Copertina di Fates Warning The Spectre Within
Safet Osmanovic

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Per appassionati di progressive metal, fan del metal anni '80, cultori di voci e chitarre espressive, amanti della musica tecnica ed emozionale
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LA RECENSIONE

I Fates Warning saranno noti ai più come alfieri di un progressive-metal che negli anni '90 spopolava insieme ai Dream Theater, ma pochi sanno che anch'essi conservano nell'armadio scheletri ingombranti, vestigia di un passato dimenticato e rinnegato (un po' come i Pantera cotonati degli esordi).

I primi 3 album del gruppo del Connecticut contenevano un epic-power metal che rappresenta una mosca bianca nel panorama metallico passato, presente e futuro, unici e irripetibili ma allo stesso tempo prodromi della svolta prog, avvenuta quando il chitarrista e leader del progetto Jim Matheos costringerà alla dipartita John Arch, cantante e tassello indispensabile del gruppo in questa fase.

L'esordio, "Night  on Brocken" era grezzo, poco levigato, il seguente " Awaken The Guardian", rappresenta a detta di molti la maturità e l'apice di questi Fates Warning primaticci; nel mezzo si staglia questo "The Spectre Within", che a mio parere ha poco o niente da invidiare al successore.

Certo, è presente qualche passaggio involuto o poco scorrevole, ma mai l'opera apparirà ostica o poco scorrevole. Le chitarre sono in formissima, e saltibeccano con elegante agilità tra riff evocativi o che non sfigurerebbereo in un gruppo della Bay-Area, arpeggi decadenti e dialoghi solisti che prediligono un espressionismo melodico e sentimentale piuttosto che la fredda e plumbea tecnica. Ma è comunque il cantato ad essere il vero protagonista di questa parte inedita dl gruppo americano: John Arch ha un modo particolarissimo di concepire le sue linee vocali; se come timbro può ricordare Bruce Dickinson, non ha eguali il suo modo di affrontare strofe e ritornelli con un senso dell'armonia e una teatralità unici e debordanti, e che rende ogni canzone un mosaico di melodie ed emozioni, pennellando paesaggi con atmosfere fiabesche, magiche e selvagge.

Da canzoni elaborate e ricche di cambi di tempo come "Traveler in Time" , "Pirates of the Underground" o "Orphan Gypsy" con il suo ritornello sognante, si passa alla maestosità della lunga "Epitaph" e di "The Appariton" (chi apprezza il genere non può non cadere in un deliquio estatico da sindrome di Stendhal uditiva ascoltando l'accelerazione centrale), e con puntate sul Power più canonico di "Without a Trace" e "Kyrie Eleison".

Ma il comune denominatore rimane John Arch, che con i suoi saliscendi vocali conferiscono sempre quell'aura di romanticismo e fiera poesia che è il vero tratto distintivo della band in questa fase, dai più ignorata ma che merita assolutamente di essere riscoperta.

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come 'The Spectre Within' rappresenti un raro esempio di epic power metal precedente alla svolta progressive dei Fates Warning. L'album, pur con qualche passaggio meno fluido, si distingue per l'espressività vocale unica di John Arch e per le chitarre agili e melodiche di Jim Matheos. Brani come 'Traveler in Time' e 'Epitaph' mostrano la varietà compositiva dell'opera. Un disco da riscoprire, capace di emozionare con atmosfere magiche e un romanticismo poetico.

Tracce testi video

01   Traveler in Time (07:13)

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02   Orphan Gypsy (05:59)

03   Without a Trace (04:49)

04   Pirates of the Underground (07:07)

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Fates Warning

Fates Warning è una band statunitense del Connecticut, attiva dal 1982 e spesso indicata come riferimento fondamentale nello sviluppo del progressive metal. Nata con un sound heavy/epic-power, ha evoluto il proprio stile verso forme prog più melodiche, introspettive e sperimentali.
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