Romanzo Criminale

Così è stata definita da Giancarlo De Cataldo la storia della "Banda della magliana"

Ma ciò che nel libro viene romanzata come una splendida (se così la vogliamo definire) storia di malavita, trova solo in parte riscontro in quella che fu la realtà dei fatti.

Nel giro di pochi anni sono usciti un libro, un film e una serie tv che raccontano in maniera solo talvolta veritiera la realtà dei fatti, il più delle volte solo prendendo spunto da fatti che riguardavano questa misteriosa entità criminale.

Già ma come andarono veramente le cose negli anni '80 nella capitale italiana? Come si fa a capire dove c'è del vero e dove invece si sconfina nella finzione?

 

Io incuriosito da questa storia che mi aveva tanto affascinato sia sulla carta che sulla trasposizione cinematografica, decisi di informarmi di più. Facendo una veloce ricerca scoprii che un libro che trattava l'argomento in maniera esauriente già esisteva da diversi anni, si intitolava "Ragazzi di malavita", scritto da un certo Giovanni Bianconi. Dopo qualche giorno riuscii a procurarmelo e lo leggendolo rimasi veramente colpito di come questo scrittore era riuscito a mettere insieme tanto materiale in modo da non rendere il libro solo una lunga sfilza di nomi e di fatti riguardante le vicende che ruotarono attorno la Banda, ma attraverso una scrittura fluida riesce a collegare articoli di giornale con reali deposizioni dei processi avvenuti. Insomma lo stile è quello giornalistico ma il tutto è connesso con una maestria tale da rendere la lettura fresca e scorrevole.

La prima cosa che mi pensai finita la lettura di "Ragazzi di malavita" fu quella di collegare questo libro a "Gomorra", viste le somiglianze di stile e di argomenti, ma era un confronto che, mi accorsi, non aveva alcun senso, dato che il libro di Saviano nasce più come un testo di denuncia e questo come un racconto di anomalia criminale nata nel nostro paese.

Se avete apprezzato lo stile narrativo di Gomorra e siete interessati a conoscere un pezzo recente di storia Italiana vi consiglio di procurarvi questo libro, dove non troverete l'amicizia e la morale presenti nel film ma troverete la verità dei fatti, dai collegamenti con la P2, le Brigate Rosse, la Camorra, Cosa Nostra fino ad arrivare ai Servizi segreti, tutte cose che si collegano ad un unico punto comune: La Banda della magliana.

  

< «Roma è nelle nostre mani», si dicevano l'un l'altro i nuovi boss, spavaldi e col sorriso sulle labbra, interessati solo ad allargare il controllo sulla città e a entrare in nuovi affari, incuranti di chi ci fosse dietro. La droga poteva arrivare e andare indifferentemente a uomini della mafia, della camorra, della 'ndrangheta, dell'eversione nera, di organizzazioni mediorientali. Agli ex rapinatori cresciuti nelle batterie di quartiere, passati al giro più grosso delle bische e delle scommesse clandestine e diventati in pochi anni impresari di morte attraverso il traffico di droga, non interessava servire ed essere serviti da questa o quella banda. > (da: Ragazzi Di Malavita)

 

(Dedicata a Franco "Er Negro" Giuseppucci. L'ultimo re di Roma infame)

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