A molti musicisti semisconosciuti è capitato di tirare fuori dal cilindro una hit memorabile e poi tornare immediatamente nell'anonimato: si sa, le leggi che governano le hit-parades sono a volte bizzarre e la dea della fortuna è notoriamente cieca; a volte però queste meteore delle charts sono gente con le carte in regola per poter puntare ad un successo di proporzioni assai maggiore a quello estemporaneo da one-hit wonder, ad esempio i Fastball: un bel po' di gente li ricorda per "The Way" del 1998, una melodia estremamente accattivante, voce incisiva e melodica al punto giusto, un corposo e piacevolissimo sound pop rock guitar oriented ed un testo tutt'altro che stupido e banale; considerando che, come dimostra questo "Painting The Corners: The Best Of Fastball" del 2002 "The Way" non è assolutamente un caso isolato, com'è possibile che un power-trio di tale talento non sia annoverato tra le stelle del rock contemporaneo? La risposta è racchiusa in 3 fottutissime lettere: MTV; eh già, l'entità malefica che proprio in quel periodo aveva portato al successo "artisti" come i Green Day e i Blink 182 che spopolavano tra i teenagers e che di lì a poco avrebbe contribuito all'ascesa al potere dai Coldplay al titolo di imperatori assoluti del rock fighetto mondiale che interesse poteva avere a sostenere questo anonimo trio texano dal look poco cool il cui cantante fino all'uscita del secondo album ha continuato a lavorare in un cimitero di Austin?
Perfetto riassunto del loro sound caratteristico, questo best of del 2002 comprende canzoni dai primi tre album dei Fastball: "Make Your Mama Proud" del '96, "All The Pain Money Can Buy" del '98 e "The Harsh Light Of Day" del 2000: il trademark del trio capitanato dal cantante, bassista e tastierista Tony Scalzo è un semplice ed efficacissimo power-pop declinato in varie forme, da veloci schegge ai limiti del punk come "Make Your Mama Proud", "Human Torch" e la travolgente "Emotional" alle tastiere reggae di una perfetta pop song come "Out Of My Head", arrivando a toccare inflessioni quasi grunge in ballate dal sapore amaro come "Slow Drag", che sembra quasi aleggiare l'ombra delle Hole di "Pretty On The Inside", o ancora l'atmosfera conturbante e quasi rarefatta del gioiello "Vampires", gli arrangiamenti vagamente sixties di "Love Is Expensive And Free", e ovviamente il godibilissimo power pop di "Are You Ready For The Fallout", "You're An Ocean", "Fire Escape" e "Sooner Of Later": riffs che entrano subito in testa, basso corposo e pulsante, melodie energiche e di grande impatto, testi intrisi di ironia; agli antipodi dell'insulsaggine imperante nel mainstream rock post-grunge. In un impeto di schietto ego da musicista, Tony Scalzo ha dichiarato: "I think there's a couple of bands that are still putting out real good quality guitar rock song, and I think we're one of them". In tutta sincerità, non me la sento proprio di dargli torto.
Non avranno di certo cambiato la storia del rock, ma le canzoni dei Fastball sono ottime e graditissime compagne di viaggio in qualsiasi momento della giornata: trasmettono una bella sensazione di passione e sincerità; niente look, niente pose studiate a tavolino, nessun tipo di divismo, puro e semplice amore per la musica, e di questo Tony Scalzo, Miles Zuniga e Joey Shuffield possono sono essere orgogliosi; orgogliosi della loro carriera che nella più totale indifferenza prosegue imperterrita, orgogliosi di essere stati bidonati da MTV, orgogliosi del fatto che Bono non si degnerà mai di duettare con loro, orgogliosi di essere i Fastball e di non aver sacrificato la propia dignità sull'altare del successo, e scusate se è poco...