Sembrerebbe una maledizione quella che ha colpito -e continua a colpire tutt'ora in alcuni casi- molte thrash bands, le quali spesso si sono dovute trovare a fare i conti con alcune importanti defezioni: divergenze artistiche, problemi personali o semplici cambiamenti negli "stili di vita" sono stati spesso alla base di improvvise variazioni di line-up, per poi trovarsi talvolta davanti ad un "ritorno all'originale", dopo parecchio tempo, in squallide reunions il cui scopo è facilmente intuibile.
Ma senza inutili divagazioni, specificando esclusivamente il cambio di batterista rispetto alla formazione del precedente album (John Tempesta al posto di Tom Hunting, alle prese con problemi cardiaci), che tuttavia lasciò l'amaro in bocca a parecchi fans, arriviamo diretti al disco: "Impact is Imminent", titolo tosto ancora una volta, ma che di aggressivo, stando alla critica, ha ben poco.
Dal sapore eccessivamente commerciale, fu etichettato da molti come un mezzo passo falso da parte dei ragazzi della West Coast, da altri fu stroncato senza riserve, ma c'era ancora un folto gruppo di supporters fedeli ai loro idoli che guardavano con aria incantata ad ogni loro nuovo lavoro, probabilmente non a torto, considerando che molte delle critiche ricevute da questo disco si sono mostrate davvero infondate.
I pro e i contro? Innanzitutto, a mio avviso, l'energia degli Exodus è rimasta immutata e si sente, eventuali critiche sarebbero tutt'al più da imputare ad un songwriting forse non così brillante come in passato, ma dopo aver concepito un macigno dal nome "Fabulous Disaster" sarebbe difficile aspettarsi un ulteriore passo in avanti; ed in effetti questa progressione non c'è, i brani suonano meno coinvolgenti, alcune volte un po' ripetitivi e scontati, il loro pubblico, per una buona parte imbestialito al tempo della pubblicazione dell'album datato 1990, mosse addirittura critiche di riciclaggio di idee già egregiamente espresse, oltretutto in maniera originale, nei precedenti lavori (se si esclude "Pleasures of the Flesh", anche questo oggetto di non pochi dissensi).
Però la produzione appare sensibilmente migliorata, così come si avverte un generale incremento della qualità tecnica di ogni singolo componente: la voce di Souza è più equilibrata (e forse, come "effetto collaterale", per questo motivo potrebbe risultare meno diretta e meno adatta al sound creatogli intorno), le due chitarre si ritagliano uno spazio, secondo il mio parere, in assoli più espressivi di quelli scritti per "Fabulous Disaster" -senza nulla togliere a quest'ultimo grande album, ci mancherebbe-, McKillop però non ha possibilità di primi piani considerato il muro di chitarre erettogli contro, insieme alla martellante e sfiancante batteria del troppo-mistrattato John Tempesta, il cui stile è in ogni caso leggermente diverso da quello del suo predecessore (e quindi, perché addentrarsi in paragoni magari infelici?).
Cercando di mettere i puntini sulle "i", "Impact is Imminent" rimane comunque un'opera di pregevole fattura, checché le esagerazioni della critica ne possano dire!
La title-track sembra percorrere il fil-rouge iniziato ben cinque anni prima, nel 1985, con il pluridecorato "Bonded by blood", insieme all'inno thrash "Thrash Under Pressure"; sono inoltre da segnalare "Within the Walls of Chaos", "Heads The Win" -l'assolo è da applausi- e "Changing of the Guard", quest'ultima con una curiosa e affascinante intro.
Ma, consentitemi la ripetizione, vorrei evidenziare come gli assoli di alcuni pezzi (si consideri a tal proposito anche "Objection Overruled") siano dotati di una potenza strabiliante, tecnicismo davvero poche volte fine a se stesso -perchè, mi dispiace ammetterlo, ma in alcuni casi c'è qualche esagerazione di troppo-, sfuriate chitarristiche con note "nervose" e impazzite che mettono a dura prova le cellule cerebrali di chi si trova a dover subire, nella totale impotenza, questa ultra violenza di kubruckiana memoria.
La sentenza a chi decida di giudicare il disco senza influenze dall'esterno, senza tener conto del periodo in cui è stato scritto, senza considerare quanto composto prima e dopo... insomma, in una capsula di imparzialità. Io mi rimetto alla clemenza dei lettori con la seguente votazione, maturata alla luce di quanto suddetto.
Voto: 7, 5