Copertina di Garth Jennings Guida Galattica Per Autostoppisti
primiballi

• Voto:

Per appassionati di fantascienza, fan del libro originale, cinefili interessati ad adattamenti, lettori critici
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Pochi i fortunatissimi casi nei quali un film non ha nulla da invidiare al libro che l'ha ispirato e "generato" (mi vengono in mente, al volo, "Il Padrino", "Eyes Wide Shut", "Odissea Nello Spazio", e pochissimi altri...).

Ecco, con tutta la buona volontà del mondo (credo nella loro di attori, produttori, registi, ecc... ed ovviamente nella mia di spettatore), questo film non è tra quelli. Ed è un peccato, volendo, anche se si tratta di un peccato ampiamente prevedibile.

Prevedibile perché la guida galattica di Douglas Adams è sì un indubitabile capolavoro, ma incredibilmente sui generis: pieno di idee esilaranti, di non-sense (disastrosamente datati...: quant'erano avanti quegli anni...e quanto sono indietro questi, dominati da cabarettisti di bassissima lega?), di botte di fantasia e d'assoluta ironia.

Ma quant'era anche privo di ritmo e struttura? Ma, intendiamoci, non era un difetto...era un "altrove". Quel libro era un'eccezione a tutte le regole di sempre e d'allora, ed oggi sarebbe decisamente più impensabile, ineditabile (ma non invendibile...la gente è meno stupida di quanto la si fa...) di quando venne pubblicato. Ovvio che la resa cinematografica non possa essere stata del tutto positiva, e che si sia pesantemente rischiata l'inutilità.

Il film è reso possibile (come, mutatis mutandis, ma mutatis molto molto, è successo col "Signore Degli Anelli") dal progresso tecnologico...e qualcuno prima o poi "scoprirà" la realizzabilità del ciclo della Fondazione di Asimov...e allora sì che sarà un bel rischio...

Ma non tutto ciò che è diventato possibile è, in concreto, da fare.

Non ci sono obblighi, non ci son tormenti...che un'opera rimanga soltanto sulla pagina scritta non è previsto da nessuna parte che sia un reato, ed a volte, in questo mondo malato di grottesco progressismo obbligatorio, bisognerebbe avere il coraggio del conservare, il coraggio del culto dell'originale che, in questo caso, merita sicuramente di più una rilettura sana, solitaria e "divanosa" che un'interpretazione cinematografica.

Ciò premesso, ci si diverte, il film è ben fatto e piuttosto ridicolo. A tratti rispetta l'originale letterario anche negli intenti (o nei supposti tali...). E verrebbe da dire che può essere un buon viatico per chi non ha letto il libro... Lo diciamo, davvero? Bah...personalmente preferirei un mondo dove certi autori, anche ironici, goliardi, minori e recenti, li consigliassero a scuola.

Ancora una volta...: accontentiamoci.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione mette in evidenza la difficoltà di tradurre il capolavoro letterario di Douglas Adams in un film altrettanto riuscito. Pur riconoscendo il valore del film e la tecnologia che lo rende possibile, si sottolinea come l'opera originale rimanga un'esperienza unica e inimitabile, consigliando una rilettura del libro piuttosto che affidarsi esclusivamente alla trasposizione cinematografica.

Garth Jennings

Regista e sceneggiatore britannico noto per l'adattamento cinematografico di The Hitchhiker's Guide to the Galaxy (La Guida Galattica per Autostoppisti), per Son of Rambow e per il film d'animazione Sing.
01 Recensioni