Copertina di Gastr Del Sol Camoufleur
hiver

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale, post-rock, ascoltatori curiosi e amanti delle atmosfere rarefatte e maturi.
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LA RECENSIONE

Una domanda: il Buon Recensore deve ascoltare un lavoro en passant, scrivendo velocemente le sue impressioni, oppure dovrebbe consumarlo fino a farlo suo? Ecco, io per l’album in questionem, sono vittima dell’ascolto reiterato e sono ormai condizionato dall’affetto che deriva dalla familiarità.

David Grubbs è un personaggio dalla personalità complessa e sfaccettata, che conquista poco a poco. Pianista e chitarrista dalla inesauribile voglia di sperimentazioni (acustiche e non) che lo portano ben lontano dalle etichette strettine che gli sono state appiccicate e che generalmente lo confinano nel macro-mondo del post-rock che sta conoscendo una seconda giovinezza proprio in questi anni affollati. Ma le etichette, si sa, servono solo agli archivisti con scarsa immaginazione o ai tecnocrati dello scaffale. Insomma, cercherò di essere onesto come è onesta la musica di Grubbs: qui non siamo nei paraggi del solito capolavoro da descrivere a colpi di superlativi stucchevoli e ripetitivi (The Serpentine Similar, è notevolmente più ispirato), e se nei precedenti lavori era più riconoscibile l’approccio slintiano nella struttura dei brani, in quest’album si può godere di atmosfere più rarefatte in cui sostanzialmente non trovano spazio strumenti elettrificati ma solo una misurata dose di elettronica che contribuisce a costruire visioni grandangolari e sommesse. Mai malinconiche.

Siamo di fronte a un lavoro che sta per raggiungere il rispettabile giro di boa del secondo lustro di vita (l’album è datato 1998) e che invecchia bene come le buone bottiglie di vino rosso. È un disco piccolopiccolo che conta sette canzoni per soli quaranta minuti di musica, ma molto più adulto di tante produzioni grandigrandi. E poi… la prima traccia, The Season Riverse, vale da sola il prezzo del biglietto.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Camoufleur' di Gastr Del Sol come un album da ascoltare con calma e affetto, lontano dalle etichette commerciali. David Grubbs propone atmosfere rarefatte, con poca elettronica e nessuna chitarra elettrica dominante. Un disco maturo, di piccole dimensioni ma ricco di contenuti, che migliora col tempo e si distingue per la sua originalità e profondità.

Tracce testi video

01   The Seasons Reverse (05:51)

Leggi il testo

02   Blues Subtitled No Sense of Wonder (06:32)

03   Black Horse (05:24)

04   Each Dream Is an Example (05:41)

05   Mouth Canyon (03:47)

06   A Puff of Dew (06:20)

07   Bauchredner (07:09)

Gastr del Sol

Gastr del Sol è un progetto statunitense di post-rock/avanguardia fondato da David Grubbs nei primi anni ’90 a Chicago; dal periodo centrale la formazione ruota attorno al duo Grubbs–Jim O’Rourke. Attivi fino al 1998, hanno pubblicato lavori su Drag City che fondono acustica cameristica, minimalismo e sperimentazione.
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