Copertina di Grateful Dead Grateful Dead
GoldenRoad

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Per appassionati di musica rock e psichedelica, fan dei grateful dead, studiosi di musica anni '60, collezionisti di album vintage
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LA RECENSIONE

Questo che andrò a recensire, gente, non è certo un album tra i più conosciuti del gruppo, nè tantomeno è da annoverare tra le ''pietre miliari'' della musica rock: è semplicemente il primo album dei Grateful Dead, uno dei più influenti gruppi musicali del rock psichedelico.

L'album, in termine di vendite, fu un fiasco completo, una vera e propria delusione commerciale; riuscì a vendere ancor meno copie del famigerato ''banana album'', dei Velvet Underground, ma a differenza di quest'ultimo non è mai stato rivalutato col passare degli anni, ed è finito nel dimenticatoio. La formazione, nell'anno di uscita del disco (1967), vedeva riuniti: Jerry Garcia alla voce e alla chitarra solista, Bob ''Weir'' Hall alla chitarra ritmica, Phil Lesh al basso, Bill Kreutzmann alla batteria e Ron McKernan alle tastiere e all'armonica. Già da questo primo lavoro dei cinque ragazzi di San Francisco, trapela quell'eclettismo che renderà famoso il gruppo negli anni a venire, che mescola al già citato rock psichedelico sonorità folk, blues e jazz.

Forse il motivo del fallimento commerciale è da attribuirsi alla poca originalità della proposta, probabilmente troppo anonimo in mezzo alla miriade di album usciti in quel periodo. Essi sono infatti stati ignorati (nel periodo di questo primo album), da altri debut-album ben più considerati, si veda ad esempio il primo album dei ''Doors'', uscito nello stesso anno, o ''Surrealistic Pillow'' dei già celebri Jefferson Airplane. Non originali anche perchè tranne due canzoni che portano la firma del gruppo, le altre sono tutte cover di celebri pezzi blues e Rock'n'Roll. Il disco si apre con un allegra ''Golden Road (to unlimited devotion)'', dal testo mistico, come spesso si usava tra i gruppi acid-rock. E' seguita dalla rock'n'rolleggiante ''Beat It Down The line'', dove fa da padrona la chitarra solista di Garcia, accompagnata degnamente dalle ritmiche di Hall e ricamata lisergicamente dall'organo elettrico di McKernan. La terza traccia, ''Good Morning Little Schoolgirl'', vale da sola gran parte del disco: benchè non sia originale, è a mio parere la miglior cover in assoluto di questo pezzo blues, di gran lunga superiore alla versione degli Yardbirds.

Carine ''Cold Rain and Snow'' e ''Sitting on the top of the world'': ritmi beat e spensierati che formano due canzoncine ''easy listening'', seguite a loro volta da una ''Cram Puff War'' che ne segue gli schemi. Il discorso cambia decisamente per la traccia numero sette, ovvero ''Morning Dew'', che abbandona le sonorità beat e facili all'ascolto per trasportarci in una rilassante atmosfera psichedelica, molto gradevole e molto contempaltiva. Il disco si chiude con la canzone più lunga (oltre dieci minuti) e più sperimentale dell'album: "Viola Lee Blues", distorto blues psichedelico cosparso di assoli e caratterizzata da un ritornello ripetitivo ma mai banale. Non degna di particolari note ''New, new Minglewood Blues'', che di blues ha ben poco, e che non vanta certo l'originalità delle canzoni descritte prima.

Insomma, tutto sommato non è poi un disco così clamoroso: però se si vuole capire a fondo i Grateful Dead, gruppo fondamentale della musica rock in generale, questa è una tappa obbligatoria: in esso sono racchiuse le radici della band.

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Riassunto del Bot

Il primo album dei Grateful Dead del 1967 è una raccolta di sonorità folk, blues e psichedeliche che, pur non essendo originale e non avendo avuto successo commerciale, rappresenta le radici del gruppo. Il disco contiene alcune cover rilevanti, come 'Good Morning Little Schoolgirl', e tracce sperimentali come 'Viola Lee Blues'. Non un capolavoro, ma una tappa essenziale per comprendere la band.

Tracce testi video

03   Big Railroad Blues (03:35)

04   Playing in the Band (04:40)

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05   The Other One (18:07)

06   Me & My Uncle (03:04)

07   Big Boss Man (05:14)

08   Me & Bobby McGee (05:43)

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11   Not Fade Away / Goin' Down the Road Feeling Bad (09:26)

12   Oh, Boy! (02:50)

13   I'm a Hog for You (04:08)

14   Radio Ad (01:00)

Grateful Dead

Rock band statunitense formata nel 1965, associata alla scena psichedelica di San Francisco e famosa per le lunghe improvvisazioni dal vivo e l’eclettismo stilistico. Seguitissima dai Deadheads, ha chiuso la propria storia nel 1995 dopo la morte di Jerry Garcia.
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