Copertina di Genesis ...Calling All Stations...
London

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Per fan di genesis, amanti del progressive rock e del rock anni '90, appassionati di musica con tematiche sociali e testi profondi.
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LA RECENSIONE

Il motivo per cui questo lp sia stato ignorato del tutto dall'ultimo tour d'addio è un peccato.

"...Calling All Stations.." è l'ultimo lavoro in studio dei Genesis (1997), da molti poco considerato almeno tanto quanto l'esordio, acerbo, di fine anni '60. Un conto sono i fan, un altro sono gli stessi autori perchè questo lavoro contiene almeno una manciata di belle canzoni, da poco più di tre minuti s'intende, che il gruppo non produceva almeno dal '78. "Shipwrecked" è bellissima nel suo incedere malinconico in cui le tastiere di Tony si ritagliano uno spazio giusto con i suoni d'archi sintetici, e che dire anche della godibilissima ballad "Not About Us" o della ruvidissima title track. "...Calling All Stations.." parla di solitudini, incomunicabilità, alienazione, fra i dischi del gruppo è quello in cui vengono affrontate maggiormente le tematiche sociali più prossime alla fine del ventesimo secolo. Non c'è più Collins ma non importa perchè queste canzoni sono per la voce roca e profonda di Wilson, cantante e collaboratore particolarmente azzeccato dai vecchi superstiti. In questo lavoro c'è molto Tony, nel bene con "The Dividing Line" e nel male con la pessima "Congo", ma come ha suggerito il produttore Nick Davis, già al lavoro in "We Can't Dance", poteva e doveva essere coinvolto maggiormente Ray Wilson perchè le idee erano buone.

Il coraggio di cambiare per l'ennesima volta in carriera verrà premiato da un discreto successo nonostante il sound progressive sia preistoria, quello pop-rock sorpassato e infatti "...Calling All Stations.." rappresenta un proseguio della semplicità stilistica di "We Can't Dance" ma con molte meno patinature, più grezzo in cui le tastiere di Banks o si limitano a ricamare tessuti sullo sfondo o generano suoni martellanti e ipnotici come nella potente e bellissima "The Dividing Line" (uno dei brani più belli della loro produzione) in cui per la prima volta nella storia del gruppo c'è un quasi assolo di batteria. 

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Riassunto del Bot

L'album ...Calling All Stations... dei Genesis, ultimo con Ray Wilson alla voce, è spesso sottovalutato ma contiene brani di grande valore come "Shipwrecked" e "The Dividing Line". Il disco esplora temi di solitudine e alienazione, confermandosi un lavoro più grezzo e meno patinato rispetto al passato. Nonostante l'assenza di Phil Collins, l'album mantiene un buon livello qualitativo, rappresentando una tappa coraggiosa e intensa nella carriera della band.

Tracce testi video

01   Calling All Stations (05:43)

04   Alien Afternoon (07:53)

05   Not About Us (04:39)

06   If That's What You Need (05:12)

07   The Dividing Line (07:44)

08   Uncertain Weather (05:29)

Leggi il testo

10   There Must Be Some Other Way (07:55)

11   One Man's Fool (08:47)

Genesis

I Genesis sono uno dei gruppi fondamentali del progressive rock britannico, fondati alla fine degli anni '60. Dopo una prima era dominata da atmosfere sperimentali e visionarie con Peter Gabriel, il gruppo evolve verso un pop più accessibile sotto la guida di Phil Collins, vendendo milioni di dischi ma facendo discutere ogni fan su quale sia la 'vera' essenza del gruppo.
116 Recensioni

Altre recensioni

Di  AR (Anonima Recensori)

 Quando nel 1993 Phil Collins abbandonò il cadavere in decomposizione che da troppo tempo usurpava il glorioso nome dei Genesis.

 Calling All Stations è un modo tragico per terminare la pluridecennale carriera di un gruppo che, prima di contribuire alla sua eliminazione, ha molto dato al progressive.


Di  Vinsex

 I Genesis senza Collins? Ovvio, direte voi... NON SONO PIÙ I GENESIS. E INVECE NO; COGLIONI!!!!

 Ragazzi fugate le suggestioni e non lasciatevi ingannare dalla merda di marca… sempre merda è!!