Copertina di Green Day 21st Century Breakdown
Raiden7.0

• Voto:

Per fan di green day, appassionati di punk rock, critici musicali e ascoltatori curiosi di rock alternativo.
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LA RECENSIONE

Mai amato più di tanto il punk rock cosiddetto "californiano", eppure la variazione stilistica dei Green Day in "American Idiot" era riuscita a stupirmi. Non mi aspettavo che una band del genere avesse così tanto da dire una volta uscita dalla fase "adolescenziale" (e grazie al cazzo, c'hanno quarant'anni anche se sembrano di 15...) , eppure l'album in questione seguiva un concept abbastanza interessante e i testi erano, dove più dove meno, impegnati socialmente, talvolta attacchi diretti.

L'attesa per il nuovo album, sia da parte dei bambinetti neo-fan, sia da parte dei fan di vecchia data (che di certo per "American Idiot" avevano storto il naso), sia da parte della critica, era alta: "che cosa si tireranno fuori adesso?"... Ed ecco arrivata la risposta. Salta all'orecchio fin da subito un orrendo sound, fintissimo e freddo, che già molto male predispone all'ascolto. Eppure i più coraggiosi (ad esempio io) potranno provare ad arrivare fino all'ultima traccia. E scoprire che... Di idee ce ne sono davvero poche. Anche questa volta si lavora su concept e il disco è diviso in tre "capitoli", ma... stavolta il concept fa schifo. Tratta della storia di una coppia di innamorati che si muove attraverso i lustri e le illusioni di questo millennio. Wow. Come il singolo "Know your Enemy" preannunciava, le composizioni sono poco ispirate e spesso auto-citazioniste. Nonostante l'ispirazione "Beatlesiana" di alcuni, i molteplici pezzi in salsa acustica non dicono un bel niente, vedi "Last Night on Earth" su tutte.

Eppure, dobbiamo dirlo, il tentativo di rinnovarsi trasuda da alcune tracce dell'album, alternate ai classici pezzi pop-punk made in Green Day, ma capita raramente che la band scelga davvero di "pisciare fuori dal gabinetto" e di solcare strade nuove: capita su "Peacemaker" o "East Jesus Nowhere", che quasi quasi ricorda gli stereotipi di moltissimi pezzi del Manson: sono i soli due pezzi che salverei a stento di tutto 'sto polpettone... Essì, di polpettone si parla: ben DICIOTTO tracce che fanno apparire l'album INFINITO.

A nulla è servito il lavoro di un produttore storico come Butch Vig (sì, proprio quello di "Nevermind" dei Nirvana e di "Gish" e "Siamese Dream" degli Smashing Pumpkins), di questo album si salva poco o niente. La continua contraddizione tra la rabbia di chi vorrebbe "cambiare il mondo" (spesso ostentata) e la voglia di creare cori da stadio emerge eccome.

Tanta ipocrisia o uno sbandamento dovuto ad un inaspettato successo e a grandi aspettative?

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Riassunto del Bot

La recensione critica l'album 21st Century Breakdown dei Green Day per il sound freddo e artificiale e un concept deludente. Nonostante alcuni tentativi di rinnovamento, le molte tracce risultano noiose e poco ispirate. Solo poche canzoni emergono come interessanti. Il lavoro del produttore Butch Vig non riesce a risollevare un disco pesante e contraddittorio.

Tracce testi video

01   Song of the Century (00:57)

02   21st Century Breakdown (05:09)

04   ¡Viva La Gloria! (03:30)

05   Before the Lobotomy (04:37)

06   Christian's Inferno (03:07)

07   Last Night on Earth (03:56)

08   East Jesus Nowhere (04:34)

10   Last of the American Girls (03:51)

11   Murder City (02:54)

12   ¿Viva La Gloria? (Little Girl) (03:47)

13   Restless Heart Syndrome (04:19)

14   Horseshoes and Handgrenades (03:14)

Leggi il testo

17   American Eulogy: Mass Hysteria / Modern World (04:26)

18   See the Light (04:35)

19   A Quick One While He's Away (07:58)

20   Another State of Mind (02:45)

Green Day

I Green Day sono un gruppo punk rock nato a Berkeley, California, attivo dalla fine degli anni '80. Hanno segnato il passaggio dal punk underground al successo mainstream con album come "Dookie" e "American Idiot", diventando una delle band più influenti e divisive della scena rock moderna.
62 Recensioni

Altre recensioni

Di  paolinoz

 Con la musica che viene prodotta in questo periodo forse il meglio che possiamo avere è proprio questo disco, che è molto bello ma sicuramente non privo di difetti.

 Va comunque dato atto ai Green Day di aver saputo sperimentare con il loro stile creando spesso risultati interessanti.


Di  DanielBack

 Il disco è teen pop taglia e incolla, di cui di punk rock ha solo il guscio.

 Credo che non vedremo mai più una "When I Come Around" da parte loro.