Gli amanti delle etichette lo chiamano Emo-Core, il che significa un Hard Core più emotivo. Il sound di questo gruppo formatosi a Washington DC nel lontano 1988 evolutosi attraverso 10 album è intenso e variopinto. Si va dai Minor Threat agli Embrace (non confondiamo con quelli UK), da Jimi Hendrix a Ted Nugent. Le sonorità sono complessivamente cupe tanto che sembra di aver sregolato i bassi dello stereo, ma era così anche l'ottimo "In On The Killtaker". Segnalo decisamente "Life And Limb" che mi ricorda le migliori cose dei Sonic Youth di "Dirty" e la suprema "Strangelight", canzone melodica che sembra quasi una demo da tanto è grezzo il sound. La seconda canzone del disco dal titolo "Cashout" parte, dopo una curiosa intro senza titolo, come qualcosa degli Smashing Pumpkins dei tempi di "Gish". Buon lavoro questo di Ian MacKaye e Guy Picciotto. Io comunque preferivo "Red Medicine" del 1995.
Classificare i Fugazi sarebbe un crimine e un'offesa verso di loro.
Le tracce sono potenti, belle ed emozionanti, anche se lascia un po' d'amaro in bocca.
La prima alterna una strofa cantata in modo straziante da Picciotto ad uno dei ritornelli più emozionanti e melodici di tutta la loro produzione.
La title-track chiude l’album con un urlo strozzato di MacKaye che mette la parola fine ad una storia perfetta.