Copertina di Grand Funk We're An American Band
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Per amanti del rock classico, appassionati di musica anni '70, fan di band hard rock e hard blues, chi cerca album iconici della scena usa
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LA RECENSIONE

We're an American band…

We're an American band…

We're coming to your town, we'll help you party it down.

We're an American band…

Parole semplici e dirette, copertina scarsa ed essenziale. E’ così che si presenta uno dei migliori dischi mai realizzati a marchio USA, da uno degli ultimi gruppi che riempì gli stadi americani negli anni ‘80. I Grand Funk nacquero come gruppo hard-blues col nome di “Grand Funk Railroad”, grazie al lead-singer e chitarrista Mark Farner, il bassista Mel Schacher e il batterista Don Brewer, tre ottimi musicisti che vengono troppo spesso dimenticati. Più tardi vi si affiancò anche il tastierista/cantante Craig Frost, il quale portò nel gruppo una vena di hard rock.

La band è famosa più che altro per le spettacolari performance live, al punto tale che la critica assegna loro il titolo di “loudest band in the world”, ovvero la band più rumorosa del mondo. “We’re An American Band” è un disco dal facile ascolto, diretto ed immediato, che parla di feste, donne, alcool e della vita “on the road”, aprendo proprio con la title-track, una fantastica autocelebrazione di una band spaccaculo, il cui ritmo ha il potere di coinvolgerci fin dalle prime note. Il pezzo, scritto e cantato dal batterista, diventa subito uno dei capisaldi della band, immancabile nella scaletta dei concerti successivi. Il ritmo trascinante non è da meno in “Stop Lookin’Back”, i cui fraseggi di chitarra e basso si intrecciano in un alternarsi di linee melodiche, colorate dagli accenti di organo e dei piatti, con tanto di piccolo solo finale di batteria, una perla incastonata fra l’oro della canzone.

Dopo il discutibile episodio di “Creepin”, si arriva alla strepitosa “Black Licorice”, uno dei pezzi più travolgenti del disco, che si fa ascoltare ai massimi livelli, in cui Frost dona dei vocalizzi degni di Ian Gillan dei tempi d’oro, e un assolo di tastiera che non ha niente da invidiare a John Lord in suono e abilità; alla fine del pezzo, paragonabile ad un’esplosione collettiva, la band ci lascia di nuovo respirare, con un pezzo lento ma intenso, “The Railroad”, dove si riconosce finalmente la voce del grande Mark Farner, col suo accento americano e la sua calda timbrica, suggellata dalla parte corale. Per ogni amante del basso elettrico, suonato in modo ritmico e sincopato, “Ain’ t Got Nobody” è una vera chicca, una di quelle canzoni che ascolterei all’infinito, senza stufarmi mai… “Walk Like A Man” è un bel pezzo, superata solo da “Loneliest Rider”, il brano più emozionante del disco. Mark Farner, la cui nonna era indiana, scrisse questa canzone come dedica all’etnia che da sempre fu vittima di persecuzioni da parte dei coloni bianchi.

Tra le bonus track, le canzoni “Hooray” e “The End” (in cui è percepibile un’influenza Deep-Purpleliana) sono di ottimo livello, avrebbero dovuto essere parte del disco originale. La All American Band per eccellenza sfornò questo disco nel 1973, e rimane tutt’oggi uno dei più belli dell’intera discografia, purtroppo poco conosciuto.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'album We're An American Band dei Grand Funk come uno dei migliori dischi americani degli anni '70. Evidenzia le qualità dei musicisti, il sound diretto e coinvolgente e l'impatto live della band. Il disco si distingue per pezzi carichi di energia e momenti emotivi, con riferimenti a temi di festa, vita on the road e dediche personali. Nonostante la copertina semplice, il valore musicale è elevatissimo e l'album resta un classico spesso sottovalutato.

Tracce testi video

01   We're an American Band (03:28)

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02   Stop Lookin' Back (04:54)

06   Ain't Got Nobody (04:28)

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Grand Funk Railroad

Power trio di Flint, Michigan (Mark Farner, Don Brewer, Mel Schacher), con Craig Frost alle tastiere dal 1972/73. Band simbolo dell’hard rock americano, amatissima dal pubblico per i live monumentali e hit come We’re an American Band, The Loco-Motion e Some Kind of Wonderful.
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