Copertina di Goblin Roller
Stef

• Voto:

Per appassionati di prog rock, fan dei goblin, amanti della musica strumentale e cultori delle colonne sonore italiane anni '70
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LA RECENSIONE

Reduci dal successo ottenuto con il loro primo album, Profondo Rosso, i Goblin pubblicano Roller (1976), uno dei rari lavori non composti come colonna sonora (Anche se successivamente i brani sono stati usati in Wampyr di Romero).
Un disco strumentale, con un sound gotico, classicheggiante, che riesce a creare atmosfere oscure e misteriose.
Il primo pezzo , "Roller" parte con un sinistro suono d'organo, a cui si aggiungono poi basso e batteria, richiamando alcune atmosfere di Profondo Rosso, senza però diventarne una copia.
Il secondo brano è "Aquaman", più dolce, fra tastiere e suoni d'acqua, con un assolo di chitarra di Morante che ricorda in certi momenti i Pink Floyd.


Si prosegue con "Snip Snap", più movimentato un pò funky e con "Il risveglio del serpente" dove Simonetti ci dimostra la sua abilità al piano.
Poi arriva "Goblin", il pezzo più interessante dell'album, di oltre 10 minuti. Un'alternanza di momenti più dinamici e più lenti, con passaggi molto interessanti, tra i quali un solo alla batteria di Maragnolo.
Si conclude con "Dr. Frankenstein" altro buon pezzo con suoni elettronici.

Un album tra i migliori nel panorama prog rock italiano

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Riassunto del Bot

Roller (1976) dei Goblin è un album strumentale che si distingue per le atmosfere oscure e classicheggianti tipiche del prog rock italiano. Il disco mostra evoluzioni rispetto a Profondo Rosso, con brani dinamici e melodici come 'Goblin' e 'Aquaman'. La padronanza tecnica dei musicisti si evidenzia in passaggi come il solo di batteria e chitarra. Un lavoro apprezzato e considerato tra i migliori nel panorama prog rock nazionale.

Tracce video

01   Roller (04:41)

02   Aquaman (05:24)

03   Snip Snap (03:38)

04   Il risveglio del serpente (03:31)

05   Goblin (11:09)

06   Dr. Frankenstein (05:55)

Goblin

I Goblin nascono nel 1975 con Massimo Morante, Claudio Simonetti, Fabio Pignatelli e Walter Martino. Si affermano con la colonna sonora di Profondo Rosso e proseguono con Suspiria, Roller, Zombi e altri lavori per il cinema di genere. Hanno unito prog, elettronica e jazz in colonne sonore diventate cult.
10 Recensioni

Altre recensioni

Di  alberto88

 "La discografia dei Goblin è composta per lo più da colonne sonore... che non ha permesso loro di esprimere in toto la loro bravura."

 "Roller è un disco ricco di sfumature, vario nelle ambientazioni e registrato superbamente, risultando così molto moderno."