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Gabriel Garcìa Màrquez
Cent'Anni Di Solitudine

()

Voto:

Prova a fuggire da Macondo.

Non puoi.

Chiudi il libro e sulla spalla senti la mano con la benda nera di Amaranta, seduto accanto a te c'è Melquìades lo zingaro, sorride senza denti e gira tra le mani la sua nuova invenzione, dal corridoio ti arriva la musica di Pietro Crespi.
Lo riapri, e la stanza ti si invade di formiche rosse e delle farfalle gialle di Mauricio Babilonia, in tasca trovi la polvere rossa che avevi nascosto dalla fame di Rebeca, fuori inizia a piovere, sulle pareti fioriscono begonie.

Ora che davanti al patibolo d'esecuzione ci sono io, penso alla storia di cent'anni di questa stirpe, uno scorrere di generazioni, divisa tra venti capitoli e l'assurda paura che un discendente possa nascere con la coda di maiale, divisa tra pagine che si moltiplicano, che invertono il tempo, lo dilatano, ma accorciano le distanze di un mondo di astrazione, nella mano di uno scrittore che tesse di un realismo magico i personaggi, intreccia vicende, terre, viaggi, un posto che ti si costruisce davanti agli occhi lentamente, dove tutto si muove e tutto resta fermo. Penso che l'Ostinazione ha il sapore delle trentadue rivoluzioni sollevate nella guerra civile, tutte perse. 

Esattezza é la parola giusta per la breve felicità del Colonnello Aureliano Buendìa e la piccola Remedios dalla pelle di giglio e dagli occhi verdi.

Che cos'è l'Amore me l'ha detto Ursula, i suoi occhi sigillati dalle tenebre la facevano inciampare sui suoi stessi passi, ma era l'unica a vedere ancora lo spettro di Josè Arcadio Buendìa sotto il castagno.
La Passione ha il colore del buio della notte, delle lenzuola umide su cui si stendeva Pilar Ternera, la donna che con la sua risata spaventava le colombe e che insegnò a Josè Arcadio per la prima volta come amare. La Stasi ha il suono di ogni goccia dei quattro anni, undici mesi e due giorni di pioggia, quando ciò che ci tiene in vita non è più nemmeno l'istinto di conservazione, ma diventa l'abitudine alla paura. 

La Rassegnazione somiglia al circolo vizioso dei pesciolini d'oro del Colonnello Aureliano Buendia, in un luogo dove la vita consuma e ripete sè stessa infinite e infinite e infinite volte, in un anello dove gira la stessa pioggia, gli stessi nomi, la stessa guerra, gli stessi fantasmi, dove tutto resta e niente se ne va mai davvero, e se anche i personaggi muoiono, ritornano sempre, dove anche la realtà sfuma i suoi contorni, si fa opaca, si fa nebbia, si perde nella peste dell'insonnia che colpì il villaggio e nell'alienazione di Josè Arcadio Buendìa.

Consapevole che anche mirando al cuore, potrei colpire l'unico spazio vuoto in mezzo al petto, so che nome dare a quel fondo di solitudine che riconosco nei miei occhi, quando mi specchio in una pozzanghera, seduta nel mio cerchio di gesso. E' lo stesso dei Buendìa.

 

(All'Aureliano Buendia che ho conosciuto io.)

Ultimi Trenta commenti su CinquantaTre

Oo° Terry °oO
Oo° Terry °oO
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Saab, non diciamo cazzate.


kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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bhé il commento di Saab è interessante e in parte condivisibile. Ho sempre pensato che Marquez fosse un furbone affabbulatore, però essendo anche un'inguaribile romantica questo romanzo-saga mi piaque e tanto. Non sono però riuscita a leggere gli altri. Solo questo, e bastante.


fiquata
fiquata
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Gran libro, gran figlio di zoccola che è Marquez. Kosmo, se sei una romanticona, prova pure con L'amore ai tempi del colera. Quello, per i romantici, è ancora più "bastante" ;)


saab
saab
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Ma quali cazzate: sembra che Marquez ti dica:comprami che ti faccio piangere e fare la figura dell'intellettuale in una botta sola. Gli scrittori nominati da Voodoomiles sono un'altra cosa, anche se il poveo Wallace era un po' autoreferenziale (La Scopa Del Sistema, però è bellissimo). Bolano, invece è da leggere in lungo e in largo. Comunque il romanzo più bello degli ultimi decenni, per me, è Meridiano Di Sangue di Cormac McCarthy. E i racconti di William Vollmann.


saab
saab
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Zaireeka, sicuramente di Baricco si lava di più, così a occhio...


mocampo
mocampo
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cazzo...il mio romanzo preferito e dunque....


odradek
odradek
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Un po' ha ragione Saab, nel suo primo post, peccato tutta quella sicurezza su giusto e sbagliato, grandi e piccoli. Peccato anche che nella perentorietà per me incomprensibile appaiano: 1) un po' autoreferenziale riguardo a Wallace (poi salva la scopa e non infinite j) e la cosa però fa anche sorridere e quindi va bene, buon umore va bene 2) sancisce miglior romanzo degli ultimi decenni (!!!) accipicchia che sicumera - il meridiano e La strada, che se li mangia tutti, in un boccone cieco non trova posto nemmeno per la nominescion.. - Un po' ci ha ragione Saab, io cent'anni l'ho letto quando uscii in italia ed è passato un po' di tempo naturalmente ho ridimensionato il giudizio positivo, ma non mi viene voglia di esercizi di antropologia spicciola o d'esprimere sprezzanti giudizi sui non lettori. Bacio le pagine di E.F. Wallace, benevolmente "salvato" nonostante la sua "autoreferenzialità" e ringrazio per la concessione di letture "in lungo e in largo" di quelle di Bolano. Anche se si passa raramente c'è sempre da imparare, in DeB! - ciaU


saab
saab
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Ondadrek, scusami, ma io ho detto PER ME, quando ho parlato di Meridiano Di Sangue( che comunque ritengo superiore a La Strada, a cui preferisco,per esempio, Io Sono Leggenda di Matheson, , per quel genere). Ovvio che in così poco spazio uno sembri arrogante, perchè deve semplificare. Non volevo sputare sentenze, pardon. Infinite Jest è geniale, ma faticoso e destrutturato, per questo preferisco il primo. Questione di gusti (a questi livelli). Mi scuso ancora per il tono.


saab
saab
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Scusa ti ho sbagliato il nick..


odradek
odradek
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Ondadrek non è male, e curiosamente "Onde" era anche il nome di un negozio di dischi che avevo una dozzina d'anni fa, quindi un po' ci azzecca. Si, certo, semplificare è d'obbligo, e la semplificazione porta a volte con sè la perentorietà, ma questa non aiuta la conversazione, che per quel che mi riguarda, si arricchisce quando alle certezze (anche "personali") si sostituiscono i dubbi o almeno la disponibilità a prenderli in considerazione. In caso contrario tutto somiglia troppo a roba da tifoserie, uno contro l'altro "armati" e lo trovo noioso, oltre che inutile. Poi visto ch siamo nel regno dell'opinabilissimo e del personale, permettimi di comunicarti che l'accostamento de "La strada" a quell'altro libro che citi mi ha prodotto un brivido freddo e un malessere fisico.. Tutta roba che passa in un attimo, sia chiaro, niente di irreparabile, ma quanto son strani i "gusti", non trovi?


saab
saab
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Ok, pace? Lo so che dal punto di vista letterario la strada è superiore a quell'altro. Solo che non mi sembra un libro di McCarthy che , come si sarà capito, è il mio scrittore feticcio. Lo preferisco quando tratta argomenti più vicini alle sue radici antropologiche. Adesso vado, se no le sparo troppo grosse.


odradek
odradek
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:))) anch'io non scherzo - P.S. stando sul "tema" uomo solo dopo la fine del mondo, ti giro un titolo, che è ancora un'altra cosa rispetto a quelli citati ed è una scoperta che ho fatto su DeB, tra i commenti proprio nella rece di "La strada". Il libro è Dissipatio H.G. di Guido Morselli, del 1973. L'hanno ristampato nel 2009. E hanno fatto bene. ArriciaU


vinia
vinia
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questo libro è stata la rivelazione della mia vita ;)


voodoomiles
voodoomiles
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Andando per gradi Trigonometria tennis tornado etc.., La scopa della civiltà, e poi Infinite Jest immenso.(da recensire più di pancia che di testa, ma chissà quando). Di McCarthy conosco solo La strada e l'epico La Trilogia della Frontiere (un Meridiano di Sangue al presente?), di Bolano 2666 uno e due, atteso un anno per l'altro.
Cosmopolis ad oggi è per me il più convincente di De Lillo.
Leggono bene i debaseriani! un nuovo circolo filosofico-letterario dopo Rituali Urbani!


telespallabob
telespallabob
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Sarà quel che volete però a me non ha mai detto niente e sarà sempre così. Problema di Marquez che fa il ruffiano e il facilone? Problema mio che certe immagini e certa poesia non riesco a comprenderla? Possono essere entrambe le cose. Recensione splendida, non c'è che dire su quella


macaco
macaco
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Sará che non son colto come voi peró é un gran libro. W il sudamerica!!


Appestato mantrico
Appestato mantrico
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sarò pure io facilotto e nonlettore? Però questo libro, cazzo.


aries
aries
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Come il fratello di Rino Gaetano, evito di criticare i libri prima di averli letti, ma non sono mai riuscito a reggere gli autori sudamericani per più di un libro... il migliore di tutti è Bolano, del quale ho letto un finto saggio dedicato alla letteratura nazista sudamericana che mi ha fatto spanciare dalle risate. Rece bella e suggestiva, ma ci sono almeno altri 525 libri che vorrei leggere prima di questo...


lux
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Mi sciolgo. La sfida è siffatta: questo o La casa degli Spiriti di Allende?


il trucido
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la meraviglia di fronte al ghiaccio


paloz
paloz Divèrs
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Capolavoro immenso. Dovrebbe essere obbligatorio a scuola.


lazy84
lazy84
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è impossibile dimenticare macondo


carlo cimmino
carlo cimmino Divèrs
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Interessante il commento di saab. Ma forse un po' "cattivo" (rigorose le virgolette). Cent'anni, oltre che un purtroppo indimenticabile filmaccio di Ninì Grassia con il duo Gigi D'Alessio-Mario Merola, è oramai un classico. Gode dunque di inevitabile notorietà. Ho amato tantissimo il Marquez di "Cent'anni di solitudine" e di "Cronaca di una morte annunciata" (niente male di quest'ultimo anche la rivisitazione cinematografica del solito grandissimo Francesco Rosi con il solito Volonté). Mi sono arreso a "L'amore ai tempi del colera" che non mi è mai riuscito di portare a termine. Forse Marquez mi ha un po' stancato. Ma Cent'anni di solitudine è impeccabile. Cinque. Se non altro per la presenza dell'eroe senza tempo il colonnello Aureliano Buendia e le sue trentadue rivoluzioni.


voodoomiles
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« Nessuno può cantare o ballare con una sensualità così innocente come quella di Shakira. » (Gabriel García Márquez)


casamorta
casamorta
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<Però se devo balè meglio i Mammut de la Shaki> ;)


joe strummer
joe strummer
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e vogliamo parlare del bellissimo e amaro finale?


Meco
Meco
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mi sono avvicinato a questo romanzo con delle aspettative molto alte, ma sono rimasto parecchio deluso... di marquez avevo letto "l'autunno del patriarca", che mi aveva sfiancato al punto tale che pensavo potesse essere un caso isolato e sfortunato nella sua bibliografia e che "Cent'anni" fosse qualche spanna sopra, invece mi sono ritrovato a sorbirmi un altro polpettone, nell'attesa vana che venisse giustificato il termine "capolavoro" usato per definirlo...


progg_nait94
progg_nait94
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Dio santissimo che rece


Karma
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Meco, mi hai fatto ritornare su questa pagina dopo due anni abbondanti, tanto così ancora e neanche mi ricordavo la password d'accesso..per cento ragione diverse mi sento di dire ancora che Cent'anni di solitudine resta uno dei miei libri preferiti, nonostante sia in grado di riconoscerne forse "difetti" che due anni fa non ci avrei visto. c'è chi lo considera un furbo Màrquez, e forse non mi sento di contraddire, in fondo L'amore ai tempi del colora mi ha lasciato addosso anche questa di sensazione. credo ci sia un che di geniale tuttavia, che se anche non hai riconosciuto non puoi non aver sentito. ogni tanto lo riapro ancora, ma finisco per rileggere sempre le stesse pagine, anche adesso quelle del mancato suicidio di Buendia mi fanno sentire addosso un senso di rassegnazione e di tristezza che non so ancora come definire. per chi passerà di qui e ha questo libro nello scaffale della sua libreria mi sento di consigliare Pedro Páramo di Juan Rulfo. La città di Comala è molto più piccola del villaggio di Macondo, ma i suoi abitanti conoscono e parlano la stessa lingua. grazie mille Progg_nait94


ALFAMA
ALFAMA
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alcune pagine mi hanno veramente annoiato, credo sia normale in mezzo a tante pagine, forse troppe. La noia è una qualità comune anche nei capolavori, altrimenti saresti costretto a rileggere il libro. Invece una scusa ci vuole. Non sopporto rileggere libri


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