Copertina di Giorgio Gaber Raccolta Anni '60
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Per appassionati di musica italiana d’autore, nostalgici degli anni ’60, cultori della cultura popolare italiana, adulti e giovani interessati alla storia sociale italiana
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LA RECENSIONE

Questo disco non esiste, ma piuttosto questo è un piccolo contributo a Gaber anni '60, poi di dischi che comprendono quel periodo ce ne sono molti, vi segnalo 'Prima Del Signor G', forse la più completa; uscita per la Ricordi nel 2005, quindi abbastanza recente.

Eccoli qui, erano usciti ad uno a uno dalla memoria ma; eccoli che rientrano lentamente, personaggi strampalati di una infanzia passata a giocare nei cortili polverosi e il divieto assoluto di poter entrare nella fumosa osteria. I personaggi delle canzoni del primo Gaber splendidi scarabocchi da osteria, ognuno con le sue pecche, la propria umanità mai sconfitta; l’automobile La Balilla che viene condivisa coi vicini coi parenti tutti tanta è la felicità e la gioia del sogno raggiunto e poi che importa se verrà sfasciata dai barbari ignoranti che manco lo sanno cos’è una auto, Il Riccardo che insegnava a giocare a biliardo a tutti, l’acchitto il diamante le diagonali, e noi coi calzoni corti ci appendevamo a spiare dalla finestra quel mondo dei grandi.Un mondo fatto di personaggi bizzarri, il ballerino della Pum Pum Rumba e la Teresa che non lo perdonava, il Truccamotori sempre sporco di grasso fino ai gomiti, il barbiere, la merciaia.

Quando Gaber cantava queste canzoni l’Italia era diversa, si cominciava la lunga scalata verso il benessere collettivo, l’automobile per tutti, il telefono, la Tv, ma allora, la Tv la si guardava nelle osterie, le vicine di casa aiutavano tua madre ad accudire la moltitudine urlante e festante di bambini, tutti costruiti in scala, e la Domenica prima della messa nostra madre ci metteva tutti in fila col vestito buono, e le raccomandazioni a noi maschietti, non giocate a pallone che le scarpe costano care e poi con l’acqua bagnava il pettine e ci faceva la riga dritta che manco hai mai capito come faceva ad essere così “magica”. E nostro padre dall’altra stanza che ci salutava prima di uscire e recarsi all’osteria, al trani, al Trani a Go Go, dove il vino era buono e lo mescolavi pure con lo Champagne, senza distinzione di classe fra il ricco e il povero accumunati dal dolore per un amore non corrisposto, e altre canzoni ancora che uscivano dal marchingegno elettrico, la Torpedo Blu, Ma Pensa Te quella povera ragazza che pensava di essere chissà chi e fingeva anche di sapere le lingue e di andare a Saint Tropez in ferie nascondendoci e nascondendosi il fatto che poi si fermava sempre a Bordighera.

Mille personaggi che cantati da Gaber in quei anni sessanta io ora ritrovo nella mia memoria di fanciullo scanzonato, come posso dimenticare una umanità che è andata perduta nel frenetico ritmo della vita moderna ?? Allora che ben vengano i Goganga, i Cerruti Gino, i Zeppelin de Rossi, i cacciatori al ritorno della trasferta Siciliana dove sparavano talmente tanto che per freddare le canne delle doppiette dovevano pisciarci sopra, e all’arrivo era una gioia per tutti quelle migliaia di piccoli cadaveri che per tre Domeniche consecutive avrebbero resa più gustosa la polenta.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra la raccolta dei brani di Giorgio Gaber degli anni ’60, descrivendola come un viaggio nostalgico tra personaggi singolari e storie di un’Italia che stava cambiando. La musica di Gaber evoca un passato fatto di momenti semplici, comunità e umanità autentica. L’interpretazione è sentita e personale, con un apprezzamento forte per il valore storico-culturale di queste canzoni.

Giorgio Gaber

Giorgio Gaber (Milano, 1939 – 2003) è stato uno dei più innovativi cantautori, attori e intellettuali italiani. Pioniere del teatro-canzone, la sua opera ha mescolato musica, satira e riflessione esistenziale sull’Italia e gli italiani.
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