Nel contesto del grindcore americano, ho sempre considerato i Full of Hell come la più grande risposta moderna alla monumentale eredità lasciata dai Brutal Truth.
So che molti puristi del genere potrebbero non essere d'accordo con questo paragone, ma personalmente, ho più volte percepito delle somiglianze tra la leggendaria band di Dan Lilker & co., e questi pazzi del Maryland. La loro volontà di sperimentare, in un genere violento, anti-musicale e intransigente come il grindcore, non fa che portare alla mente di un appassionato ascoltatore come il sottoscritto, dischi unici ed iconici del calibro di Sounds of the Animal Kingdom e ancor di più, Need to Control. Due album che, a loro modo, reinterpretavano il genere in maniera intelligente ed efficace.
Fin dai loro esordi, i Full of Hell sono stati in grado di raccogliere e amplificare gli elementi sperimentali ed eclettici proposti dagli album citati, con grande coraggio e maestria, se non addirittura in modo ancora più originale. Le loro collaborazioni con artisti come Merzbow, The Body e Primitive Man hanno senza dubbio contribuito a far evolvere la loro musica, oltre a contaminarla in modo rilevante. Grindcore d'avanguardia e senza compromessi, fedele alla vecchia scuola, ma ricco di ispirazione.
Ed eccoli tornare quindi, con Coagulated Bliss, rilasciato sull'etichetta Closed Casket Activities. Un album che, esattamente come questo genere di musica comanda, si impegna a sgretolare i timpani dell'ascoltatore, con venticinque minuti di violenza sonica esasperata, ma suonata con estro e tanta voglia di osare. In termini di qualità, solo Trumpeting Ecstasy (2017, Profound Lore) ci si avvicina, ma Coagulated Bliss eccelle per eterogeneità ed eclettismo. Queste qualità, non sempre apprezzate da tutti, hanno suscitato diverse critiche nelle prime settimane seguenti all'uscita del disco, a causa di un sound più snello e molto più ibrido rispetto al passato. Oltre all'assalto grind abituale, il nuovo album aggiunge, infatti, elementi mathcore e dissonanze tipiche dell'hardcore più caotico e sghembo, con chiari riferimenti a band come Converge (Jacob Bannon canta su Malformed Ligature), Botch, The Dillinger Escape Plan e altri illustri "matematici".
Per chi scrive, queste similitudini sonore sono innegabilmente un pregio del disco, non un difetto. In quanto a pesantezza quest'album non scherza affatto! L'approccio dei Full of Hell è, come al solito, terremotante e brutale, ma anche molto più dinamico e imprevedibile. Brani come Schizoid Rupture, Vacuous Dose, Half Life of Changelings, Transmuting Chemical Burns, Gasping Dust, Malformed Ligature o Vomiting Glass dimostrano, ancora una volta, una furia sonora implacabile, che sa quando rallentare o insistere con ritmi martellanti, dando spazio inoltre a sperimentazioni noise e sludge metal, come emerge da Bleeding Horizon e Fractured Bonds to Mecca. Uno sciame di insetti velenosi, indiavolati e incontrollabili, pronti a flagellare tutto ciò che incontrano... ma sotto forma musicale.
Coagulated Bliss è un'ulteriore dimostrazione, da parte dei Full of Hell, di essere una band coraggiosa, con una forte identità e una notevolissima padronanza dei propri mezzi. Queste caratteristiche permettono loro di creare (non)musica in totale libertà, risultando nuovamente in un disco grindcore potente, innovativo e assolutamente devastante.
Un saluto ai lettori di Debaser!
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