Copertina di Genesis ... And Then There Were Three
STIPE

• Voto:

Per appassionati di musica progressive rock, fan dei genesis, amanti delle recensioni emozionali e nostalgiche, cultori della musica classica rock anni '70
 Dividi con...

LA RECENSIONE

L'infanzia, i momenti e le giornate passate insieme. Quanti ricordi, quante emozioni, momenti unici. Sempre insieme, nonostante il tempo che passa, compagni di viaggio. Amici, o meglio fratelli che ti accompagnano per tutta la tua vita, condividono con te i dolori e le gioie della vita. Sempre al tuo fianco, insieme coinvolti in un periodo dove ognuno scopre se stesso, e chi ti sta accanto. Conosci ogni cosa dell'altro e sai che anche se il tempo è passato, i ricordi resteranno sempre nei cuori dei "Tre" che li hanno vissuti e sono stati partecipi di questa magnifica avventura che non dimenticheremo mai. Niente cancellerà quei giorni e quelle emozioni magnifiche e splendide, come una volta insieme e speriamo che l'amicizia duri in eterno con la consapevolezza che ciò che è passato non tornerà, ma tutto ciò che c'era esiste ancora...

Ecco cosa significa per me questo album. Il titolo rispecchia perfettamente il periodo che io e i miei due amici fraterni abbiamo passato insieme. Un periodo bellissimo vissuto in perfetta sintonia. Alla base del quale c'era un'amicizia molto forte che ci teneva uniti anche nei momenti difficili.

Come i Genesis di "... And Then There Where Three" anche noi eravamo rimasti in "Tre". Il disco venne pubblicato nel 1978. Dopo l'abbandono di Peter Gabriel anche Steve Hackett lascia la band e i tre superstiti rimasti, Phil Collins, Tony Banks, e Mike Rutherford decidono di andare avanti. Senza Steve Hackett tutte le partiture di chitarra sono affidate a Mike Rutherford.

Il viaggio nei ricordi inizia con "Down And Out" che inizia con un introduzione di tastiere e chitarra. La canzone è eseguita senza l'utilizzo del basso, che è fatto con le tastiere. "Undertow" è un crescendo di emozioni, di magia con un Phil Collins in stato di grazia. Davvero grandiosa. "Ballad Of Big" è caratterizzata dalle tastiere e dalla batteria di Phil. "Snowboun" è un pezzo molto melodico nel quale ci sono tutti gli ingredienti dei Genesis. Magnifica e incantevole è "Burning Rope" che è la traccia più lunga dell'album. Durante i sette minuti ci sono continui cambi di tempo e di tonalità. Molto ispirato pare Mike Rutherford alla chitarra. Davvero unica. "Deep In Motherlode" è anch'essa molto bella con i tre che suonano alla grande. La più malinconica canzone dell' album è "Many Too Many" con un pianoforte che per tutta la durata della canzone delizia l'ascoltatore. Verso la fine è stupenda la parte con le tastiere. "Scenes From A Night's Dream" è il racconto di un sogno. "Say It's All Right Joe" è la storia di un ubriacone che è preso in giro dai re che vengono nominati nella canzone. "The Lady Lies" è una traccia molto bella e classicheggiante. Chiude l'album "Follow You Follow Me" che diventerà un pezzo motlo apprezzato dalle donne, e che rimarrà a lungo nelle classifiche internazionali.

L'album è particolare per l'intensità che vi è tra una traccia e l'altra. Un'atmosfera classica è presente in ogni brano. Qua e là c'è qualcosa dei vecchi Genesis, rimescolata con i suoni della band di quest'epoca. Album compatto e profondamente malinconico.

Nella vita ogni persona vive momenti intensi, indimenticabili e unici. Bisogna viverli al meglio, sperare che durino il più a lungo possibile. Sperare che le persone che li hanno vissuti insieme a te rimangano sempre al tuo fianco e che insieme passerete altri momenti da scrivere nel "libro" delle vostre vite come facevamo una volta... Ma questa è un'altra storia...

Dedicato ai miei due amici di sempre.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione riflette un legame profondo tra l'autore e l'album '...And Then There Were Three' dei Genesis, pubblicato nel 1978. L'opera è vista come colonna sonora di un periodo di amicizia e scoperta, caratterizzata da atmosfere malinconiche e momenti di grande ispirazione musicale. Il disco segnò una svolta per la band, rimasta in trio dopo le partenze di Peter Gabriel e Steve Hackett, con un sound unico e compatto. L'autore dedica l'album ai suoi amici più cari, sottolineando l'importanza dei ricordi che restano indelebili nel tempo.

Tracce testi video

01   Down and Out (05:26)

06   Deep in the Motherlode (05:15)

07   Many Too Many (03:31)

08   Scenes From a Night's Dream (03:29)

09   Say It's Alright Joe (04:20)

Leggi il testo

10   The Lady Lies (06:07)

11   Follow You Follow Me (03:59)

Leggi il testo

Genesis

I Genesis sono uno dei gruppi fondamentali del progressive rock britannico, fondati alla fine degli anni '60. Dopo una prima era dominata da atmosfere sperimentali e visionarie con Peter Gabriel, il gruppo evolve verso un pop più accessibile sotto la guida di Phil Collins, vendendo milioni di dischi ma facendo discutere ogni fan su quale sia la 'vera' essenza del gruppo.
116 Recensioni

Altre recensioni

Di  Grasshopper

 "E poi ci fu il crollo... sarebbe stato il titolo più adatto a questo LP".

 "Peter Gabriel si dimostrò un lusso del quale si poteva anche fare a meno, specie avendo a disposizione un’altra ottima voce come Phil Collins."


Di  London

 "I versi che aprono 'Undertown' sono qualcosa di splendido, partoriti da quel piccolo grande uomo che è Tony Banks."

 "È iniziato il cammino inarrestabile della macchina Genesis."


Di  Tristana

 I veri capolavori dei Genesis sono altri, ma questo cd segna una svolta importante nella carriera del gruppo.

 Undertow, per me la più bella canzone del Cd, si sposa perfettamente con lo stile della copertina, con un sound melodioso e dolcissimo.