Copertina di Faith No More This Is It
wolf85

• Voto:

Per appassionati di musica crossover, fan della scena alternativa anni ’90, nuovi ascoltatori interessati alla storia del funk metal e rock sperimentale
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Un'invezione un po' folle è l'immagine che si trova nella copertina di quest'album uscito nel 2003. Nessuna scelta poteva essere così azzeccata per tutto ciò che essi hanno rappresentato per la musica in generale e sentire tutta la loro carriera in questo cd-raccolta dei più grandi successi non è male. Certo non si può comprendere il loro stato d'animo nei vari lavori come si passasse da un leggero e spassoso "funk metal" degli inizi, che diede il la per tutti i gruppi crossover a venire, ai brani cupi ed introspettivi di "Angel dust", alle sperimentazioni country,jazz,r&b,punk...ecc. di "King for a day", fino all'ultimo album che non ho potuto ancora ascoltare ("Album of the year").
Qui si cerca di attraversare queste ere in maniera omogenea e cronologica con ordine e meticolosità. Si parte dagli spumeggianti esordi con il "cantante vecchio" Chuck Mosely che sprizzava energia punk e molto stralunata alle loro canzoni. La line up rimase invariata per i due primi album "We care a lot" e "Introduce yourself" in cui la loro popolarità vide crescere piano piano all'ombra di gruppi decisamente più affermati all'epoca come Guns e Metallica per citarne alcuni. Fu così che nel loro successivo terzo album scattò la scintilla forse anche per merito dell'ingresso di Mike Patton (attuale leader di Tomahawk e Fantomas) nel ruolo di cantante. Così venne creata quel capolavoro di canzone che fu "Epic" e la fama crebbe. Il mercato stava pullulando di gruppi sul generis, ma con stili paralleli come Red Hot Chili Peppers e Jane's Addiction e, inoltre, la scena musicale internazionale si stava infiammando con l'avvento dei dinamitardi Rage Against The Machine che resero la musica prettamente faithnomoriana la più ideale per rappresentare le ideologie e l'esplosività della musica e della società dell'epoca.
Con "Angel dust" il sound si fa più pesante e aggressivo con un'aggiunta di schizofrenia in più che decise il successo su scala mondiale dei Faith No More, anche se l'album sembra quasi snobbato per arrufianarsi la cover più bella di "Easy" dei Commodores ed evitare tutto il resto.
Di qui si può passare a "King for a day". Un album un po' più sottotono rispetto ai precedenti lavori in quanto troppo sperimentale nel suo modo di essere e di farsi ascoltare, ma capace di sfornare due capolavori della loro carriera come "Evidence" e "Diggin' the grave" su tutte.
Per il resto "Last cup of sorrow" e "Ashes to ashes" sembrano essere il risultato delle sperimentazioni ottenute da "King for a day" con alcuni risultati collaterali che le rendono gradevoli, ma niente più e che concludono la carriera dei Faith No More.
Per quanto riguarda gli "extra", che risultano essere un po' pochini, possiamo trovare una riedizione di "War Pigs" dei Black Sabbath che a me piace molto, un singolo come "As the worm turns" in edizione live che ne denota la bravura in concerto dei Faith, ma che non mi esalta parecchio (la canzone). Altre due canzoni alquanto piacevoli risultano invece essere "The Perfect Crime" tratto dalla colonna sonora di "Bill & Ted's bogus journey" e "The cowboy song".

Booklet davvero ben fatto con l'intera storia della band (in inglese però), la tracklist con i titoli delle opere che contegono le canzoni, e la discografia dei Faith No More.
Questo album non lo consiglio ai fan in quanto non contiene sufficienti canoni inedite da motivarne l'acquisto e quelle che ci sono si trovano molto meglio nei loro habitat (i loro album) originale. Per i "pivellini", invece, lo consiglio per conoscere le radici del crossover e apprezzare una band storica che si è estinta come purtroppo sembra stiano facendo tutte quelle degli anni '90. Sigh!

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La raccolta 'This Is It' di Faith No More offre una panoramica cronologica degli stili che hanno contraddistinto la band, dal funk metal iniziale alle sperimentazioni più estreme. Ideale per chi vuole scoprire le radici del crossover, il disco è meno consigliato ai fan accaniti per la presenza di poche tracce inedite. La recensione sottolinea la qualità storica della band e il valore del booklet incluso.

Tracce testi video

02   We Care a Lot (Slash version) (04:02)

04   Introduce Yourself (01:33)

05   From Out of Nowhere (03:22)

Leggi il testo

07   Falling to Pieces (05:13)

Leggi il testo

09   The Cowboy Song (05:13)

10   As the Worm Turns (live) (02:46)

15   Digging the Grave (03:05)

Leggi il testo

17   Last Cup of Sorrow (04:20)

Leggi il testo

19   The Perfect Crime (04:25)

Leggi il testo

Faith No More

Faith No More sono un gruppo di San Francisco noto per la miscela di metal, funk, rap e sperimentazione. Dopo i primi dischi con Chuck Mosley, l’arrivo di Mike Patton nel 1988 porta ai successi di The Real Thing e Angel Dust. Sciolti nel 1998, si riuniscono nel 2009 e pubblicano Sol Invictus nel 2015.
16 Recensioni