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Ernst Ludwig Kirchner
Cinque Donne Nella Strada

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"...con fede nel progresso e in una nuova generazione di creatori e spettatori chiamiamo a unirsi tutta la gioventù. In quanto giovani, noi siamo i portatori del futuro e vogliamo creare PER NOI STESSI libertà di vita e di movimento contro le forze vecchie da tempo vigenti. Chiunque riproduca ciò che lo porta alla creazione in modo diretto e autonomo, è UNO DI NOI".

Die Brucke - "Il Ponte" - di Dresda era questo: calamitare da più parti istinti creativi anche proteiformi e/o contrastanti, convogliare ispirazione da più fonti, lasciare anche solo intendere un'inesplorata strada di possibile apertura. Scavalcare le convenzioni e la maniera, superare il vecchio e determinare un indefinito inespresso "nuovo": in una frase, salire sul ponte di Zarathustra sopra mari di dionisiaca follia, lasciandosi alle spalle l'apollinea monotonia dell'accademia; in una parola, "progredire". Era ansia, febbrile delirio, spasmodica e smaniosa esigenza d'epressione ad ogni costo, desiderio vorace ma insaziabile di scoperta, ricerca dell'esotico mai tentato, anticonformismo, ribellione, schizofrenia.

Ovvero: l'essenza dell'arte di E.L. Kirchner, suicida prima dei 60 anni dopo una lotta impari con una depressione brutale; fervido interventista agli albori della Grande Guerra, non aveva passato le visite mediche. L'avevano rispedito a casa per motivi di salute, e sulla cartella clinica c'era scritto: "insanità mentale". Un diverso, un non-inquadrato, meno che mai un integrato, una mina vagante perennemente prossima all'esplosione. Ideatore e incontrollabile propulsore di ciò che per il Nazismo sarà emblema di "arte degenerata".

Date un'occhiata a questo olio su tela, anno 1913. Un metro e 20 X 81 centimetri: grandi dimensioni, impatto visivo/emotivo devastante. Cinque figure femminili. "Figure", appunto, o "sagome" - se si preferisce - prima che soggetti umani. Ma ci arriveremo. Al primo sguardo: linee nette, scorbutiche, spigolose; senso di velocità rabbiosa figlia d'uno sfogo, quasi si sentisse ancora il pennello sfrigolare ruvido sul piano. Cinque figure inserite all'interno di uno spazio geometrico e artificiale, adagiate dentro un immaginario contenitore romboidale il cui vertice basso è percepibile sulla parte inferiore della tela. Esuberante abbondanza di angoli acuti, isterico zig-zag di geometrie ispide, ansante rincorrersi di archi ogivali rubati al gotico mitteleuropeo (guarda caso, l'opera si trova a Colonia). Il vecchio c'è, allora, non è scomparso - ma è fuori contesto; e il risultato è allucinante, straniante.

Colori nervosi, supremazia assoluta del verde in più tonalità; ma c'è dell'altro, c'è qualcosa di molto strano, a ben vedere: lo sfondo arriva all'occhio prima (e più aggressivo) del primo piano e del soggetto stesso - è il ribaltamento totale della prospettiva comune, è la rottura della consuetudine. Fuor di metafora, ciò è dire: è un mondo alla rovescia, l'etica conosciuta e ri-conosciuta non può considerarsi un sistema valido, se non alla condizione di leggerlo al contrario. Verde, appunto: gradazioni successive e progressive fino all'acido abbagliante. Un'unica eccezione: il pallore di cinque volti nascosti e deformati da un pesante trucco. Volti assenti, sostanzialmente inespressivi, inanimata e depressa sensualità da cerone. Di profilo allungati, sfasati in verticale come le stesse figure, distorte evoluzioni di sagome egizie defraudate di ogni equilibrio ed armonia. Non un accenno di dolcezza, non una parvenza di femminilità: sono la versione malata delle loro cugine avignonesi. Non volti, ma maschere: maschere tribali, primitive, pre-sociali: Kirchner ne aveva ammirate di analoghe al Museo Etnografico di Dresda, ove si erano offerte al suo Genio anche le sculture della remota Palau.

Quel che resta è un'inquietante sinèddoche di vita urbana: non il tutto, ma un campione di esso; non la folla tanto prediletta dai nuovi "vati" delle masse, solo cinque donne e la ruota di un'auto appena percepibile sulla sinistra. Cinque donne. Prostitute? Forse. Forse, ma non necessariamente. Forse soltanto stanche borghesi fintamente "chic", distaccate mentre s'ignorano a vicenda, probabili berlinesi di nascita ma "parigine" d'adozione -  e, soprattutto, d'abbigliamento. Narcisi spenti anziché lucciole abbaglianti di una via che scintilla del fulgore elettrico (artificiale anch'esso, dunque) dei suoi fanali. La metropoli e le tante anime senz'anima intente ad affollarla, a riempire innumerevoli altri quadri romboidali, a moltiplicarsi come prodotti in serie. L'esibizionismo vacuo, svuotato di affetto e comunicazione. La Germania avida e folle che avanza a vele spiegate verso la guerra. Verso la rovina. Kirchner era lì, la sua follia immortalava da vicino - filtraldola - questo alienante scenario. E la sua follia ha partorito questo.  

Commenti (VentiDue)

Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
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Non vorrei essere scambiata per una pazza, ma la prima figura a destra mi è sempre sembrata un uomo: ha la barba o me la sogno?:) Il titolo del quadro è chiarissimo, ma continuo a dubitare. Scrivi con molta competenza su un'opera a dir poco inquietante.

BËL 00
BRÜ 00

extro91: Secondo me è il "pelo" del cappotto e non la barba.
Lao Tze: si, è il cappotto. ma non è senza senso la tua osservazione: sono donne, ma di femminile non hanno niente. a parte il trucco e l'abbigliamento, appunto: è QUELLO che K. vuole far risaltare, e se il trucco e l'abbigliamento prevalgono sulla loro femminilità si sta mandando un messaggio di una certa potenza. i volti, poi, li ha sicuramente modellati su maschere africane: appunto, maschere. un altro elemento che suggerisce artificialità, finzione.
Geo@Geo: Ovviamente è una mia analisi personale, che risale ai tempi di Storia dell'Arte:) La figura a destra è separata dal gruppo, gli dà le spalle e i lineamenti, come il trucco, sono completamente diversi. Se guardate il quadro ingrandito, potrete notare che c'è la pelliccia, ma il mento non è coperto dalla pelliccia:) Il copricapo è maschile e i capelli non si vedono. Infine lo sguardo: è divertito, non assente e le labbra sembrano schiuse, come in un sorriso appena accennato ed ironico. Visto mai, che ho sbagliato carriera?;)
Lao Tze: tutte differiscono l'una dall'altra per alcuni particolari. per esempio il naso dell'ultima a destra è più sporgente di quello delle altre, il volto della seconda da sinistra è più allungato, e il naso della terza non è uguale al naso della quarta. questo perché K. era sensibile ai dettagli somatici anche quando, come in questo caso, li doveva modellare su maschere. riguardo al dilemma della figura di sinistra: che sia un uomo lo escludo; titolo del quadro a parte, c'è il rosso del rossetto. che è l'elemento comune a tutte. lo sguardo è ambiguo, non sembra esprimere divertimento in particolare. la barba non riesco a vederla, il quadro l'ho anche visto dal vivo e questa barba non me la ricordo proprio ;;)
Lao Tze: a volte è anche una pennellata che sembra qualcos'altro. a volte può anche essere la luce, in rete se ne trovano tantissime foto ma non tutte rispettose della tonalità originale. altre volte ancora, dettagli pure ben visibili sono difficili da decifrare. su "Les Demoiselles d'Avignon", cos'è quella mezzaluna che si vede in basso? per lo più si dice: una fetta di melone o di cocomero, visto che vicino c'è la frutta. ma potrebbe anche essere la lama di una falce. cioè, è logico che sia una fetta di melone o di cocomero per il contesto, ma è troppo appuntita per essere immediatamente riconoscibile. in K. ce ne sono a iosa, di esempi così.
hjhhjij
hjhhjij
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Assolutamente 5 a quest'opera.

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extro91
extro91
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Non è facile scrivere di un pezzo d'arte come questo. L'espressionismo tedesco lo adoro! Anche nella sua forma letteraria.

BËL 02
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progg_nait94
progg_nait94
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Ti prego, se scrivi di quadri, non descriverli se non tecnicamente, il resto lo possiamo vedere tutti;) Kirchner non mi è mai piaciuto.

BËL 00
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Lao Tze: troppo tecnica la descrizione, dunque? non ho ben capito.
proggen_ait94: No intendo, ok per esempio la storia delle maschere africane che non tutti potrebbero notare, ma "supremazia assoluta del verde in più tonalità" o "Cinque figure inserite all'interno di uno spazio geometrico e artificiale, adagiate dentro un immaginario contenitore romboidale il cui vertice basso è percepibile sulla parte inferiore della tela" dai, è roba palese:D
Lao Tze: ah, io pensavo addirittura che le maschere africane erano quelle più evidenti... purtroppo, in questo caso DOVEVO scriverlo perché non è geometria fine a sé stessa, ma è la geometria dell'espressionismo che è una geometria che ti parla. cioè, se vuoi cercare di interpretare devi passare attraverso queste cose. noiose, magari, ma sono la sostanza. inutile dire che l'espressionismo è la mia arte preferita.
proggen_ait94: Si, effettivamente tutto ciò è causa del mio profondo odio per tutti i manuali canonici di arte:D
Lao Tze: più che altro, mi spiace che Kirchner non ti sia mai piaciuto. questo sì. ma il gusto è sovrano.
IL SICILIANO
IL SICILIANO
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Bravo

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cptgaio
cptgaio Divèrs
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TheJargonKing
TheJargonKing
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sì, hai fatto un ottimo lavoro per un quadro di notevole impatto.

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masturbatio
masturbatio
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lao tze 10 e lode, quadro pauroso in tutta la sua nevrotica spigolosità

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kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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aggiunto link per vederlo meglio. Bravo.

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jdv666
jdv666
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quadro che non conoscevo, interessante e bravo a te!

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pastore del rock
pastore del rock
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bellissimo....da sfogo a mille interpretazioni , la fantasia galoppa mentre guardi questo quadro , i loro piedi sono di un dinamismo poi.....

BËL 00
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pastore del rock: comunque a me sembrano cinque pipistrelli...
Lao Tze: bel termine di paragone; creature notturne proprio come loro, ma a differenza di loro refrattarie alla luce.
geenoo
geenoo
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Dai, per una volta (?) voglio fare l'ignorante: questo quadro non lo appenderei mai! Non arrivo a dire "questo lo sapevo fare anche io" ma, questa opera non mi da nulla. Lo guardo. Lo osservo, lo studio e niente. Non mi piace.

BËL 00
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Lao Tze: non lo vorresti in casa, insomma. ma a volte è solo un problema di spazio, e questo ne occupa davvero troppo. gli espressionisti li hanno sempre bistrattati. in Germania il nazismo li ha fatti a pezzi, il pubblico li avrebbe scoperti davvero solo dopo il '45.
alia76
alia76 Divèrs
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insomma..l'espressionismo viene molto prima della furia nazista e la scena berlinese, dei cabaret, dei café era molto seguita nei primi 900. anche oltre i confini tedeschi

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alia76: era in risposta a Lao Tze qui sopra
Lao Tze: rispondo sotto ------>
Lao Tze
Lao Tze
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@Alia. si ma attenzione, questa non è la scena berlinese. gli artisti di Dresda erano e si sentivano una cosa a parte. quando ho parlato di "espressionisti" ho fatto riferimento SOLO agli artisti del "Die Brucke", che non vanno confusi con gli altri espressionisti. d'altra parte, lo stesso Munch non si sentiva espressionista non perché non era tedesco, ma perché sosteneva che con gli espressionisti avesse poco a che spartire (eppure, per tutti o quasi - sbagliando - oggi Munch è un espressionista). come si legge nel manifesto, la nascita di riviste autonome fu voluta dal movimento per portare la propria arte al grande pubblico: K. era un megalomane, che le sue opere restassero relegate ai caffè gli interessava poco. ma il grosso del pubblico non era pronto a una novità di quella portata, certe tecniche come la xilografia erano ancora poco apprezzate, e gli insuccessi (o peggio, l'indifferenza) provocarono a K. quella frustrazione che negli anni l'avrebbe portato al suicidio. negli ultimi anni, ormai disilluso, non parlava più con quello slancio profetico; ormai si era auto-confinato a Davos, in Svizzera, e i quadri dell'ultimo periodo non hanno più niente della violenza della tela qui recensita.

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alia76
alia76 Divèrs
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non sono molto d'accordo nel considerare Kirchner una cosa a parte rispetto alla scena berlinese. dopotutto berlino era solo un fulcro, la città che meglio rappresentava l'essenza dei flaneur e del movimento di rivolta urban-o/istico. chi spostava le prospettive, chi violentava coi colori, chi dinamicizzava le "fotografie" non poteva prescindere da Berlino, dai suoi Cabaret e dalle sue strade. lo stesso valse per Otto Dix, per Macke, per kokoschka. e per quanto riguarda l'interventismo militare, beh era alla base della rivolta poetica berlinese di Heym, Balcke, il primo Benn, Trakl. no non penso che Kirchner possa essere scisso dall'espressionismo berlinese né dall'espressionismo tout court.

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Lao Tze
Lao Tze
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non ho detto Kirchner, ho detto "Die Brucke". che ha un suo manifesto. e già per questo motivo non può essere definito espressionismo tout court. anche se non è un errore parlare di questa arte come espressionismo, anche se nessun movimento è abbastanza chiuso da non aprirsi a qualsiasi influenza (nessuno può prescindere da nessuno). e le influenze di K., se volessimo fare un discorso MOLTO noioso che naturalmente non potevo fare nella recensione, sono in numero tale che a voler ricondurre tutto ai suoi connazionali gli si farebbe un torto. lui citava spesso Durer, citava Van Gogh, citava (anche) Munch ma citava soprattutto Gauguin, questi erano i suoi modelli principali. e c'era quel gusto per l'esotico che non tutti gli espressionisti tedeschi hanno avuto - questa è una peculiarità degli artisti di Dresda (ma addirittura, anche dentro il movimento c'erano delle divergenze: per es. Heckel non aveva la stessa durezza del primo K., Schmidt-Rotluff era più vicino a Heckel che a K., prediligeva colori primari con prevalenza del giallo e del rosso e non aveva la complessità di K.). c'è una cosa sola che accomuna TUTTI gli espressionisti di tutte le scuole e di tutte le città: il rapporto di emulazione/rivalità con i Fauves francesi. con una dfferenza, però. in Francia tutto ruotava intorno a Parigi, in Germania avveniva esattamente l'opposto: ogni città rivendicava una sua scuola al di là delle affinità. Monaco non era Dresda, Dresda non era Berlino. anche se tutte si guardavano e si studiavano a vicenda.

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Lao Tze
Lao Tze
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naturalmente, il termine "collettivo" è preferibile a "scuola", termine a cui - visto l'anti-accademismo spinto degli artisti di Dresda - va riservato un significato tutto particolare.

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PadreMaronno
PadreMaronno
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La ringrazio Don Lao per aver segnalato la presenza di queste donzelle, le accoglierò con gran piacere!

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madcat: e se voglion l'assoluzione dagli in mano un bel cordone
Lao Tze: onori, Padre.
madcat: padre. pare che sono sante!
PadreMaronno: Onori anche a Lei, Don Lao. Don Gatto dice DAVVERO?! MARONN' darò allora a codeste donzelle la santa benedizione al sacro collegio di Holmby Hills, il convento di suore di clausura presieduto dal reverendo Ugo Efnero!
madcat: MARONN' dico davvero padre, e per la benedizione usi sempre il suo cordone
Benson&Hedges
Benson&Hedges
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Ho sempre particolarmente adorato l'Espressionismo tedesco, sotto ogni forma.

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ranofornace
ranofornace
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"Semplicemente Kirchner". Lao, non sapevo della tua competenza in materia di pittura, bravo bravo, se ti fa piacere, te lo dice (e qui con molto dispiacere di HJ...) ranofornace: laureato al D.A.M.S. in disciplina delle arti nel lontano 1978, (non prima di essere passato per il liceo artistico e accademia di belle arti) e pittore da una vita, oltre che essere un chitarrista dall'età di 12 anni, (in pratica vivo d'arte) avrei la mia pagina facebook per farti vedere molti dei miei lavori, ma preferisco rimanere nell'anonimato, con debaser che mi è entrato ormai in circolo, non posso più scherzare, un'overdose di quella sbagliata, mi porterebbe allo scoperto e troppo vulnerabile, sarebbe letale alla mia età. Complimenti!!!

BËL 00
BRÜ 00

Lao Tze: ti ringrazio - apprezzo la tua decisione di restare nell'anonimato, te lo dice uno che non si è mai creato profili "sociali", solo per scelta personale e non per altro. Il commento di un artista è doppiamente gradito, sempre.
hjhhjij: Perché dovrebbe dispiacermi ?
ranofornace
ranofornace
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No, tranquillo hj..., ti ho citato provocatoriamente, ogni volta salto fuori, ho visto quello...ho visto quell'altro, questa volta riguarda solo me stesso, comunque l'arte figurativa è la vera passione della mia vita. Ho rivelato questo di me stesso e non vorrei sembrare troppo immodesto, (questo ne tira fuori asempre una nuova ,poi va a finire che è andato a bere la birra con Mario Shifano e le sue stelle)

BËL 00
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ranofornace
ranofornace
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ma a bere il the con Umberto Eco si!....ahahahahahahhahah!!!!! ciao Hjhhjij il tuo codice binario è una miniera di simpatia, ah... mannaggia hai messo la "i" che sfiga! sono uno sbadato incallito, ma a me pice l'idea del codice. tu comunque sei per me un punto di riferimento.

BËL 00
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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