Copertina di Gato Barbieri The Third World
Purple_Haze

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Per amanti del jazz sperimentale, appassionati di musica mondiale, ascoltatori di free jazz e musica d’avanguardia
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LA RECENSIONE

Si parte con la "Cancion del Llamero": una melodia semplice, popolare, ma così emozionante ed evocativa, che subito si capisce l'intento del nostro: un album che sfrutta i mezzi espressivi jazzistici per raggiungere uno scopo che esula dal linguaggio utilizzato, una sorta di manifesto universale del terzo mondo. Non a caso i brani scelti fanno parte del repertorio della musica brasiliana (Zelao, Bachianas Brasileiras), ma anche di quello sudafricano (Haleo And The Wild Roses). È tuttavia in Tango di Astor Piazolla che si comprende quale sarà l'umore che pervade l'intero album ed il modo in cui Barbieri tratterà i temi trasformandoli inesorabilmente. Mentre il contrabbasso pulsa con precisione ed il piano disegna arpeggi cristallini, il tema viene esposto con passione, in un crescendo emotivo denso e sofferto. Il sax di Gato ruggisce e si dimena, non segue più accordi o scale: viaggia in bilico sulla sottile linea che divide le esperienze d'avanguardia del free jazz con l'influenza coltraniana di dischi come "A love supreme" o "Ascension".
Il suono si fa puro pathos, eccessivo, quasi insostenibile
. Trasfigurato, violentato per raccontare le violenze di un popolo, idealmente carico dell'urlo dei miliardi di sfruttati del mondo intero. Questo è un disco che non fa sconti, un disco difficile, ma incredibilmente intenso.

Da non sottovalutare l'apporto dei musicisti che accompagnano Barbieri in questo progetto: il basso di Charlie Haden, il piano di Lonnie Smith Jr. , come anche le percussioni e gli interventi del trombone creano un tappeto ritmico e melodico perfetto, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento della tensione parossistica che esplode dalle note del leader.

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Riassunto del Bot

The Third World di Gato Barbieri è un album che usa il linguaggio del jazz per esprimere le tensioni e le emozioni del Terzo Mondo. Tra melodie popolari e influenze di Astor Piazzolla, Barbieri crea un sound intenso e carico di pathos, supportato da grandi musicisti come Charlie Haden e Lonnie Smith Jr. Il disco è difficile ma appassionante, un vero manifesto di sofferenza e resistenza.

Tracce

01   Introduction (11:04)

02   Zealo (08:02)

03   Antonio das Mortes (09:26)

04   Bachianas Brasileiras (10:58)

Gato Barbieri

Leandro “Gato” Barbieri (1932–2016) è stato un sassofonista tenore argentino. Emerso tra free e spiritual jazz, è noto per la colonna sonora di Ultimo Tango a Parigi e per la tetralogia di album che fonde jazz e ritmi sudamericani.
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