Francesco Fagioli
Un Certo Senso

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Copyleft, s.m. Modalità di distribuzione di un prodotto che permette l'uso, la modifica, la copia, nonché la libera diffusione dello stesso, a condizione che ne sia indicata l'origine e preservata la gratuità.

Copyleft è un modo per diffondere cultura, è un insieme di licenze che si occupano di vari ambiti, dall'informatica alla letteratura, che consentono agli autori di divulgare le loro opere gratuitamente e liberamente, a patto che ne venga riconosciuta la proprietà intellettuale, e - particolare più importante - in modo che nessuno possa appropriarsene facendo il furbo, spacciando eventuali copie per proprie e "blindandole" applicando su di esse nuovamente il copyright.

I pionieri dell'applicazione del copyleft alla letteratura in Italia sono stati gli scrittori del collettivo Wu Ming (precedentemente noti con il nome di Luther Blisset). Con il loro romanzo d'esordio, "Q", in vendita in libreria ma anche liberamente scaricabile attraverso il loro sito, hanno dimostrato che la libera disponibilità del testo in forma telematica non solo non nuoceva, ma addirittura favoriva le vendite delle copie cartacee, tanto è vero che "Q" è a tutt'oggi un clamoroso successo commerciale.

Emanazione dei Wu Ming è il gruppo di lettura de iQuindici, che si occupa principalmente di vagliare le proposte di nuovi scrittori che intendono rilasciare le loro opere sotto una licenza libera. Nella loro fornita biblioteca copyleft, alla quale è dedicato una spazio apposito sul loro sito, ho scovato questa sorprendente opera prima del pressoché sconosciuto Francesco Fagioli.

"Un Certo Senso" è il protagonista, al secolo Antonio Senso, involontario autore del più strampalato, folle e geniale romanzo epistolare che mi sia mai capitato di leggere. Si tratta infatti di ben sessantuno lettere inviate all'amministratore del condomino dove Senso vive, tale dott. Barbaro, che durante lo svolgimento della vicenda diverrà l'immaginario interlocutore ed alter ego del protagonista, dal momento che, presumibilmente, nessuna delle lettere giungerà a destinazione.

Un incipit banale e quasi burocratico: Senso si lamenta con l'amministratore per la presenza di cattivi odori che fuoriescono dai sanitari del proprio bagno, imputabile all'occlusione della colonna di scarico delle acque nere che serve gli appartamenti sovrastanti e sottostanti il suo. Il tutto condito con una velata minaccia, quella di avvertire il competente Ufficio Igiene, se la situazione non sarà risolta quanto prima.

Proseguiamo nella lettura, ed apprendiamo che Senso non ha spedito le lettere perché le ha giudicate inadeguate, e si ripropone di compilarne e spedirne una che sia all'altezza della situazione. Da questo momento in poi lo scrivente divagherà affrontando temi ed argomentazioni che via via si allontanano dal punto di partenza, giungendo a elencare pittoresche congetture sui propri vicini di casa, un particolareggiato compendio dei suoi gusti sessuali, la storia della sua vita come uomo e come artista: una storia di assurdi slanci e fallimenti, frustrazione e solitudine. Le lettere si fanno sempre più vagheggianti ed oniriche, un progressivo allontanamento dalla realtà che lo porterà ad approdare a lidi metafisici, come testimonia la surreale dissertazione sui sogni degli animali, e la metempsicosi spiegata da un usignolo, spettacolare culmine della narrazione.

Kafka, Buzzati... I paragoni si sprecano. Un libro che stupisce, e che smentisce clamorosamente il luogo comune secondo il quale ciò che è a buon prezzo (o addirittura gratis) non può essere certo di qualità paragonabile a ciò che costa caro. Il testo si trova a questo indirizzo. Potete scaricarlo, consultarlo liberamente, farne quante copie volete e distribuirlo a chi volete, il tutto senza violare alcuna legge.

Poi, se ne volete acquistare una copia cartacea, lo trovate in libreria. Il copyleft è anche questo.

Questa DeRecensione di Un Certo Senso è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/francesco-fagioli/un-certo-senso/recensione

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Commenti (Quindici)

sfascia carrozze
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Davvero una gradita, gradevole et apprezzata de-segnalatzionem. Conghrathulations. Au revoir.
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telespallabob
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Il libro in questione non l'ho letto ma "Q" del Wu Ming sì, è splendido. Cercate di procurarvelo, merita senza alcun dubbio
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odradek
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Pagina deliziosa, ottimo suggerimento (Kafka, Buzzati...) Grazie, Jake
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Dr.Adder
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Caro Jake, ti aspettavo e quindi ben arrivato nella nuova sez.Interiori (non poteva esserci un nome più azzeccato, ma questo eventualmente lo spiegherò in una futura recensione).
Non so, ma la mia impressione è che le 'reali' potenzialità di DeB non siano state ancora raggiunte ma chi lo sa in fondo per certe idee ci vuole tempo, un po' come disse la visualizzazione del padre di Ellie (J.Foster) nel Film Contact.
Scritto più che ottimo (come al solito) e 'libro' anch'esso interessante per molteplici motivi.
Attualmente il mio Deranked è 1.6596080357 (periodico) anzi aspetta c'è stata in questo istante una 'fluttuazione, il Deranked aggiornato è 1.6596080358 (se ti interessa...hehehe!).
Un saluto Interiore e buon proseguimento.
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tomgil
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Accipicchia, se lo hai paragonato a Kafka (vabbè su di lui poco da dire) e Buzzati (per me il più grande scrittore italiano del secondo Novecento, terribilmente snobbato) dev'esserti proprio piaciuto. Il modo di distribuzione mi pare alquanto particolare ma visto che è gratis e che provare non costa nulla lo scaricherò...
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blechtrommel
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Grande segnalazione! Quando si parla di Buzzati e Kafka mi si apre sempre un po' il cuore:)... Quoto Tomgil in pieno, soprattutto su Buzzati. I sessanta racconti sono qualcosa di meraviglioso, che consiglio vivamente a tutti.
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JakeChambers
JakeChambers Divèrs
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Devo dare la precedenza nei ringraziamenti a odradek, sia per la parsimonia degli interventi, sia perchè, come mi ricorda Adder, ha un Deranking(TM) addirittura di 2.302, qualunque cosa voglia dire... Ciao odra, grazie di esserti fatto vivo. Anche a me Buzzati piace da morire, sessanta racconti of course, ma "Un amore" uber alles. @Telespalla: e "54" l'hai letto? link rotto
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azzo
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Ottima segnalazione...avessi poi anche il tempo di leggere tutto ciò che trovo interessante...P.s. Anch'io sto piuttosto ottuso, e 'sta cosa del DeRanked mica l'ho capita...
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macaco
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Molto piacevole da leggere la tua rece, complimenti!
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ThirdEye
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Ottima segnalazione Jake. "Modalità di distribuzione di un prodotto che permette l'uso, la modifica, la copia...": in che senso modifica del prodotto? interessante questo copyleft, ed è piacevole notare come strumenti "ambigui" come internet, se usati in modo giusto e consapevole, possano portare beneficio per tutti
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desade
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Incuriosisce la rece.Ben fatto
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JakeChambers
JakeChambers Divèrs
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Riprendo il commento di ThirdEye per puntualizzare un paio di cosette. La definizione di "copyleft" presa dal dizionario Zingarelli, è molto generica e per certi versi un po' ambigua, dal momento che si riferisce al principio ispiratore di molte licenze commerciali, le quali quali differiscono leggermente l'una dall'altra. Ad esempio la licenza Creative Commons, sotto la quale sono rilasciate le pagine web di debaser, permette la copia e la libera distribuzione ma non la modifica. In modo simile viene rilasciato il testo oggetto della recensione. Per ulteriori delucidazione cedo la parola agli stessi Wu Ming: Il copyleft spiegato ai bambini - di Wu Ming 1 Il campo dove il copyleft si esprime nella sua pienezza è quello dell'informatica, dove viene evocato l'altrettanto importante concetto dell'open source, o "sorgente aperta". Mettendo a disposizione il listato del programma (codice sorgente), è in effetti possibile modificarlo a piacimento (a patto di averne le capacità) e distribuire liberamente la copia modificata. Il discorso sarebbe molto lungo e specifico, dirò soltanto che ottimi esempi di open source sono il sistema operativo Linux, il browser Mozilla Firefox, il programma per il P2P emule. Ci sono anche esempi di testi letterari "open source", anche se sono più rari, nei quali i lettori possono liberamente apportare le modifiche che vogliono e ridistribuire il testo modificato. Mi sembra che anche i Wu Ming in passato abbiano tentato un esperimento del genere.
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Blackdog
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Gran bel texto, Jake. Saludos copyleftati.
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ThirdEye
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Grazie per la delucidazione Jake...una domanda, visto che non ne capisco molto (in generale): wikipedia si può considerare un testo open source?
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JakeChambers
JakeChambers Divèrs
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