Copertina di Grandaddy Under The Western Freeway
zigghio

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Per appassionati di indie anni '90, amanti della musica alternativa, fan di folk elettronico e sperimentale, cultori di atmosfere emotive e malinconiche.
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LA RECENSIONE

Uno dei picchi indie americani degli anni '90 (anno di uscita 1997) , uno di quei 5-6 dischi che definisce una malinconia ipermoderna, anzi suggerisce l'indissolubile unione tra progresso-a-tutti-i-costi e alienazione, altro che lagna rock quindi, bassa fedeltà a 24 carati, molto couplandiano nel suo incedere esistenzialista. Album balordo e intenso, il più spontaneo e forse immediato del gruppo, vissuto sul filo di una poetica aliena e antica assieme, il folk sghembo della gioventù indie americana abbinata alle sperimentazioni dei Kraftwerk, frequenti i giochini kraftwerkeriani su musichette robotiche ("A. M 180" ; "Everything Beautiful I Far Away"), rumori di fondo, interferenze e scricchiolii , broken beat, bassa fedeltà, il tutto innalzato a cifra stilistica, questo è il disco che farebbe un Neil Young giovane alle prese col caos sintetico e digitale di fine millennio, qualcuno infatti ha parlato di questo disco come del tonight’s the night dell’era cibernetica. Lo spirito è fortemente indie, "Collective Dreamwish Of Upperclass Elegance" è un picco di atmosfera ovattata, di malinconia sospesa su un sibilo cosmico secobarbitalico su cui si innestano gli strumenti della tradizione rock e la voce afflitta da troppi ascolti depressivi della slacker generation, risultato: inquietudine a go-go, instabilità di quota e spostamenti d'aria, pezzo straniante e pieno di fascino che si ritrova più volte nel resto del disco. Arrivati a metà anni '90 ibridare "is the reason": "Summer Here Kids" è Pavement + Sparklehorse, le tastiere vintage e i tanti suoni digital-zen accompagnano invece “Go Progress Chrome”, notare in "Laughing Stock" i frequenti intarsi robotici alla man-machine su una perfetta canzone pop–rock dalle melodie degne dei primi REM.

C’è odore di psicofarmaci in queste tracce, ballads folk inzuppate nell’indietronica che palpitano ipnoinducenti un’angoscia flebile e una debolezza tenace, sono canzoni pervase da un senso di dolce paralisi psichica (la gracile mestizia benzodiazepinica di "Why Took You Advice"), di estati autunnali (“Lawn & So On” conclusa dal canto dei grilli in una notte di mezz'estate), di foga noise punk e rabbia sgangherata alla Pavement.

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Riassunto del Bot

Il disco 'Under The Western Freeway' dei Grandaddy è un punto di riferimento dell'indie americano anni '90. Unisce atmosfere malinconiche e folk sghembo con sperimentazioni elettroniche ispirate ai Kraftwerk. Le tracce evocano inquietudine, nostalgia e un senso di paralisi emotiva, creando un'opera intensa e autentica che cattura lo spirito della slacker generation. Un capolavoro ipermoderno che fonde tradizione e innovazione.

Tracce testi video

01   Nonphenomenal Lineage (03:11)

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03   Collective Dreamwish of Upperclass Elegance (05:26)

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04   Summer Here Kids (03:35)

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06   Under the Western Freeway (03:01)

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07   Everything Beautiful Is Far Away (05:13)

08   Poisoned at Hartsy Thai Food (01:13)

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09   Go Progress Chrome (02:31)

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10   Why Took Your Advice (04:07)

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11   Lawn & So On (09:04)

Grandaddy

Grandaddy è una band indie rock statunitense di Modesto (California), formata nel 1992 e guidata da Jason Lytle. Nota per l’equilibrio tra lo-fi, elettronica e melodie malinconiche, ha pubblicato album chiave come The Sophtware Slump. Si è sciolta nel 2006, si è riunita nel 2012 ed è tornata con Last Place nel 2017.
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