Copertina di Evergrey Monday Morning Apocalypse
Matt7

• Voto:

Per appassionati di progressive metal, fan degli evergrey, ascoltatori di metal melodico con atmosfere dark e nuovi fan del genere prog europeo.
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LA RECENSIONE

L'idea del prog-metal come un genere ormai stantìo e privo di freschezza ha riempito i nostri luoghi comuni musicali. È infatti innegabile come, quando si parla di prog-metal, i nomi che balzano alla testa sono sempre i soliti due super-gruppi (i teatranti di New York e i sinfonici del New Jersey).

Eppure non è per niente breve la lista dei gruppi che fanno del progressive metal il loro verbo. Il bello è soprattutto scoprire come questa lista si estende oltre i confini statunitensi: l'Europa è una buonissima culla dove far crescere delle belle promesse e dei gruppi validi e a volte ricchi di idee che danno ampio respiro e nuova linfa vitale a questo genere.

Gli Evergrey non sono poi tanto una novità: il gruppo svedese ha all'attivo diversi albums ed è esploso grazie al contratto firmato con l'etichetta InsideOut (una sorta di talent-scout del prog di nicchia) e grazie ad un ottimo disco come “The Inner Circle”. Il nuovo album di questa band svedese ha subito un titolo d'impatto. “Monday Morning apocalypse”. Spiegare lo stile e la proposta musicale del combo svedese è semplicissimo: il loro è un progressive metal infarcito a dovere di sfumature oscure (simil-dark) e intrise di una vena romantica. Sui tutto campeggia, naturalmente, la voce calda e avvolgente, dai tratti soul-blues, di Tom S. Englund. Premesso questo, nel nuovo disco troverete una forte dose di “immediatezza”: le strutture del prog più elaborato e complesso sono abbandonate favorendo la forma canzone più standard. Quindi, in un sound sicuramente ben prodotto e potente quanto basta, le canzoni rimangono sospese tra il classico trademark degli Evergrey e un sound di facile comprensione e di facile memorizzazione.

Questo ne penalizza di poco il risultato finale: se il precedente disco (“the inner Circle” ) sfiorava il capolavoro possedendo delle strutture prog-metal totalmente nuove ed esaltanti, questo lavoro, seppur buonissimo, scende di un gradino per aprirsi ad una fette di pubblico ancora più gustosa. Il melodico incedere dell'opener “Monday Morning Apocalypse” ne è una prova: standard metal abbastanza collaudati e assimilati a dovere in un brano sicuramente buono. L'oscuro intro di “Unspeakable” ricalca in maniera incredibile l'Evergrey sound: melodie oscure e intimiste supportate da un ottimo lavoro ritmico. E “Lost” ricalca questa atmosfera, che non fa altro che sottolineare l'altissimo valore del gruppo. Si passa alla veloci “Obedience” e “The Curtain Fall”, tracce buone ma che non lasciano un vero segno nella mente dell'ascoltatore. “In remembrance” ritorna ad oscurare il sound della band, in un incedere lento e percussivo, così come “At loss for words”, dotata di intermezzi ricchi di buia melodia. “Till dagmar” è una piccola introduzione pianistica alla successiva “Still in the water”, uno dei migliori brani del disco, dalla atmosfere claustrofobiche. Gli fa eco “The Dark I Walk You Through”, ancora più oppressiva e decadente.

Per nulla all'altezza “I should”. Chiude la poetica malinconia di “Closure”, un brano totalmente al pianoforte, dal testo quanto mai bello e riflessivo. Chiuso l'ascolto, le mie impressioni sono confermate: chi si aspettava una sicura conferma, quindi un deciso capolavoro, rimarrà sicuramente smentito. Questo disco è esattamente concepito per allargare la schiera dei fans, e ne è una dimostrazione lampante la scelta dei produttori (Sanken Sandquist e Stefan Glaumann già produttori di Bon Jovi, Def Leppard e Rammstein). Particolare che non altera né il livello qualitativo (almeno, non del tutto), né la forte personalità del gruppo, ma che dà al disco quell'aspetto di “transizione”, quasi fosse un disco sospeso.

Non delude, ma fa ancora attendere la loro definitiva consacrazione qualitativa.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza il quarto album degli Evergrey, sottolineando il passaggio da strutture prog-metal complesse a canzoni più immediate e melodiche. Pur non raggiungendo il livello di capolavoro del precedente disco, Monday Morning Apocalypse offre un sound potente e una forte personalità, ampliando il pubblico della band. Le atmosfere dark e la voce di Tom S. Englund emergono come punti di forza, mentre alcune tracce risultano meno memorabili. Il disco rappresenta una fase di transizione verso una possibile consacrazione definitiva.

Tracce testi video

01   Monday Morning Apocalypse (03:10)

03   Lost (03:13)

04   Obedience (04:13)

05   The Curtain Fall (03:09)

06   In Remembrance (03:33)

07   At Loss for Words (04:13)

Leggi il testo

08   Till Dagmar (01:40)

09   Still in the Water (05:17)

10   The Dark I Walk You Through (04:19)

11   I Should (04:51)

Evergrey

Evergrey sono una band progressive/power metal di Göteborg, Svezia, attiva dal 1995 e guidata dal cantante/chitarrista Tom S. Englund. Noti per temi oscuri e melodie intense, hanno pubblicato numerosi album acclamati tra cui The Inner Circle, The Atlantic e Theories of Emptiness.
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