizia in modo pessimo e –se possibile- termina ancora peggio.
Veramente un passo falso per una band che comunque ha avuto dei momenti veramente ottimi, come The screen behind the mirror, e che già aveva mescolato l’alone gotico con la musica quasi “danzereccia”.
Stavolta hanno deluso alla grande, senza una ragione. Mancano le idee, manca l’originalità. Avrei preferito un quasi-clone di “Le roi est mort…” o “MCMXC ad”. State alla larga da questa uscita, credetemi. Comunque se volete farvi del male non sarò io a fermarvi…