Copertina di Genesis A Trick of the Tail
VinnySparrow

• Voto:

Per fan del progressive rock, appassionati di genesis e musica classica rock, cultori di concept album, ascoltatori curiosi dell'evoluzione dei grandi gruppi rock degli anni '70
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LA RECENSIONE

Ispirato da una piacevolissima conversazione avuta qui su DeBaser con un caro amico mi sono deciso a ri-ascoltare per la miliardesima (forse) volta questo meraviglioso album dei Genesis, "A Trick Of The Tail" il primo album senza il grande Peter Gabriel.

Come tutte le band leggendarie quando un leader abbandona la nave, poi non si sa cosa può succedere e sopratutto non si sa come il pubblico può prendere la cosa. I Pink Floyd hanno dovuto lottare con questo "fenomeno" creato dai media e sopratutto dal pubblico dopo "l'abbandono" di Roger Waters, così molte altre band...nel 1976 è la volta dei Genesis. Gabriel era troppo stretto a tutti gli aspetti "teatrali", al suo essere un artista "camaleontico", la sua passione nel trasformarsi nei personaggi scritti nelle canzoni della band. Il resto della band invece premeva per mettere in primo piano gli aspetti tecnici della band, aspetti tecnici notevolissimi tra l'altro...La band ha sempre vantato musicisti eccelsi quindi penso che era normale per loro voler mettere "più in luce" anche la loro arte oltre quella di Gabriel.

L'entusiasmo, la voglia di colpire positivamente il pubblico, il far notare il meno possibile l'assenza di Gabriel ha portato la band a dare alla luce "A Trick Of The Tail", un concept album che a parer mio non si discosta per niente dai precedenti grandi lavori. Il clima, l'atmosfera creata è sempre la stessa...ci rittroviamo a vivere nella ennesima e meravigliosa fiaba, una fiaba che solo i Genesis possono raccontare in modo così delicato, dolce e magico. L'album contiene dei pezzi straordinari, per essere precisi tutti i brani sono straordinari, certo "Entanglend" fa sognare, delicata, un volo tra le nuvole...poi arriva "Squonk" che in alcuni momenti sembra una versione cantata dell'ultimo indimenticabile pezzo dell'album "Los Endos" e su questo c'è poco da stupirsi dato che stiamo parlando di un concept. Molto probabilmente è proprio "Los Endos" il brano più bello del disco, una chiusura eccezionale che non può che lasciare i fan letteralmente a bocca aperta, e anche i più accaniti sostenitori di Gabriel penso che non possono negare che la band è riuscita a tirar fuori dal cilindro un disco grandioso anche senza il loro leader.

Certo, ora se pensiamo a "Foxtrot" a "Nursery Cryme" a "Seeling England By The Pound" o allo stesso "Broadway" entriamo in un tunnel di considerazioni che non riusciremo a vederne la luce per mesi, perchè poi entra in ballo il gusto soggettivo e lì è inutile discutere, proprio per questo motivo non voglio confrontare questo album con i precedenti lavori. Come giustamente hanno fatto notare in molti in questo album manca quello che possiamo chiamare il pezzo "epocale", la "Supper's Ready" di turno per intenderci...oppure la "Firth To Firth"...solo per citare due brani "mostruosi"...questo è innegabile...ma è anche innegabile che "A Trick Of The Tail" pur non contenendo "il brano che fa la differenza" al suo interno ha comunque tutti brani meravigliosi e almeno a mio parere nessuno può essere messo da parte. Il cantato è meravigliso, la parte musicale è come al solito sublime e l'album scorre che è una meraviglia, ascoltarlo ad occhi chiusi è estasi pura!

Che dire, i Genesis, almeno con questo e il successivo album sono riusciti a farsi valere, hanno tirato fuori la grinta e la giusta ispirazione per creare almeno due opere straordinarie in assenza di Peter Gabriel, i Floyd non ci sono riusciti, si lo devo dire...da fan dei Floyd devo dirlo...dopo "Final Cut" e dopo l'addio di Waters i Pink Floyd non sono riusciti a fare un album degno del loro nome..."A Momentary Lapse Of Reason" non è a parer mio un album riuscito, o per meglio dire...non è un album degno del nome della band che lo ha creato...andrà decisamente meglio in "The Division Bell", ma l'assenza di Waters si è sempre sentita. In "The Trick Of The Tail" l'assenza di Gabriel si sente ? A mio parere no, la band è riuscita perfettamente a mantenere altissimo il livello tecnico-musicale di cui ci aveva abituato per anni. Stessa cosa sono riusciti a fare perfino con il successivo album "Wind & Wuthering" che forse non è bellissimo come questo ma comunque un disco riuscitissimo e degno del nome di chi l'ha creato. Dopo di quello...però...la disceva si è avvertita anche nei Genesis.

Ora, che voto possiamo dare a questo album ? A freddo, su due piedi così...darei il massimo, 5 stelle, sarebbe un peccato non dargli le 5 stelline, ascoltandolo oggi sarebbe ancora più opportuno dargli cinque stelline..."averceli dischi così oggi"...come si dice...!!! Però poi devo anche tenere in considerazione tutta la produzione dei Genesis, e prendere in esame tanti altri aspetti. Per cui io ritengo opportuno dare cinque stelle a "A Trick Of The Tail" precisando però che lo ritengo appena un "gradino" sotto i precedenti lavori. Naturalemente questa mia ultima considerazione è del tutto soggettiva e contestabilissima. Data la sottilissima differenza che ci può essere tra questo e i precedenti album è chiaro che molti potrebbero non trovarsi d'accordo e reputare questo album un capolavoro assoluto tanto quanto i precedenti. Penso che la cosa a questo punto sia troppo soggettiva. In ogni caso penso che tra fan dei Genesis siamo tutti d'accordo sul dire che "A Truck Of The Tail" è un album sublime, un capolavoro ? Molto proabilmente si!

VinnySparrow

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'A Trick of the Tail' come un capolavoro dei Genesis, nonostante l'assenza del leader Peter Gabriel. L'album mantiene l'atmosfera magica e tecnica tipica della band, con brani straordinari come 'Entangled' e 'Los Endos'. Viene sottolineata la capacità della band di mantenere alto il livello artistico e tecnico, offrendo un lavoro di qualità pari ai suoi predecessori. La recensione esprime entusiasmo e assegna il massimo punteggio.

Tracce testi video

01   Dance on a Volcano (05:55)

04   Mad Man Moon (07:35)

05   Robbery, Assault and Battery (06:16)

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06   Ripples... (08:06)

07   A Trick of the Tail (04:35)

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Genesis

I Genesis sono uno dei gruppi fondamentali del progressive rock britannico, fondati alla fine degli anni '60. Dopo una prima era dominata da atmosfere sperimentali e visionarie con Peter Gabriel, il gruppo evolve verso un pop più accessibile sotto la guida di Phil Collins, vendendo milioni di dischi ma facendo discutere ogni fan su quale sia la 'vera' essenza del gruppo.
116 Recensioni

Altre recensioni

Di  Grasshopper

 Con il senno di poi si può pensare: ma come hanno fatto a non accorgersi che una voce più 'gabrieliana' di quella di Peter Gabriel ce l’avevano in casa?

 Difficile se non impossibile trovare un punto debole: il funerale dei Genesis è rimandato a data da definire.


Di  London

 Hai voglia di immergerti in un mondo fantastico, di fuggire dalla realtà per una manciata di minuti.

 Sei quasi alla fine, le note che segnano la chiusura, le senti in lontananza? Arriva il momento di svegliarti e abbandonare il pazzo mondo del 'Trucco della Coda'.


Di  Savickas

 Avete rotto er cazzo co' Peter Gabriel.


Di  paolofreddie

 Phil si dimostra, per il momento, il degno successore di Peter Gabriel.

 Un album meraviglioso che entra di diritto tra le perle del progressive.