Copertina di Falkenbach ...En Their Medh Riki Fara...
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Per appassionati di metal estremo, fan di black e folk metal, cultori di musica vichinga e atmosfere epiche
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LA RECENSIONE

Tra i migliori gruppi della scena black/folk, Falkenbach merita un posto d'onore: questa one-man band dell'islandese Vratyas Vakyas è diventata col passare del tempo una band di culto per l'intero movimento, grazie sia alla loro sublime proposta musicale che al fatto di essere assolutamente sconosciuti alla maggior parte dei fruitori metal.

L'album in questione, uscito nel 1996, è il primo lavoro del gruppo e rappresenta, a parere di chi scrive, il punto più alto della loro carriera. La peculiarità dell'album sta nel fatto di non poter essere classificato nè conpletamente black, nè folk e nè viking, ma in ogni canzone si passa da una costruzione all'altra in modo fluido e mai scontato. "Galdralag" si apre con il suono di un cavallo in corsa, a cui segue il violento riff tipicamente black e la selvaggia voce in scream di Vratyas, ma, come già detto, la struttura della canzone non è fissa, grazie a rallentamenti resi epici dalle tastiere e progressioni viking. Segue il capolavoro "Heathenpride", suddivisa in 3 parti: una prima con le chitarre e il flauto in evidenza, in cui si racconta dell'arrivo dei cristiani in un'isola del nord e delle loro razzie, la seconda, black al 100%, rappresenta il momento dell'attacco dei pagani e del massacro dei cristiani, l'ultima è invece strumentale con un assolo di flauto di oltre 3 minuti. "Laeknishendr" possiede degli influssi quasi ulveriani, ma anche in questo brano il flauto e soprattutto le chitarre "spagnole" rendono l'atmosfera magica ed evocativa. In "Ultima Thule" c'è da segnalare il continuo alternarsi di scream e voci pulite e la presenza contemporanea di arpeggi acusti e black. Nello strumentale "Asum Ok Alfum Naer" domina il flauto di Pan e anche all'arrembante chitarra è imposto di adeguarsi. "Winternight" è un brano black melodico old-school in cui lo scream raggiunge il livello massimo di glacialità; chiude "...Into the Ardent Awaited Land..." il brano più calmo (si fa per dire ) e folk e dal forte contenuto pagano.

A questo capolavoro seguirà dopo un anno "Magni Blandinn Ok Megintiri", dopo di che la carriera di Vratyas si fermerà per 8 anni prima del ritorno sulla scena 3 anni fa.

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Riassunto del Bot

Questo primo album di Falkenbach rappresenta un punto alto nella carriera di Vratyas Vakyas, fondendo sapientemente black, folk e viking metal. Le tracce mostrano strutture fluide e atmosfere magiche grazie all'uso di flauti, chitarre e scream potenti. Brani come "Heathenpride" e "Galdralag" evidenziano la capacità di raccontare storie epiche con una musica intensa e variegata. L'album è considerato un capolavoro da cultori del genere e mostra una notevole evoluzione artistica.

Tracce testi video

04   Ultima Thule (03:19)

05   Asum Ok Alfum Naer... (07:45)

Leggi il testo

07   ...Into the Ardent Awaited Land.... (05:58)

08   The Heralder (09:05)

Falkenbach

Falkenbach è un progetto tedesco di viking/folk/black metal fondato nel 1989 dal musicista noto come Vratyas Vakyas. Attivo come one-man band (con occasionali collaborazioni), ha pubblicato album di culto dal 1996 al 2013, con liriche legate a mitologia e paganesimo germanico e un sound che fonde melodie folk e impeto black.
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