Copertina di Evan Dando Live - Feierwerk, Monaco - 27.05.03
LOR15

• Voto:

Per fan dei lemonheads, appassionati di musica anni '90 e di rock alternativo, chi ama le storie di artisti in evoluzione.
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LA RECENSIONE

Memorabili i suoi concerti anni fa. Non si sapeva mai se si sarebbe presentato e soprattutto in che stato mentale: raccontano che a Glastonbury "per errore" iniziò a suonare nella tenda jazz.

Nel 2000 si è sposato, è clean e avrà messo la testa a posto. Immaginiamo.

Del gruppo di supporto sentiamo solo l'ultima canzone. Un gin tonic e si presenta sul palco Chris Brokaw (che per noi sarà sempre solo quello che lasciò i Codeine per i Come). Suona da solo una acustica, seduto per terra, a parte la prima fila non lo vede nessuno. La terza canzone è "All My Life"??? Dando ha mandato fuori lui a fare il concerto? La quarta è uno strumentale su chitarra acustica (!!!). Ne segue una quinta e una sesta. Iniziano i fischi, che lui da buon americano non può interpretare nel verso giusto. Continua. Che Dando ne abbia combinata un'altra delle sue? Brokaw suona un altro strumentale. Sembra proprio che non sappia come far passare il tempo. Poi alla nona smette, per fortuna perché era piuttosto pesante. Accendono le luci, e i roadies modificano il palco. Brokaw era solo un supporto non previsto.

Segnalano al tecnico del mixer con una torcia che il concerto inizia.

Entra Dando per la prima parte acustica. Inizia con "Outdoor Type" nella quale rifiuta un "rock climbing weekend" per paura di perdersi qualcosa di importante in tv: e se non lo fanno vedere mai più?
La terza è "My Drug Buddy": "we have to laugh to look at each other, we have to laugh ‘cos we are not alone". Sta facendo un unplugged Lemonheads. Suona "The Turnpike Down": "mark my path down"; solo stasera capisco che non diceva "past". È concentrato, parla poco, sta facendo il suo lavoro, il sunnyboy del 1992 è sparito. Mi avvicino. Ha il volto segnato, rigido, dimostra 45 anni (il volto: il corpo è top fit - skinny), ne ha 36. Allora tutte le storiacce erano vere. Entrano gli altri per la parte elettrica del concerto. "It's a Shame About Ray", piú molte del nuovo.

Ma le canzoni trascorrono tutte uguali, precise, didascaliche. Suonate da uno che fa il suo lavoro ma che non si sta divertendo. Ad un certo punto dice che hanno bisogno di soldi e che all'uscita faranno la colletta. Dice pure che hanno alle spalle due giorni di autobus. Per un attimo è il vecchio. Per un attimo ride. Chiude con "In the Grass all Wine Coloured".

Onesto, non gli si può dire nulla, ha suonato tutto ma in qualche maniera si ha l'impressione che il suo futuro lo abbia lasciato alle spalle da un pezzo.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta il concerto di Evan Dando a Monaco nel 2003, dove l'artista appare professionale ma privo della brillantezza di un tempo. La performance, tra parte acustica ed elettrica, viene descritta come didascalica e onesta ma segnala una certa stanchezza rispetto agli anni d’oro. Il pubblico percepisce un cambiamento profondo e nostalgico. L'apertura di Chris Brokaw risulta fuori luogo, accentuando l’attesa per l’esibizione di Dando.

Evan Dando

Cantautore, chitarrista e frontman statunitense dei Lemonheads, nato nel 1967 a Boston. Attivo dagli anni ’80 tra alternative/indie rock e power pop, ha pubblicato l’album solista Baby I'm Bored nel 2003.
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