Copertina di Guillermo Arriaga The burning plain - Il confine della solitudine
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Per amanti del cinema drammatico e autoriale, appassionati di narrazioni complesse e film emozionali
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LA RECENSIONE

I quattro elementi.

Non conoscevo il film; non sapevo chi fosse il regista. Fino ai titoli di coda. Solo un sospetto durante la visione. Mi pareva di vedere un film già visto. Di scorgere nei fotogrammi lo stile di un film già visto. "21 GRAMMI"? Si! Forse! Ma non ero sicuro! Solo al primo scorrere dei titoli di coda ho capito, ho saputo con certezza di chi fosse il talento adamantino. Di Guillermo Arriaga. Una narrazione lenta e dolente, fluviale, quasi in tempo reale (alla Michael Mann, per intenderci); un uso sapiente e millimetrico del flash-back; il dolore di vivere che stilla dalle scene e dai volti degli interpreti (tutti bravi: alcuni conosciuti, altri meno); i personaggi che narrano le loro vite senza strepiti, quasi passivamente, eppure con rara efficacia. Alla fine del film ti sembra di sapere tutto di loro. E poi, la contrapposizione geografica tra nord e sud; tra la pioggia e l'umidità che ti entra nelle ossa di una Portland sempre piangente e il sole accecante, la polvere e la secchezza del New Mexico desertico e lontano da tutto, senza rimedio. Gran bel film. Film così sono merce rara. Specie oggi, specie in televisione.

DA VEDERE!

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Riassunto del Bot

La recensione apprezza The Burning Plain di Guillermo Arriaga per la sua narrazione lenta e coinvolgente, l'uso sapiente dei flashback e l'intensità emotiva. Il contrasto tra i paesaggi di Portland e New Mexico arricchisce la storia. Personaggi ben tratteggiati e interpreti convincenti completano un film raro e da vedere assolutamente.

Guillermo Arriaga

Guillermo Arriaga è uno sceneggiatore, regista e romanziere messicano, noto per le collaborazioni con Alejandro G. Iñárritu (Amores perros, 21 Grams, Babel) e per l’esordio alla regia con The Burning Plain (2008).
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