LA RECENSIONE

Se sei un chitarrista, ovviamente il tuo sogno è poter suonare la chitarra. E se ti comunicano che la tua chitarra nel nuovo album verrà ridotta ad un elemento prettamente decorativo, ti incavoli. E potresti anche lasciare il gruppo.

Sinceramente non capisco chi vuole che, a tutti i costi, Mr. Coxon rientri alla casa madre Blur; Albarn & company hanno dimostrato con quel mezzo capolavoro di "Think Tank" di riuscire a vivere anche senza l'occhialuto nerd, Graham ha rilasciato un gioellino indie-guitar pop come "Happiness In Magazines" . Via alle danze con "Spectacular", energica song con continui cambi "nervosi" di ritmo, e "No Good Time", strofa Blur che più Blur non si può ("Kickass little girl/goin to a party/eatin' blue Smarties cuz she's rock ‘n roll") e ritornello con le suddette scorrazzate ritmiche che evidenziano la componente "schizzata" dei pezzi di Coxon. Che ha, ahimè, una grossa pecca: il timbro vocale è simile (toh!) a quello di Mr. Albarn, con la differenza che Damon sa cantare, lui no. Ed è una pecca che purtroppo influenza tutto il disco.

Tornando ai pezzi, dopo lo scialbo lentone "Girl Done Gone", è la volta del secondo singolo "Bittersweet Bundle Of Misery", praticamente "Coffee And Tv" (da "13") rimasticata e risputata fuori: apprezzabile, ma già sentita. Ci introduce, comunque, alla perla del disco: "All Over Me", lento decadente in possesso di una melodia stupenda e struggente, che acquisterebbe ancor più valore cantato in maniera consona alla sua bellezza. Ma tant'è… "Freakin' Out" è il primo singolo, schitarrate a iosa e resa live assicurata, e "People Of The Earth" gioca sul contrasto parlato nella strofa/urlato nel refrain. "Are You Ready?" produce un'effetto straniante, con la sua atmosfera "spaghetti western", poi, dopo un riempitivo ("Bottom Bunk") si torna al post-Blur con "Don't Be A Stranger" e si chiude con l'altro lentone, "Ribbons And Leaves".

Totale: Coxon dimostra di cavarsela egregiamente e sforna la sua miglior solo-prova (consigliato anche il precedente "Kiss Of Morning"), Albarn si metta l'animo in pace: anche se Graham dovesse tornare, vorrà il suo spazio. E, signori miei, se lo merita. Eccome.

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Riassunto del Bot

Happiness In Magazines di Graham Coxon è una delle sue migliori prove soliste, caratterizzata da chitarre energiche e brani indie pop innovativi. Nonostante un timbro vocale meno convincente rispetto a Damon Albarn, l'album mostra qualità compositive solide e interessanti cambi di ritmo. Alcuni pezzi ricordano Blur, ma Coxon si impone con un'identità propria. Consigliato agli amanti della chitarra e del rock alternativo.

Tracce testi video

02   No Good Time (03:21)

03   Girl Done Gone (03:57)

04   Bittersweet Bundle of Misery (04:53)

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05   All Over Me (04:16)

07   People of the Earth (03:04)

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09   Are You Ready? (04:42)

11   Don't Be a Stranger (03:29)

12   Ribbons and Leaves (04:11)

Graham Coxon

Musicista inglese, chitarrista e cofondatore dei Blur, attivo anche come solista con numerosi album. Multistrumentista, autore e produttore, ha firmato le colonne sonore di The End of the F***ing World.
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Altre recensioni

Di  temi

 Questo non è certo un album-capolavoro, ma contiene quattro-cinque brani da avere assolutamente se amanti delle sonorità dei Blur.

 Coxon ha estro, ma senza l’intervento di Albarn spesso è troppo cacofonico e casinista… Lo preferivo nei Blur!