Un disco pop come dio comanda!!! Ma cosa stai dicendo??? Niente, sto dicendo esattamente ciò che penso!
È così che descriverei questo primo disco dei Flying Colors, supergruppo che vede fra le fila due musicisti molto apprezzati dal sottoscritto, ovvero l'ex batterista dei Dream Theater Mike Portnoy e il grande cantante e tastierista Neal Morse, apprezzato da me sia come solista che con Spock's Beard e Transatlantic, insieme con i due scuola Dixie Dregs Steve Morse (alla chitarra) e Dave LaRue (al basso) e il più giovane Casey McPherson alla voce. Attendevo molto questo disco soprattutto per vedere cosa avrebbe proposto stavolta l'accoppiata Neal Morse-Portnoy.
In particolare mi hanno colpito le dichiarazioni del primo, che avrebbe voluto abbracciare questo progetto con l'intenzione di realizzare seriamente qualcosa di diverso da quanto fatto in passato... E mi sembra giustissimo, dato che fino ad ora la presenza del nome Neal Morse fra i protagonisti di un disco si è sempre tradotta nel solito progressive rock classico e canonico che dopo un po' stanca anche e non riserva più sorprese. Ma veniamo al disco e cosa esso dovrebbe rappresentare. Se vi aspettate qualcosa di particolarmente articolato, complesso ed oscuro ne rimarrete delusi, penso. Infatti in questo disco i 5 musicisti vogliono mostrare proprio il loro lato più orecchiabile e melodico. Ma la cosa importante da sottolineare è che lo fanno mostrando comunque appieno, quanto valgono come compositori e musicisti in un epoca in cui si è arrivati a pensare che in un disco orecchiabile l'accuratezza musicale conti praticamente zero. Per farvi capire meglio cosa voglio dire faccio una piccola escursione nel panorama commerciale. Molti gruppi e artisti amati dai giovani producono musica sicuramente canticchiabile e ballabile ma tremendamente scarsa dal punto di vista musicale, con strumenti poco in evidenza, suoni buttati lì tanto per crear ritmo e produzioni piatte come vassoi, tanto basta che si canti e si balli. Vengono meritatamente criticati ma quando lo si fa la gente, puntualmente, li giustifica a spada tratta con frasi del tipo "eh ma dai fanno pop, non pretendono nulla!"... No, sta cippa! (giusto per usare uno slang) Non si ragiona così! Il pop o il pop-rock è pur sempre un genere musicale e non un ammasso di suoni, seppur punti a melodie più dirette, e pertanto anche suonare pop deve essere fatto come si deve, quindi mostrando creatività compositiva, mostrando le proprie abilità come musicisti e dimostrando di saper combinare con genialità i suoni e i vari elementi, con perizia insomma.
Ritornando all'album, "Flying Colors" è praticamente un album pop-rock. È una definizione che non è assolutamente fuori luogo. Eh sì, perché le canzoni risultano essere poco articolate, seguono abbastanza volentieri la forma canzone strofa-ritornello e si fanno ascoltare volentieri anche da ascoltatori non troppo pazienti. Ma in tutto questo la prestazione dei 5 musicisti non è affatto in secondo piano ed essi non mancano di sfoggiare una prestazione decente anche quando si tratta di creare melodie orecchiabili. Mai banali e ripetitive le parti di chitarra e basso, ottima anche la prestazione di Mike Portnoy, che mette da parte il suo drumming appariscente ed esaltato del suo passato con i DT ma offre comunque spunti interessanti. Eleganti anche le parti di tastiera di Neal Morse. Ed io penso che proprio coloro che ho citato sopra che non capiscono cosa voglia dire fare musica orecchiabile ma seria farebbero bene ad ascoltarselo perché rappresenterebbe una vera e propria lezione in tal senso! Brani come "Blue Ocean", "Love Is What I'm Looking For" ma soprattutto "The Storm" suonano, a mio avviso, come vere e proprie canzoni da spiaggia, ma di quelle che proprio ti fanno pensare al caldo e allo svago in spiaggia, e sono dotate di un ritornello killer tanto facile e diretto che si stampa subito nelle orecchie... Ma sono allo stesso tempo suonate magistralmente, contenendo spunti musicali interessanti... Ad averne di canzoni da spiaggia così!!! Non scherzano nemmeno la melodica "Kayla" e la più movimentata "Forever In A Daze", con una prestazione di LaRue al basso davvero grandiosa, culminante in uno splendido slap! Spazio anche a ballate intense e di forte impatto che rispondono al nome di "Everything Changes", "Better Than Walking Away" e "Fool In My Heart" ma anche a brani più pesanti come la frenetica "All Falls Down", con una prestazione chitarristica di rilievo, e il potente hard rock di "Shoulda Coulda Woulda". L'ultima traccia "Infinite Fire" invece è puro progressive rock nello stile delle varie produzioni di Neal Morse, tanto per ricordare da che scuola proviene; proprio il buon Morse infatti ci piazza assoli stile synth e hammond già sentiti nei dischi in cui figura il suo nome. È la degna conclusione per questo gioiellino.
Personalmente dico che il mio disco dell'estate è questo! Alla faccia dei vari Tche Tcherere Tche Tche, Tacatà, ecc... Forse ancor più dell'acclamatissimo nuovo lavoro dei Rush (altra uscita valida, mia recensione a breve). Probabilmente è proprio la sua melodia a mio avviso estiva e allegra che mi porta a dire questo. In ogni caso i Flying Colors al loro debutto hanno prodotto un album che sicuramente non è un capolavoro, non entrerà certo nella storia ma regala una bella oretta di musica divertente e non troppo impegnata ma sicuramente suonata magistralmente da professionisti. Ascoltatelo!