Quali sono le aspettative musicali per questo 2026? La tendenza dovrebbe essere la stessa degli ultimi anni: tanti album di buon ilvello, pochi che si distingueranno e un ridottissimo numero di capolavori. Non sarà un nuovo 2024: laddove ho molte aspettative per il nuovo lavoro targato Charli XCX, per i miei amati Magdalena Bay toccherà - pare - aspettare l'anno prossimo. Ad ogni modo, l'inizio dell'anno è un momento particolare: tanti hanno voglia di ascoltare gli album che inaugurano la stagione, ma capita spesso di ritrovarsi per le mani parecchie schifezzine. Stavolta però sono stato fortunato: addentrandomi nei meandri del mio sito preferito, il primo album del 2026 si è rivelato una piccola perla.
Relativamente sconosciuto il duo svedese degli Enshine; sono attivi dal 2009 e non pubblicavano da unidici anni, finché oggi non è uscito Elevation. Stavolta sarò sintetico, perché mi sembra di aver riconosciuto alcune coordinate musicali: pensate a un incrocio tra il melo-death degli Insomnium e alcune sezioni post-metal dei titanici Isis (la band, non quell'altro...). Un album quindi notevolmente infarcito di melodia, che sa alternare momenti più intensi ad altri più esoterici e quasi eterei; non mancano nemmeno alcuni passaggi elettrofoni. A volte la sezione ritmica tentenna e la durata è troppo lunga, ma pazienza, pescando a caso non si può prentedere molto di più.
Me ne sarò dimenticato domani? Probabile, ma intanto posso dire di aver ascoltato ed essermi tutto sommato goduto il primo album col bollino del 2026.
Carico i commenti... con calma