Copertina di Even as We Speak Feral Pop Frenzy
Chainsaw

• Voto:

Per appassionati di indie rock, fan di sarah records, amanti del jangle pop e della musica alternativa anni ’90
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LA RECENSIONE

Come ogni volta avevo iniziato a trascrivere i miei pensieri su un album pubblicato dalla Sarah Records scrivendo appunto della Sarah Records. Impossibile a questo punto non risultare stucchevoli: lo sono stato persino adesso che ho ripetuto "Sarah Records" due (3) volte in due (2) righe. Tutti gli appassionati di certa musica sanno che l'etichetta indipendente bristoliana riuscì in breve a imporsi come un garanzia di qualità di un certo modo di fare pop rock fino a diventare una semi-leggenda nell'ambiente indie. Tutti lo sanno, come chiunque al mondo dovrebbe sapere che indie significa indipendente, anche se non nel senso che vorrebbe avere la Serenissima Nasiòn del Veneto Libaro e tanto meno nell'accezione di "pertinente alla Bhārat Gaṇarājya". Tutti dovrebbero, come tutti su DeBaser sanno ormai, per averlo letto e udito fino allo sfinimento, che qualsiasi gruppo che suona shoegaze s'ispira ai My Bloody Valentine e come tutti su TrueMetal sanno che il death metal svedese è quello più veloce e quello della florida è quello più tecnico.

Quest'ultima affermazione l'ho sparata a caso, spero sia vera.

La sorpresa è che non sarà superfluo descrivere come suona Feral Pop Frenzy, unico LP degli australiani Even As We Speak pubblicato nel 1993 da quell'etichetta con le ciliegie. È ovvio, questi piccoli eroi del rock dell'Oceano Pacifico hanno la chitarra jangle e la voce twee: pulitissima ed elegante la prima, sempre d'accordo col basso grassoccio, femminile e sognante la seconda, spesso supportata da un controcanto che-più-dream-non-si-può. Ma oltre a guardare alla gloriosa tradizione inglese degli anni Ottanta, gli Even As We Speak guardano anche verso quel panorama generico chiamato alternative e che ormai andava di moda da entrambi i lati dell'Oceano Atlantico: non temono di mostrare una certa irruenza ben poco twee né di ricorrere a soluzioni figlie più di quella Manchester in cui andavano di moda i pantaloni larghi pieni di tasche. E di infilare ogni tanto sample che magari sembrano un po' a gratuiti, e di diverirsi in più di un intermezzo di banjo.

Insomma: è in tutto è per tutto un disco della Sarah, ma ha anche un sapore deciso di anni Novanta, e la cosa non crea imbarazzo.

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Riassunto del Bot

Feral Pop Frenzy è l'unico album degli australiani Even as We Speak, pubblicato nel 1993 dall'etichetta Sarah Records. Il disco unisce l'eleganza del jangle pop con elementi alternative tipici dei primi anni '90, mantenendo un'impronta indie pulita e sognante. La recensione evidenzia l'abilità della band nel mescolare tradizione inglese e sonorità più irruente, senza rinunciare a dettagli curiosi come passaggi con banjo e sample. Un disco che rappresenta al meglio lo spirito della Sarah Records con un sapore decisamente anni '90.

Tracce

01   Beelzebub (00:00)

02   Beautiful Day (00:00)

03   Falling Down The Stairs (00:00)

04   Zeppelins (00:00)

05   Anybody Anyway (00:00)

06   Love Is The Answer (00:00)

07   To See You Smile (00:00)

08   Straight As An Arrow (00:00)

09   Squid (00:00)

10   One Thing (00:00)

11   Sailor's Graves (00:00)

12   Spirit Of Progress (00:00)

13   Cripple Creek (00:00)

14   Swimming Song (00:00)

15   One Step Forward (00:00)

16   Drown (00:00)

17   O.G.T.T. (00:00)

Even as We Speak

Even as We Speak è un gruppo australiano legato alla scena indie/Sarah Records. Il loro suono è descritto come basato su chitarre jangle e voce twee, con influenze alternative; l'album Feral Pop Frenzy è uscito nel 1993.
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