Copertina di Flying Saucer Attack In Search of Spaces
devale

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Per appassionati di musica sperimentale, noise e post rock, ascoltatori curiosi di album atipici e destrutturati
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LA RECENSIONE

Ho appena ascoltato questo disco, e definirlo non è proprio facile.

Inizia subito con una palese ripresa dal disco omonimo precedente di Popol Vuh I, per poi perdersi in un mare di feedback e allucinazioni noise.
Si perde perfino la cognizione del tempo, visto che non ci sono tracce, ma un unico mastodontico collage di 50 minuti e rotti. Una cascata di suoni che diventano però poco attraenti e fini a se stessi. Non c'è una pausa (se non negli ultimi minuti), e solo qualche accenno lontano di batteria ogni tanto e un paio di idee musicali del basso, danno punti di riferimento in quello che altrimenti sarebbe un disco pesantemente noioso. E nonostante questi interventi, la situazione non è tanto più gradevole.

Disco privo di idee, e poco interessante. Più vicino all'etichetta Drone che Post rock, senza risultare accattivante per nessuna delle due categorie. Ma al di la di quello che sono le catalogazioni, non sembra esserci un fine in questo album. Sembrano piuttosto registrazioni raffazzonate e incolori; idea rafforzata dal fatto che il disco verrà ripubblicato poco più di vent'anni dopo in doppio vinile, completamente stravolto nella durata e nella composizione.

Nonostante mi sia piaciuto il loro primo omonimo, e resti comunque curioso sul resto della loro discografia, devo aggregarmi a chi vede in questa registrazione un punto basso, un passo falso, una confusione non necessaria.

Il viaggio interstellare però continua...

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Riassunto del Bot

La recensione evidenzia come 'In Search of Spaces' risulti un album difficile e poco coinvolgente, caratterizzato da un lungo collage sonoro senza pause e da una scarsa presenza di idee musicali. Sebbene l'album si avvicini ai generi drone e post rock, non riesce a catturare l'attenzione e appare noioso e frammentato. L'autore lo considera un punto basso nella discografia della band, pur mantenendo interesse verso i loro altri lavori.

Tracce

01   In Search Of Spaces (50:25)

Flying Saucer Attack

Flying Saucer Attack è un progetto musicale nato a Bristol guidato da David Pearce, con prime registrazioni che coinvolsero anche Rachel Brook. Suono lo-fi tra shoegaze e psichedelia, ricco di feedback e derive drone. Debutto nel 1993 con l’omonimo (noto come Rural Psychedelia), seguito da Further (1995), New Lands (1997), Mirror (2000) e il ritorno con Instrumentals 2015.
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